IL TUO FUTURO…. LA NOSTRA MISSION

Aperte fino al 22 febbraio le iscrizioni ai sei Indirizzi dell’Istituto di istruzione superiore “Mauro del Giudice”, una scuola da sempre disponibile all’innovazione per lo sviluppo del territorio, che presenta sul web la sua offerta formativa triennale.  Significativi i progetti di orientamento e di alternanza Scuola lavoro in collaborazione con Ordini Professionali ed Enti di Formazione.

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E’ all’insegna di questo slogan che l’IISS “Mauro Del Giudice” di Rodi Garganico presenta, sul proprio sito web completamente rinnovato, il Piano dell’Offerta Formativa triennale che tutti gli utenti possono consultare on line .

Una scuola secondaria superiore che, con ben sei indirizzi di studio (quattro per la sede di Rodi: Amministrazione Finanza e Marketing; Turismo; Costruzioni, Ambiente e Territorio; Trasporti e Logistica) e due per la sede di Ischitella (Manutenzione e Assistenza Tecnica; Produzioni Industriali e Artigianali) presenta un’ampia gamma di scelte, tutte finalizzate alla preparazione culturale e professionale di tecnici destinati ad operare nella gestione delle aziende,  dell’ambiente e territorio, della Nautica e della logistica, mirando nel contempo al conseguimento di una solida formazione culturale per accedere agli studi universitari.

Sono in corso attività di accoglienza  in entrambe le sedi dell’Istituto. Un approccio che  è sempre stato oggetto di cura e attenzione come azione di prevenzione contro la dispersione e l’insuccesso scolastico, per cui l’attività è rivolta non solo agli alunni, ma anche alle famiglie. E’ stata organizzata anche una giornata di Open day rivolta ai genitori interessati a conoscere l’offerta formativa delle due sedi dell’Istituto. Per ciò che concerne l’Orientamento in entrata è ormai prassi consolidata ospitare ogni anno gli studenti delle terze classi delle Scuole Medie del territorio presso entrambe le sedi dell’ Istituto per informarli sulle varie proposte educative, per favorire in essi una scelta consapevole del corso di studi da intraprendere. L’intervento si articola nelle seguenti fasi: accoglienza nell’Istituto da parte del Dirigente Scolastico, prof. Valentino Di Stolfo; visita dei laboratori dove vari docenti dell’Istituto presentano i diversi indirizzi di studio e simulano lezioni della propria disciplina; consegna agli alunni di un opuscoletto informativo sull’Istituto; informazione interattiva con le famiglie attraverso attività di marketing scolastico. L’Orientamento scolastico in entrata è rivolto agli alunni della terza media di Rodi, e dei paesi viciniori (Ischitella, Vico, Carpino, Cagnano, Peschici).

L’IISS “Mauro del Giudice” ha sistematicamente partecipato, negli anni scorsi, al Programma Operativo Nazionale (PON) intercettando significativi fondi e risorse finanziarie per il miglioramento della qualità dell’offerta formativa. Anche per il corrente anno scolastico si propone di presentare domanda per le azioni ivi previste..

Un’azione più incisiva, per contrastare la dispersione scolastica, è stata avviata dall’anno scolastico 2014/2015 con l’adesione al Progetto “Orienta in progress”. Il progetto, finanziato dalla Fondazione con Il Sud,  vede come soggetto attuatore e responsabile dell’intervento EUROFORM LAVORO, ente di Formazione Professionale accreditato presso la Regione Puglia.

Si sta sperimentando un modello innovativo di contrasto all’abbandono, alla dispersione e all’insuccesso scolastico grazie ad una partnership stabile tra terzo settore e scuola, per garantire la connessione tra contesto scolastico ed extrascolastico attraverso attività avviate a scuola e proseguite all’esterno. Particolare attenzione, in tale ambito, viene rivolta agli studenti che soffrono un disagio scolastico e che rischiano di abbandonare precocemente la scuola o perché “disaffiliati”

( provano scarso interesse per l’istruzione e non desiderano essere in contatto con la scuola), o perché “deboli” (non hanno sufficienti strumenti culturali e di apprendimento per completare il programma di studi loro proposto), o perché “drop out capaci”(hanno le capacità intellettive per affrontare il programma scolastico, ma ancora non hanno sviluppato le competenze di natura sociale ed emotiva) o perché “disturbatori” (utilizzano la scuola per manifestare il loro protagonismo negativo, impedendo le attività quotidiane) o perché “disorientati” (scelgono indirizzi scolastici non adeguati alle loro capacità/competenze).

Nel corrente anno scolastico 2015/2016 l’intervento sta coinvolgendo alunni, docenti e famiglie,  utilizzando metodologie educative formali e informali, in modo da raggiungere i destinatari del progetto nei diversi contesti di riferimento e mediante approcci diversificati.

Il Percorso Giovani prevede: 1) nelle classi prime azioni di rinforzo motivazionale attraverso uno sportello operativo in affiancamento ai docenti che si avvale della Peer education e di attività extrascolastiche di tipo laboratoriale; 2) nelle classi quarte e quinte Orientamento informativo e professionale nonché bilancio delle competenze e councelling; 3) nelle classi quarte attività di alternanza scuola-lavoro per 25 alunni .

Il Percorso Docenti prevede percorsi di formazione congiunta tra gli insegnanti e formatori per riallineare professionalità e culture in funzione delle nuove metodologie didattiche necessarie per una didattica inclusiva; il Percorso Genitori prevede incontri formativi con genitori e figli per il miglioramento della consapevolezza delle responsabilità genitoriali e per il miglioramento dei rapporti inter-generazionali.

Riguardo le attività di Alternanza Scuola-Lavoro, metodologia didattica privilegiata per la realizzazione del complessivo processo di riforma del 2° ciclo d’istruzione,  il “Mauro del Giudice” con esperienze pregresse negli anni scolastici precedenti, risulta per il corrente anno scolastico beneficiario di due finanziamenti della Regione Puglia: 1) un percorso biennale dal titolo: “Studenti … si va in azienda”, che si concluderà nel corrente anno scolastico. Destinatari gli alunni delle classi quarte dell’indirizzo Manutenzione e Assistenza Tecnica della sede di Ischitella (in totale 33 alunni). Nel primo anno le attività svolte hanno riguardato la progettazione, l’orientamento, la sensibilizzazione e la formazione in aula delle classi terze ( per complessive 30 ore). Nel corrente anno vi sarà l’ultimazione del percorso con la realizzazione della formazione in azienda ( per 90 ore); 2) il secondo finanziamento riguarda la realizzazione di un percorso annuale sulle “Procedure Catastali DOCFA E PREGEO”. Destinatari i 29 alunni delle due classi quinte dell’indirizzo CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio) di Rodi Garganico. L’attività, finalizzata allo sviluppo di competenze di progettazione grafica, all’uso di strumenti di rilevazione topografica e di software specifici per l’esercizio della professione di Geometra, si avvale della collaborazione del Collegio dei Geometri di Lucera. A ciò va pure aggiunto che, a seguito alla legge 2015, n.107, la cosiddetta  “Buona Scuola”, l’Alternanza Scuola Lavoro assumerà carattere istituzionale con nuovi percorsi per una durata complessiva di 400 ore, da realizzarsi nel secondo biennio e nell’ultimo anno degli indirizzi tecnici.

Ma non è finita qui: tantissimi i progetti per l’ampliamento del Piano dell’Offerta Formativa 2015-16 presentati dai vari docenti dell’IISS “Mauro del Giudice” che si propongono di fornire opportuni stimoli culturali agli studenti, fornendo loro anche una opportuna motivazione per affrontare nel modo migliore il corso di studi intrapreso, attraverso il riferimento costante al Territorio, con una costante azione educativa, finalizzata a formare persone e cittadini in dimensione europea.

 

PROGETTI IN CORSO O PROGRAMMATI PER I PROSSIMI MESI

“LABE: I Pugliesi nel mondo”, laboratorio Emigrazione in collaborazione con il GAL Gargano e il Centro di documentazione per l’emigrazione di san Marco in Lamis, ha come obiettivo il recupero della memoria storica sul tema dell’emigrazione facendo incontrare i soggetti del territorio che condividono l’attenzione e la sensibilità per gli eventi storici locali. Hanno partecipato tutte le classi dell’Istituto rodiano.

“Visita alla Corte Costituzionale”. La visita, effettuata il 6 novembre 2015, è stata finalizzata all’approfondimento del funzionamento giuridico inerente la legittimità costituzionale delle norme. Destinatari: gli alunni delle classi quinte.

“Corso di lingua inglese per adulti” . Il corso di 60 ore, livello principiante, è diretto ad utenza esterna che intenda acquisire conoscenze di base o migliorare quelle già possedute nella lingua inglese.

“Corso di lingua inglese per il personale dell’Istituto”. Il corso è diretto al personale della scuola che intenda acquisire conoscenze di base o migliorare quelle già possedute nella lingua inglese e conseguire la certificazione Cambridge livello A1-A2. Sono previste 70 ore, da livello principiante (20 ore) a livello elementare (50 ore).

“ Progetto Sorriso”:  si propone di sensibilizzare i giovani alle problematiche sociali e, trovando ispirazione nella clownterapia applicata dal medico statunitense Patch Adams, prevede che le classi, selezionate di volta in volta in base al grado di sensibilità manifestato, siano coinvolte in attività di animazione (con recite, balli, giochi, canti, giochi di prestigio, brevi saggi teatrali ) da realizzare presso il reparto di oncologia pediatrica della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e la casa di riposo gestita dall’UAL a Rodi Garganico. Destinatari del progetto: gli alunni della sede di Rodi.

“ Partecipazione al salone dello studente di Bari” . Gli alunni delle classi quinte hanno avuto modo di partecipare alla principale manifestazione italiana di orientamento universitario per facilitare la loro scelta post-diploma. Sono previste altre giornate di orientamento organizzate da Atenei universitari disponibili all’accoglienza.

 “No GAP: Donne e Lavoro in Puglia” . Il progetto si propone la formazione alla cultura delle pari opportunità intesa come occasione per sviluppare nei giovani capacità critica rispetto a qualsiasi forma di differenza. Coinvolgerà gli alunni del biennio in quanto maggiormente esposti al disagio sociale, al rischio di insuccesso o fuoriuscita dal sistema scolastico e formativo, alle divisioni di genere soprattutto nell’ottica del lavoro femminile e della conciliazione vita-lavoro. L’ attività sarà curata dall’associazione “Il Grillo”, esperta di comunicazione culturale ed editoria, e dalla società cooperativa “Camera a Sud”, attiva nel campo della produzione audiovisiva e della media education e della comunicazione sociale.

“Corso di disegno assistito al computer Autocad 2D e 3D ”.  Il corso, di 30 ore in orario pomeridiano, mira a certificare l’acquisizione di competenze nell’area CAD e si propone di favorire la conoscenza di base per poter lavorare con agilità con il CAD e rendere stabile l’azione formativa in campo informatico. Destinatari: gli alunni della classe terza dell’indirizzo CAT.

 “Il quotidiano in classe”,  in collaborazione con l’Osservatorio Permanente Giovani Editori, prevede la distribuzione gratuita del Corriere della sera, del Sole 24 ore e della rivista Focus, nelle classi per sviluppare nei giovani capacità di lettura critica della realtà che li circonda. Gli studenti avranno la possibilità di rapportarsi con le notizie affinando la loro capacità critica, imparando a dibattere, a porre domande, ad esprimere il proprio punto di vista in modo più consapevole. Sono previsti, inoltre, periodici monitoraggi Eurisko.

 “ I quotidiani della tua Puglia in classe”. Il progetto, ideato dalla Regione Puglia, si propone come obiettivo fondamentale quello di far conoscere criticamente agli studenti le problematiche inerenti la identità della propria regione attraverso la lettura e la discussione dei quotidiani pugliesi. Il tema caratterizzante l’edizione di questo anno è attuale e poco noto ai giovani: ia biodiversità. L’intento è quello di sensibilizzare i ragazzi ad un attento studio e conoscenza della flora spontanea presente nei nostri territori ed è prevista la distribuzione gratuita alle classi, secondo una turnazione da stabilire, di alcune copie di quotidiani pugliesi. Destinatari del progetto: gli alunni della sede di Rodi.

“Andare a teatro” . Partecipazione a spettacoli di compagnie teatrali proponenti rappresentazioni da svolgersi nell’Auditorium dell’Istituto oppure nei teatri di riferimento. L’obiettivo è di sviluppare la capacità “meta-rappresentativa” e l’uso del linguaggio teatrale complesso e pluridisciplinare: corpo, movimento, suono, ritmo,gesto, parola e immagine. Gli alunni avranno altresì modo di partecipare a un dibattito che seguirà con il regista e gli attori sulle tematiche della rappresentazione teatrale. Si produrranno reportage, video e recensioni degli spettacoli teatrali cui si è partecipato. Destinatari: gli alunni della sede di Rodi.

“Laboratorio teatrale” ha come obiettivo la crescita espressiva e comunicativa degli alunni, oltre ad offrire loro l’opportunità di confrontarsi e relazionarsi in una progettazione costruttiva. Il teatro come coinvolgimento emotivo.

“ Fisco & Scuola” . Il progetto, promosso dall’Agenzia delle Entrate, in accordo con il MIUR, intende diffondere tra i giovani la cultura della legalità fiscale, sensibilizzandoli all’importanza del comportamento fiscalmente corretto ed al contempo favorire lo sviluppo di un rapporto consapevole e non conflittuale con il Fisco. A tale scopo è previsto: 1) un incontro formativo in Istituto a cura di funzionari dell’ Agenzia territoriale di San Severo rivolto agli alunni delle classi quarte e quinte; 2) successivamente una visita guidata per un gruppo di alunni delle sole classi quinte AFM presso gli uffici della predetta.

“Educazione alla legalità: il diritto penale spiegato ai ragazzi” ha la finalità di avvicinare i ragazzi ad una conoscenza essenziale del diritto penale in una società sempre più complessa dove anche la scuola avverte, e con maggiore forza, l’esigenza di far conoscere e far rispettare le regole per una convivenza in cui non esistano comportamenti che rasentano il penale. L’obiettivo è quello di rendere gli alunni coscienti delle proprie azioni, consapevoli delle conseguenze, rispettosi delle persone e dell’ambiente che li circonda. Destinatari del progetto: gli alunni del triennio.

 “Percorsi di legalità attraverso i principi costituzionali”. La proposta formativa si incentra sul “processo” per favorire, attraverso i principi costituzionali cardine, la comprensione da parte dei giovani della necessità di attenersi e di giudicare secondo regole condivise che costituiscono il fondamento della società moderna. Destinatari del progetto: gli alunni delle classi quinte.

“Il Consiglio Regionale si fa conoscere”. Adesione alla proposta dell’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia che, d’intesa con la Presidenza del Consiglio Regionale, vuole promuovere e sensibilizzare i giovani all’esercizio della cittadinanza attiva, nonché alla conoscenza dei compiti, delle funzioni e dell’assetto organizzativo interno del Consiglio Regionale. Sarà effettuata a tale scopo una visita al Consiglio Regionale qualora il nostro Istituto verrà selezionato.

“Stage linguistico in Inghilterra” (una settimana marzo/aprile) per favorire il miglioramento delle competenze linguistiche ed il conseguimento dell’attestato di partecipazione al corso in lingua presso la scuola all’estero. Destinatari del progetto: gli alunni della sede di Rodi che presenteranno la media del sei.

“Teatro in lingua inglese” . Partecipazione ad una rappresentazione teatrale in lingua al fine di offrire agli alunni la possibilità di verificare le proprie conoscenze linguistiche attraverso il confronto diretto con la lingua parlata. La data della rappresentazione è prevista per il giorno 19 febbraio 2016 a Pescara. Destinatari del progetto: gli alunni del triennio.

“Teatro in lingua francese”. Partecipazione ad una rappresentazione teatrale in lingua al fine di offrire agli alunni la possibilità di verificare le proprie conoscenze linguistiche attraverso il confronto diretto con la lingua parlata. La data della rappresentazione è prevista per il giorno 18 o 19 aprile 2016 a Pescara o a Bari. Destinatari gli alunni del triennio.

“Rinforzo e potenziamento”. Il corso di 20 ore, in orario pomeridiano, da realizzare a fine anno, si propone di rafforzare la preparazione degli alunni maturandi in vista del sostenimento della seconda prova di Discipline Turistiche e Aziendali agli esami di Stato. Attraverso una puntuale attività simulativa della possibile traccia ministeriale si mirerà a sviluppare in essi la capacità di un utilizzo consapevole ed integrato dei contenuti del programma appresi durante l’intero anno scolastico Destinatari gli alunni della classe V B Turismo.

 “La redazione del progetto esecutivo” . Il corso di 30 ore antimeridiane da effettuarsi con una sesta ora aggiuntiva a settimana, si propone di fornire agli alunni conoscenze calate nella pratica professionale del geometra e maggiore consapevolezza delle proprie capacità ed attitudini professionali anche attraverso l’uso e la conoscenza di programmi CAD tridimensionali parametrici. Destinatari: gli alunni della classe quarta dell’indirizzo CAT.

“ Progetto salute”: intende sensibilizzare e responsabilizzare gli alunni mediante la conoscenza di alcune tra le patologie più frequenti nella società; ciò allo scopo di educarli alla prevenzione e ad uno stile di vita corretto. E’ prevista la partecipazione di specialisti e testimonianze per le seguenti patologie: Obesità; patologie dell’Apparato urologico (con screening rivolto agli alunni maggiorenni ed a tutto il personale della scuola); Alcolismo e tabagismo; Tossicodipendenze; patologie del Cavo orale; Urgenze mediche. Destinatari del progetto: gli alunni di tutte le classi della sede di Rodi.

“La giornata della bontà” si propone di sensibilizzare i giovani alla solidarietà in collaborazione sia con la locale associazione di volontariato “Bambini di Antonio” attraverso la quale l’Istituto ha già da diversi anni adottato 4 bambini ugandesi , sia con la nazionale Actionaid attraverso cui si è adottata una bambina indiana. Al fine di reperire i fondi necessari all’annuale rinnovo di tali cinque adozioni , anche grazie alla operosa ed insostituibile azione di alcune collaboratrici amministrative, è orami consuetudine nel nostro Istituto organizzare, verso la fine dell’anno, una giornata in cui viene realizzato un ricco buffet con prodotti artigianali offerti con contributo a tutta la popolazione studentesca.

“ La settimana dell’educazione” si propone di guidare gli studenti nella ricerca di un senso per vivere il quotidiano, superando le incertezze e le confusioni valoriali della società complessa alla quale appartengono. Una lezione magistrale di un esperto sull’educazione e sui processi educativi in una dimensione umanistica, sarà propedeutica all’attivazione di laboratori che vedranno impegnati studenti ed adulti che si occuperanno di giardinaggio, sport ed eventi in occasione di Natale e Pasqua. Destinatari: gli alunni di tutte le classi della sede di Ischitella.

“Io sono solidale” si propone l’obiettivo di far conoscere la clownterapia e l’importanza del sorriso nelle cure, nonché di aumentare la fiducia in se stessi e di sensibilizzare al volontariato. Sono previsti incontri con la Parrocchia, l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, Asl ed associazioni presenti sul territorio. Destinatari: gli alunni del triennio della sede di Ischitella.

“ Trekking oasi agrumaria”: è finalizzato a ristabilire l’equilibrio nel rapporto uomo-ambiente attraverso la scoperta delle caratteristiche del nostro territorio molto spesso ignorate. L’escursione avrà luogo nel periodo aprile-maggio 2016. Destinatari del progetto: gli alunni delle classi prime della sede di Rodi.

“Trekking a San Menaio” per migliorare le potenzialità fisiologiche e le qualità motorie attraverso la scoperta del territorio e delle sue bellezze naturali. L’attività sarà svolta nel periodo aprile-maggio 2016. Destinatari del progetto gli alunni delle classi seconde della sede di Rodi.

“La Foresta: un bene da vivere” ha lo scopo di far scoprire agli studenti le bellezze, le funzioni e le risorse dell’ambiente forestale, con escursioni lungo i sentieri della Foresta Umbra. L’attività ha come finalità principale la “riconciliazione” dell’uomo con l’ambiente attraverso l’osservazione e l’analisi del complesso boscato. L’attività sarà svolta nel periodo aprile-maggio 2016. Destinatari del progetto: gli alunni delle classi terze della sede di Rodi.

“ Escursione al Parco Avventura del Gargano”, un modo nuovo ed emozionante di vivere la natura. L’attività unisce divertimento ed esercizio fisico in tutta sicurezza ed offrirà agli alunni la possibilità di vivere per un giorno le meraviglie del “Bosco de Pilla” di S. Nicandro Garganico nel periodo aprile-maggio 2016. Destinatari gli alunni delle classi quarte della sede di Rodi.

“Ciclo trekking lungo il lago di Varano” intende perseguire contemporaneamente sia l’obiettivo dello studio degli adattamenti fisiologici dell’organismo sotto sforzo, sia di favorire una giusta interazione con il territorio circostante. L’attività si svilupperà attraverso il territorio costiero del lago di Varano nel periodo aprile-maggio 2016. Destinatari gli alunni delle classi quinte della sede di Rodi.

“Orienteering”: parte dall’esigenza di considerare l’attività motoria da un punto di vista interdisciplinare e si prefigge lo sviluppo, tra gli altri obiettivi, della capacità di orientamento anche attraverso l’uso di bussola e carta topografica. L’attività sarà svolta nel periodo aprile-maggio 2016. Destinatari: tutti gli alunni della sede di Rodi.

 “Travel Game & High School Game” è un viaggio d’istruzione che coinvolge contemporaneamente più scuole contemporaneamente per far vivere agli studenti un’esperienza unica grazie alla condivisione di momenti didattici, culturali e di socializzazione. Gli alunni potranno partecipare ad una grande sfida multimediale in un clima di sana competizione con studenti provenienti da diverse provincie italiane. L’iniziativa ha l’obiettivo di sostenere e premiare i giovani promuovendo la cultura attraverso un modo innovativo e coinvolgente di fare formazione, con l’ausilio di nuove tecnologie interattive e multimediali che consentono di “Imparare Divertendosi”. La meta del viaggio d’istruzione sarà Barcellona. Destinatari: gli alunni delle classi terze, quarte e quinte.

“ ….Ti voglio bere: conosciamo l’acqua da bere!”, in collaborazione con l’A.S.L. FG, Struttura Gestione Risorse Idriche Area Nord di Vieste, è una campagna di sensibilizzazione per la conoscenza ed il corretto utilizzo dell’acqua. Agli alunni del triennio verrà somministrato un questionario da compilare con l’aiuto dei genitori. I risultati verranno elaborati e rappresentati attraverso slides da proiettare durante un incontro-dibattito a scuola. Gli stessi alunni tra due anni dovranno ripetere lo stesso questionario per capire se l’informazione è passata.

Ma non è tutto! Sarà compito di ogni Consiglio di Classe individuare, di volta in volta, esperienze esterne significative da realizzare allo scopo di offrire un supporto all’attività didattica, ma anche di creare occasioni di confronto costruttivo con realtà diverse (viaggi di istruzione e visite guidate).

Vi aspettiamo!

INFO:  http://www.iismaurodelgiudice.gov.it/

Istituto di Istruzione Superiore Statale “Mauro Del Giudice”

Via G. Altomare, 10  71012 – Rodi Garganico – FG

Tel. 0884 966585       Fax: 0884 965121

Sezione staccata:    Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato – Ischitella

            Via Don Luigi Sturzo   71010  – Ischitella – FG

Tel. 0884996338

BORTOLUZZI PORTO’ LA BAUHAUS SUL GARGANO

L’artista italo-tedesco Bortoluzzi scelse Peschici come buen retiro


   

Un teorema urbanistico risolto in chiave di scenografia funzionale: quinte di case inverosimili, strette ed alte come torri, oppure a un solo piano, senza tegole, con tetto a cupola rivestito d’intonaco e i margini voltati ad onda per convogliare le piogge entro le cisterne sottostanti alle grondaie. Case scialbate a calce, o dal colore grigio- rosato dei muri antichi. Bianchi e azzurri che richiamano un’isola greca, il villaggio di Oia, a Santorini, nelle elleniche Cicladi. Scoprono improvvisi scorci luminosi aperti tra valli e mare. 

Così si presentò Peschici per la prima volta ad Alfredo Bortoluzzi, in viaggio nel 1953 verso l’isolato selvaggio, mitico Gargano. Secondo il critico Carlo Munari, che andò a trovare Bortoluzzi a Peschici dopo aver curato una sua mostra nel 1967, la luce e i colori “italiani” di Peschici giovarono alla pittura di Bortoluzzi, per le sottili, segrete corrispondences interiori che riuscirono ad evocargli. Per l’artista italo-tedesco, il Gargano rappresentò l’incontro con la mediterraneità. Fu la Magna Grecia ad affascinarlo, così come aveva affascinato i voyageurs del Grand Tour che provenivano dal Nord Europa. Sbaglierebbe chi credesse Bortoluzzi un semplice “vedutista”: Peschici, i monti, le valli ed il mare sono soltanto pretesti per evocare la Stimmung della solarità. Un tentativo continua Munari – di sfuggire all’incanto opposto, della selva e delle saghe, del culto della Luna, del romantico chiuso e disperato della Kultur. 

Una Kultur che Bortoluzzi non riconosceva più come sua: aveva prodotto il buio della chiusura della Bauhaus, la scuola in cui aveva imparato tutto; aveva causato la distruzione dei suoi quadri, di quelli di Klee e di Kandinsky, reputati arte degenerata “dall’artista fallito Hitler”. 

Una Kultur che aveva prodotto il buio dei pogrom. 

Nato a Karlsruhe nel 1905 da genitori italiani, figlio di artigiani, il padre mosaicista e la madre stilista, Bortoluzzi non intraprese la carriera universitaria come il padre avrebbe desiderato, ma quella artistica. Frequentò dapprima l’Accademia di Karlsruhe e in seguito, a partire dal 1927, il Bauhaus, dove sarà allievo di Albers, di Kandinsky, di Schlemmer e soprattutto di Klee, che lascerà un’impronta inconfondibile nella sua opera grafica e pittorica. 

Quando nel 1933 il nazismo trionfante ordinò la chiusura dell’istituto di Dessau, Bortoluzzi non seguì nella diaspora verso l’America gli artisti della sua scuola, né il suo grande maestro Paul Klee in Svizzera: riparò a Parigi. Su suggerimento della madre, mise a frutto l’esperienza teatrale fatta alla Bauhaus, perfezionandosi all’Ecole de danse di madame Egorova. Di lì a poco diventò primo ballerino nel balletto russo di Serge Lifar all’Opéra di Parigi. 

Girò molti teatri d’Europa a fianco di future, grandi personalità. Ad Aquisgrana lavorò con Herbert von Karajan, che gli lasciò un ricordo negativo: «Von Karajan, che era all’inizio della carriera, lavorava molto, ma era senza cuore, forse perché il mondo del teatro era a quel tempo pieno di tanti intrighi. Finì che mandarono via il mio intendente ed io andai via con lui. Erano gli anni della guerra e, se ricordo bene, era il periodo in cui l’Italia tradì la Germania… e ci fecero prigionieri».

Bortoluzzi fu catturato nei pressi di Auschwitz. La testimonianza di Alfredo è drammatica: «Di giorno facevamo trincee e di sera dovevo ballare con i miei ballerini per i soldati tedeschi. Il mio intendente, vedendo che non ne potevo più, mi fece spostare e mi mandarono a stirare le divise in una fabbrica. Di lì a poco giunsero i russi nelle vicinanze della città: Fritz Lang (un filosofo e tenore che poi seguì Bortoluzzi a Peschici, ndr ) con documenti falsi, sfruttando il mio doppio nome, si procurò due biglietti per Karlsruhe. C’era tanta neve, la gente fuggiva per le strade… e la mia casa non c’era più. Andai da mio fratello e anche qui sembrava tutto distrutto ma, avvicinandomi vidi un tubo di un camino fumante … Lui era rifugiato di sotto… Arrivarono prima i francesi, poi gli americani… E così diventai coreografo della VII Armata Americana per i festeggiamenti e i loro show».

Queste testimonianze di Alfredo Bortoluzzi emergono da una tesi di laurea discussa presso l’Università di Siena nell’anno accademico 1997-98 da Anna Maria Mazzone, che ha raccolto altresì la documentazione e le “carte” che vanno dal periodo 1905 al 1995 nell’archivio privato donato dall’artista al fratello, il pittore Domenico Mazzone, erede universale di Bortoluzzi. La tesi della Mazzone è inedita: oltre a contenere fitti carteggi in tedesco tratti dalle corrispondenze di Bortoluzzi con i suoi amici rimasti in Germania, è ricca dei bozzetti e degli studi scenografici che l’artista, mettendo a frutto gli insegnamenti di Schlemmer, realizzò durante il lungo periodo (1933-58) in cui abbandonò pennelli e monotipia per dedicarsi al balletto classico. Questi schizzi e disegni furono esposti per la prima volta esposti al pubblico in occasione di una retrospettiva inaugurata il 13 Novembre 2004 alla “Galleria provinciale di arte moderna e contemporanea” di Palazzo Dogana a Foggia. L’importante mostra ha ospitato circa 80 lavori di Bortoluzzi ed una ricca collezione di materiali riguardanti i rapporti con la Bauhaus e la sua attività di ballerino.  Attualmente la Galleria foggiana ha una saletta che ospita alcuni dipinti di Bortoluzzi.

Negli ultimi anni la Fondazione Banca del Monte di Foggia ha rilanciato l’artista, acquistando molte sue opere giovanili, organizzando mostre e convegni per valorizzarlo e rilanciarlo a livello internazionale.

Il grande architetto ticinese, Mario Botta, sabato  30 gennaio 2016, ha inaugurato la sesta mostra tematica del Fondo Alfredo Bortoluzzi della Fondazione foggiana, “Dal Bauhaus al mare. Opere su carta 1924 – 1995”.

La mostra, allestita nella Galleria espositiva della Fondazione sita nell’antica via Arpi del capoluogo, consta di oltre 100 opere che rappresentano la sintesi ideale delle cinque esposizioni tematiche dedicate al pittore italo tedesco allievo di Klee e Kandinskij, realizzate tra il 2010 ed il 2015, e rimarrà aperta fino al 27 febbraio con i seguenti orari: dal lunedì al sabato, ore 9.30-13 e 17-20.

Nel video l’intervento integrale dell’architetto Mario Botta, registrato durante la serata di inaugurazione di sabato 30, nella sala Rosa del Vento, del palazzo della Fondazione.

PESCHICI NEL RICORDO DI ALFREDO BORTOLUZZI 

Adesso sono diventato meridionale

«Sono arrivato a Peschici nel 1953 per la prima volta, era in febbraio… Il mio critico d’arte Egon Vietta mi aveva raccontato del Gargano… molto bello, verde e selvaggio e così mi sono messo in viaggio fino a Roma. A una agenzia di viaggi ho chiesto come si arriva nel Gargano. Mi hanno detto: “Si può andare fino a San Severo e là non c’è più un mezzo per andare più avanti; prenditi una bicicletta”. Ma abbiam trovato un trenino e un pullman che ci hanno portato fino a Peschici. Siamo andati subito alla spiaggia, era dopo una pioggia, avevano messo le barche ad asciugare e le vele erano tutte dipinte dagli stessi pescatori con colori molto vivaci, anche una Madonna. Era bellissimo, mi ha impressionato molto. La gente aveva una cultura rustica, erano molto gentili. Quello che mi è piaciuto molto a Peschici erano le cupolette delle case, quasi orientali, mi sembrava che le onde e le cupole avevano lo stesso movimento. E mi sono innamorato di Peschici. Adesso sono diventato proprio meridionale e mi sento a casa, qui…». 

(Da una testimonianza raccolta nel documentario La Montagna del sole. Visioni di luce di Maria Maggiano).

      

©2016 Teresa Maria Rauzino

Le memorie di Angela Ventura, peschiciana cittadina del mondo

Non è più tra noi Angela Ventura, nota a tutti i Peschiciani come “Ngiulin i magghie” (Angelina delle maglie). Dopo anni trascorsi come migrante all’estero, tornata in patria, fu una delle prime imprenditrici turistiche di Peschici, aprendo l’Hotel Panorama.
“Festeggiata” il 5 novembre 2008 in aula Consiliare del Comune di Peschici, Angela fu una intraprendente e coraggiosa “self-made-woman”, attraversando il ‘900 su una navicella di fatiche, lavoro, delusioni e “risalite” degne di una eroina.

Pubblichiamo qui il memoriale di Angela. Potete scaricare e leggere l’ebook del suo libro, stampato in poche copie per i famigliari:

Memorie Angela Ventura un tuffo nei miei ricordi

angela ventura

Caso Kàlena. Monsignor D’Ambrosio scrive al Ministro dei beni culturali Franceschini

Prot. 23P/16

On.le

Avv. Dr.  DARIO  FRANCESCHINI

Ministro dei beni e attività culturali e turismo

Via del Collegio Romano  27

00186   ROMA

 Lecce 12 gennaio 2016

                   Signor Ministro,

da tempo sto rimandando questa  lettera che indirizzo a lei quale Ministro dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo e dunque all’Autorità competente nella questione che lei già conosce e che ora vengo ad esporre.

Devo confessarle che ciò che mi ha spinto a mettere mano a questo scritto è l’evidenza del suo impegno, della sua passione, della sua tenacia e della sua competenza nella difesa e tutela del nostro patrimonio artistico, non ultimo i bei risultati raggiunti a Pompei.

Come legge sono l’Arcivescovo della capitale del ricamo della pietra, come amo definire la mia Lecce. Ma per ora non  vengo a parlarle o a presentarle i molti problemi che mi travagliano come vescovo di questa città per tutelare le sue stupende e inimitabili Chiese e monumenti sacri, espressioni raffinate del ‘barocco leccese’.

Sarei contento e onorato di una sua visita in questa nostra città perché ne ammiri la sua bellezza e ci dia una mano nel tentare di mettere mano al degrado di molte sue Chiese.

Ma ciò che mi spinge a chiedere il suo autorevole intervento   è una ‘questione di cuore’. La mia terra natale è il Gargano, in particolare la cittadina  che pochi giorni fa dal Touring Club è stata annoverata fra i primi dieci borghi marinari d’Italia più belli: Peschici. Il Dio Creatore non è stato avaro nel distribuire i tratti della sua bellezza nelle opere create.

Accanto alle meravigliose bellezze naturali: spiagge, coste, insenature, grotte marine, pinete – devastate qualche anno fa da un terribile, rovinoso incendio -, c’è una perla artistica del X-XII secolo: l’Abbazia di Santa Maria di Calena che ha mosso i suoi primi passi nel IX-X secolo con la presenza di una comunità monastica benedettina.

Una lunga storia. I monaci benedettini per secoli sono stati maestri di fede, di arte, di cultura, di lavoro (vigneti, oliveti, pesca,….)

Una storia che conosce il suo arresto verso la fine del XVIII secolo quando passa al Demanio  l’Abbazia con tutte le sue pertinenze: due chiese, fattorie, scriptorium in forte degrado.

A questo periodo si parla di un’asta che assegna alla famiglia Martucci di Peschici l’intero complesso abbaziale trasformandolo in una azienda agricola.

Il grande storico dell’arte E. Bertaux ha analizzato  nelle sue pubblicazioni le due Chiese presenti nel complesso abbaziale che presentano rare e interessanti tipologie di architettura pugliese con evidenti influssi borgognoni. Delle due Chiese sono in piedi solo i muri perimetrali  con alcune monofore e vari elementi decorativi. Scomparsi quasi del tutto gli affreschi che erano nella Chiesa più antica trasformata in officina meccanica e rifugio per mezzi agricoli.

Circa due anni fa è crollata l’ultima parte del tetto che era rimasto in piedi dopo il crollo avvenuto negli anni ’40 dello scorso secolo, non per una incursione aerea come sostengono alcuni , ma per il suo totale degrado e abbandono.

Sarebbe troppo lungo continuare nella presentazione della situazione attuale, frutto di abbandono, incuria da parte dei proprietari e di mancata tutela da parte dell’autorità preposta: lo Sovrintendenza di Bari.

Sono intervenuto varie volte presso la  suddetta Sovrintendenza negli anni 2003-2009 quando ero arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e quindi interessato e deputato alla conservazione e al rispetto dei luoghi sacri.

I risultati:  quali? Ormai c’è l’Abbazia che assiste da sola e con la sofferenza di pochi,  alla sua ’agonia di pietre’ che rotolano nell’indifferenza e ignavia  delle proprietà, nel quasi silenzio assordante dell’autorità tutoria, leggi Sovrintendenza e nel pilatesco gesto di lavarsene le mani da parte delle altre autorità istituzionali.

Ormai siamo in pochi a non tacere. In primis il Centro Studi Martella di Peschici e il suo presidente nella persona della prof. Teresa Rauzino   – la stessa in data 16 settembre u.s le ha inviato una richiesta  sul caso in questione – alla quale va la mia più sentita gratitudine, perché continua nel suo esercizio di Cassandra: grida, denunzia, promuove compagne di sensibilizzazione, ma nessuno di quelli che dovrebbero ascoltare interviene presso  la proprietà perché tuteli e difenda un patrimonio di arte, di fede e di storia che ci è stato consegnato dalle generazioni che ci hanno preceduto nel corso di mille anni.

Signor Ministro, prenda a cuore questa situazione: siamo al Sud. Ma possibile che nel nostro Sud  dobbiamo continuare ad assistere alla latitanza di chi dovrebbe farsi presente secondo norme e leggi che regolano la tutela e difesa del patrimonio artistico, del nostro Paese?

Non vorrei rubare molto del suo impegno per la tutela del nostro patrimonio che con generosità intelligente sta portando avanti. Lei conosce bene la parabola di Lazzaro e del ricco Epulone: poveraccio! Doveva lottare con i cani per sfamarsi con qualche briciola! Lo stiamo facendo da anni. A noi di questo profondo Sud ne avanzano proprio poche di queste briciole, per latitanze, distrazioni, assenze…

Forse oso troppo: ma le andrebbe di fare una visita a questa secolare Abbazia abbandonata, dimenticata,  bistrattata, depredata della sua bellezza e della sua arte?

Io sono un vescovo che serve la Santa Chiesa di Dio e gli uomini, miei fratelli. Non sono un’ autorità e non mi rivesto di essa. Parlo da figlio di Peschici, questo pezzo di terra benedetta da Dio per le sue bellezze e maltrattata dagli uomini per tutte le ragioni di cui sopra.

Forse  le chiedo troppo: una sua  visita!  Sarebbe un bel regalo! Diversamente mi accontenterei di poterla incontrare e aggiungere a voce  molto altro e consegnarle e illustrare  un dossier abbastanza completo sull’intera vicenda.

La ringrazio per l’attenzione , ne sono certo,  che non chissà quando ma da Adesso  (dicevano i Latini: intelligenti pauca )vorrà prestare a questa mia accorata e sofferta denunzia.

Il Signore l’accompagni con la sua benedizione nel servizio che, con generosità e impegno intelligente sta donando al nostro Paese.

Con sensi di stima

+ Umberto Domenico D’Ambrosio

Arcivescovo di Lecce

 

Monsignor Domenico D'Ambrosio

 

 

 

 

 

 

 

 

Il petrolio amaro dell’Adriatico. Ma quanto è sporco questo petrolio low cost!

In un Convegno di qualche anno fa a Peschici, Maria Rita D’Orsogna illustrò le osservazioni valutative di carattere ambientale e territoriale in merito alle attività petrolifere di esplorazione e perforazione off-shore. Interpellata nel pieno della vasta campagna di opposizione messa in atto per scongiurare una piattaforma della società petrolifera  in prossimità delle Isole Tremiti, la studiosa della University at Northridge di Los Angeles ha fatto una puntuale disamina degli elementi ambientali che sarebbero scientificamente toccati”. Argomentazioni che costituiscono l’ossatura delle relazioni “anti” ricerca degli idrocarburi in siti al largo della costa abruzzese, fra Ortona e Vasto, in situazioni analoghe a quella tremitese. Danni all’ecosistema marino e litoraneo che sarebbero compromessi, lesioni organiche gravi alle persone, idrogeno solforato nell’atmosfera… Tutto questo per estrarre petrolio di qualità scadente, com’è quello presente nei fondali dell’Adriatico. Allora cos’è che attrae le compagnie? Forse l’esiguità della royality! La quota a favore della Stato sul valore dell’estratto in Italia è del 4%, mentre negli altri paesi arriva anche all’80%.

 

Fanghi perforanti, onde sonore, benzene, acido solfidrico: sono tanti gli inquinanti che durante la vita di una piattaforma “avvelenano” gli ecosistemi circostanti. I miseri ritorni economici non ripagano i sacrifici della popolazione e ambientali, soprattutto se vengono pregiudicati aspetti paesaggistici unici e risorse ambientali fondamentali, da valorizzare nelle attività turistiche

MA QUANTO È SPORCO QUESTO PETROLIO LOW COST

Maria Rita D’Orsogna, docente di Matematica Applicata e ricercatrice dell’ Istituto per la Sostenibilità California State University at Northridge di Los Angeles, invitata dai comitati spontanei antitrivellazioni alle Tremiti, ha presentato a Peschici le “Osservazioni relative ai progetti e alle “Istanze di permesso di ricerca per idrocarburi in mare”.

Le osservazioni della ricercatrice non sono specifiche delle Tremiti, ma sono relative a studi condotti su progetti simili presentati o realizzati lungo la costa abruzzese, nel tratto Ortona-Vasto. In un’area, quindi, molto vicina.

Com’è noto la corsa all’oro nero ha scatenato in tutto il Pianeta frenetiche attività di ricerca e di estrazione sulla terraferma e off shore nei fondali marini da parte delle compagnie petrolifere. Durante la ricerca sono previste tre fasi: l’ispezione geologica; l’ispezione sismica con navi specializzate che praticano spari di aria compressa in mare secondo la tecnica dell’airgun; l’eventuale perforazione di pozzi esplorativi.

D’Orsogna sottolinea come nelle istanze per ottenere l’autorizzazione ministeriale si tenda a spostare l’attenzione sulle tecniche di ispezione sismica piuttosto che su una visione globale di rischi e di stravolgimenti ambientali che possono comportare.Quasi mai viene analizzato il terzo punto, quello più impattante, ossia l’installazione di pozzi esplorativi, temporanei ma con possibilità che diventino permanenti. Si tende, in merito, a limitare il tutto ad una trattazione margini, superficiale e sbrigativa. Ma non in tutti i Paesi è così. Sul sito ufficiale del governo Norvegese, per esempio, sono messi in evidenza i forti rischi di inquinamento dovuti all’attività petrolifera. Si afferma infatti, senza se e senza ma, che «Non è possibile per l’industria del gas e del petrolio di operare efficientemente senza utilizzare grandi quantità di sostanze chimiche».

Diverse sono le criticità ambientali individuate da Maria Rita D’Orsogna, che sono illustrate in funzione della causa che le determina. I danni maggiori si verificano durante la fase di perforazione del pozzo, quando vengono rilasciate svariate sostanze chimiche, tra cui gli scarti di trivellazione che si depositano nei fondali prossimi alle piattaforme. Ma le particelle più fini sono trasportate anche a notevoli distanze dalle correnti.

La tecnica di ispezione denominata “airgun” ha un elevato impatto negativo sulle specie acquatiche. Essa consiste nell’uso di navi attrezzate che generano potenti onde sonore in mare con lo sparo di aria compressa.

E’ così, grazie ai segnali riflessi, che si acquisiscono dati sulle formazioni geologiche sotterranee. Oltre a provocare mortalità a distanze ravvicinate, lo “sparo” di airgun (200-250 decibel) invia nell’acqua un suono che viaggia circa quattro volte più in fretta che nell’aria, per cui le onde si diffondono a vasto raggio, anche a 100 chilometri.

Gli studi già eseguiti hanno stimato cali fra il 45% ed il 70% del pescato di alcune specie, fra cui i merluzzi, in un raggio di quaranta miglia nautiche dai siti interessati alle ispezioni. I suoni delle sorgenti acustiche a bassa frequenza e ad alta intensità, quali quelli airgun, possono infatti danneggiare sistemi riproduttivi (danni alle uova e alle larve), tessuti e udito. Poiché la maggior parte dei pesci “localizza” attraverso il suono, la perdita dell’udito ha forti conseguenze negative nella ricerca di prede o di altri esemplari per l’accoppiamento. Non sono da escludere, in proposito, correlazioni tra spari  airgun e spiaggiamenti di delfini, balene, tartarughe.

Un fattore essenziale e determinante della non ecosostenibilità delle piattaforme è rappresentato dalla composizione chimica dei materiali usati durante la trivellazione, oltre che dalla loro quantità. I fanghi e i fluidi generalmente usati per la perforazione dei pozzi sono di tre categorie: a base di oli minerali; a base di acqua; sintetici. I primi, a base di gasolio e di condensati di idrocarburi, sono i più economici ma sono estremamente dannosi. I secondi sono meno tossici, ma sono più costosi e non particolarmente efficaci, specialmente quando si trivella in profondità. I  fluidi sintetici sono un compromesso fra i due. Poiché negli scavi a grandi profondità l’efficacia dei fanghi è ridotta, è del tutto plausibile supporre che vengano impiegati fanghi perforanti molto aggressivi, a base di gasolio e di oli minerali.

Si tratta di polimeri con basso tasso di biodegradabilità. Su scala millenaria, si sa, tutto è biodegradabile. Ma possiamo accontentarci di questa certezza?

Durante l’arco della vita di un sito petrolifero “coltivato”, gli scarichi in mare di sostanze chimiche di lavorazione – accidentali o volontarie, dai pozzi esplorativi o permanenti –, sono pressoché inevitabili e sono stimati tra 30 e 120 tonnellate. Si calcola che dall’insieme delle attività esplorative ed estrattive offshore, ogni anno vengano rilasciate nel mare Mediterraneo circa 300.000 tonnellate di petrolio e altro materiale di scarto. Per farsi un’idea basti pensare alle perdite della piattaforma Deepwater Horizon in Louisiana.

Ma ci sono casi anche nelle nostre zone, anche se meno eclatanti. Nelle acque abruzzesi antistanti Ortona, durante l’estate del 2008, dopo solo due mesi di permanenza di un pozzo esplorativo la qualità dell’acqua marina prossima ad esso è diventata torbida, densa e melmosa.  Su scala Icram, che va da 0 (assenza di inquinamento)  fi no a 12 (inquinamento massimo), è scesa da “alta” a “media” cadendo nell’intervallo da 3 a 6. In questo caso, la torbidità e l’inquinamento delle acque sono state testimoniate da varie squadre di sub che si sono recati a fare immersioni nelle vicinanze della piattaforma, in acque legalmente accessibili. I sommozzatori hanno riferito di un denso agglomerato di sostanze appiccicose e irritanti per la pelle e di visibilità limitata.

In questi casi, mentre le sostanze di scarto più pesanti sedimentano subito, quelle più leggere molto spesso vengono trasportate su lunghe distanze rispetto alle zone di emissione, anche a decine di chilometri. Nel mare Mediterraneo, e nell’Adriatico in particolare, che sono sistemi chiusi e a fondali bassi, con lenta circolazione delle acque, le particelle di raggio inferiore agli 0,01 mm generate dalle piattaforme possono viaggiare sospese nell’acqua anche per anni, con conseguenti vaste zone di torbidità, più persistente in prossimità delle piattaforme di perforazione.

Tutti i fenomeni descritti, su scala ancora maggiore, si verificano anche durante la stesura degli oleodotti, la costruzione di isole artificiali, il dragaggio dei fondali e altre attività connesse a quelle petrolifere.

Ma le società petrolifere non offrono alcuna analisi del rischio né quantificano numericamente queste possibilità.

Un capitolo a parte è quello delle emissioni in atmosfera. Le società proponenti di solito allegano tabelle ed elenchi generici, dove si elencano i limiti di soglia e di controllo delle sostanze, senza precisare né quantificare le emissioni dei progetti specifici. Ma è certo che le piattaforme in Adriatico, per via delle caratteristiche del greggio che estraggono, hanno rilevanti emissioni di idrogeno solforato (detto anche acido solfidrico o solfuro di idrogeno). Non si può tacere, quindi, sul come si procederà allo smaltimento di questo gas, che sarebbe demenziale rilasciare in atmosfera.

L’acido solfidrico, dal caratteristico acre odore di uova marce, è un veleno ad ampio spettro. A dosi sufficientemente elevate causa l’asfissia di pesci e persone. In occasione della pulitura di cisterne a Molfetta e a Catania, nel 2008 sono morte otto persone a causa dell’idrogeno solforato. La soglia d’allarme, secondo i  progettisti è di 10 ppm. Per l’Organizzazione Mondiale è la metà (!).

Ne va trascurato, oltre al rilascio nell’atmosfera, il rischio di bolle o perdite direttamente nel sottosuolo e nel fondale marino. La presenza dei mezzi e delle strutture in mare, sia nelle fasi di installazione e perforazione che di esercizio, sarà visibile a distanza e anche dalla costa.

Si genera un impatto visivo negativo stimato in base all’intensità del “disturbo” e dalla sua durata. Pertanto l’impatto visivo, non potenziale ma certo, costituisce un elemento di disturbo per la fruizione del paesaggio che, considerata la particolare morfologia della zona costiera – nel Gargano rilievi con lunga vista nel mare – possono pregiudicare l’amenità e il panorama di aree molto vaste.

Proseguendo con sistematicità nei suoi rilievi, D’Orsogna evidenzia che nello studio presentato dalla Petroceltic, per esempio, non viene fatto alcun riferimento alla possibile subsidenza della costa. Eppure nel delta del Polesine le attività estrattive durante negli anni ’60 hanno portato alla subsidenza del fondale marino di circa tre metri.

Nella città di Ravenna le estrazioni di acqua e di metano hanno causato ad un abbassamento del suolo di circa un metro e mezzo.

Uno studio puntuale e meticoloso deve considerare questi riflessi, visto che i bacini del centro e del sud dell’Adriatico, formatisi durante i periodi del Neogene e del Quaternario, sono caratterizzati da forte subsidenza nelle loro parti centrali, che diminuiscono gradualmente verso i confini a sud-ovest ed a nord-est.

Per quanto possa apparire banale, sottolinea la ricercatrice californiana, in fase di autorizzazione non si parla delle conseguenze di possibili scoppi, né di come la presenza di eventuali petroliere andrà a interferire con le attività turistiche e naturalistiche delle zone interessate. Non vengono menzionati effetti reali sulla pesca, sulla stabilità dei fondali marini e sull’inquinamento delle acque.

Tutti abbiamo memoria del recente incidente della piattaforma al largo della Louisiana e della devastazione ambientale che ha causato.

Ebbene, un evento simile, anche di minore portata, se accadesse ad una piattaforma in Adriatico, in un mare poco profondo ed a poca distanza dalla costa, sarebbe molto più catastrofico. Non si avrebbe infatti il tempo di arginarlo ed impedire che invada il litorale.

Negli Stati Uniti è vietato, perciò, in via precauzionale, trivellare in tutti i cinque grandi laghi, la cui superficie è pari o maggiore a quella dell’Adriatico.Lungo tutta la costa atlantica e pacifica degli Usa (California, Florida, Oregon, Maine, Washington, North Carolina, Massachusetts, New York, New Jersey, New Hampshire, Rhode Island, Connecticut, Delaware, Virginia) il limite imposto è di ben 100 miglia dalla costa. I siti abruzzesi e delle Tremiti sarebbero distanti dalla costa solo 15-20 miglia.

I rischi prospettati possiamo definirli potenziali? O si tratta di un eufemismo, essendo quasi certi o altamente probabili come l’esperienza dimostra? Rischi che si chiede alle popolazioni di sopportare anche senza la certezza della convenienza economica dei progetti. Un sito del vicino mare abruzzese, ad esempio, è stato considerato antieconomico e abbandonato perché il petrolio estratto era di indice API 12, con un forte carico

di acque di produzione. Con buone probabilità anche il petrolio dei siti contestati è di altrettanta bassa qualità, di tipo pesante ed amaro, notoriamente molto sporco ed inquinante.

La strategia dell’Europa in materia di energia è di incentivarne la produzione da fonti rinnovabili. L’Italia è molto indietro rispetto agli altri paesi europei: la Germania, paese poco assolato, produce 2,220 GW-ore di energia solare l’anno, l’Italia solo 35. Il piano nostrano di valorizzazione delle risorse interne di idrocarburi, si dimostra alquanto anacronistico e fuori tendenza.

L’Italia, il giardino del mondo, dovrebbe proteggersi e invece consente ai petrolieri stranieri di trivellare le nostre acque senza avere in cambio nessun reale beneficio per le popolazioni. Le royalties sono infatti fra le più basse del mondo occidentale. Il dato incontrovertibile è che in tutti i posti del mondo caratterizzati dalla presenza di infrastrutture petrolifere, la qualità della vita diminuisce.

È essenziale considerare, nei singoli casi, il contesto socio-economico-paesaggistico in cui il sito petrolifero verrà ad inserirsi. Nel caso particolare, la costa garganica e le Tremiti fanno parte del Parco Nazionale e della Riserva naturale.

Che altro aggiungere!

Teresa Maria Rauzino 

San Menaio, ciao. Com’è triste questa Valazzo (by Lucrezia Afferrante)

L’ultima muraglia, a difesa della falesia di Valazzo in San Menaio, provocò l’immediata reazione di cittadini, ambientalisti, turisti per aver cambiato i connotati ad uno dei luoghi più sensibili e caratteristici della costa. Da qualche giorno una nuova ruspa sta operando intorno al muro per lavori di “ attenuazione paesaggistica “ e nuovamente l’attenzione per le bellezze del luogo è risalita alle stelle. Una nostra concittadina, insegnante, trapiantata a Perugia, Lucrezia Afferrante è intervenuta con una lettera all’ATTACCO.

Lucrezia Afferrante è figlia di Vincenzo, a cui da qualche anno è dedicato un premio giornalistico celebrato a Vico del Gargano. E’ sorella di Michele Afferrante, giornalista professionista, autore televisivo e radiofonico. e editore televisivo.

 

 

Ero una bambina quando il mare era il mare, la spiaggia era la spiaggia e la macchia mediterranea era una meravigliosa e unica macchia mediterranea fuori dai circuiti mondani pieni di gente e macchine che arrivavano a San Menaio in estate, un posto chiamato spiaggia della Murgia della Madonna. Quando si arriva lì qualcuno bacia quegli scogli per devozione perché su uno di questi, l’unico in mezzo al mare, la Madonna sarebbe apparsa ai pescatori locali. Questo luogo ameno era la mia casa ogni volta che tornavo dall’Università, quando ero con il mio fidanzato, con mio marito, con i miei figli e poi da sola… uno spazio tutto mio, un salotto rinascimentale, un archetipo.

 

Poi le reti a strascico sono riuscite a frantumare addirittura i gusci di conchiglia da non trovarne quasi più, i ladri del mare sempre più voraci rendono la spiaggia asettica; il mare respira ancora ma a fatica vomitando plastica che rimane sulla sabbia. Non c’era bisogno l’anno scorso  di imprigionare la bellezza di quel territorio costruendo un lungo corridoio, che inizia dalla spiaggia dei “Cento scalini”, con ossessivi massi bianchi che ripetono il loro schema all’infinito; perché sigillare il mare con un mostro di blocchi contro natura che ingoia metri di spiaggia? Penso alle ruspe che hanno collocato quelle ‘pietre di ferro’ ferendo ogni cosa.  All’apparenza sembra tutto a posto, i macigni squadrati sistemati a difesa di una natura che ci vuole giustamente crollare addosso perché violentata dalle sollecitazioni di un anacronistico treno che potrebbe finire tranquillamente alla stazione di San Menaio e dare finalmente alla cittadina un meraviglioso lungomare per poter passeggiare con tranquillità. Sicurezza? Quelle  pietre incastrate  dall’uomo si spostano, lo sappiamo dalla testimonianza di alcuni villeggianti, sono pericolose e allora chi ci salverà dai candidi massi? San Menaio è “na’ carta sporca e nisciuno se ne importa” parafrasando una canzone di Pino Daniele; è la Cenerentola del Gargano e la sua zona più bella è ormai chiusa tra ridicole mura ciclopiche. Ero bambina quando il mare era il mare e la spiaggia pullulava di tutte le sue creature: cavallucci e stelle marine, granchi, pesci.

 

Fuori da ogni retorica ma il mio è un lamento isterico? Sono una irrimediabile nostalgica come tutti i vecchi? Sono forse ingrata verso chi ci sta proteggendo da frane pericolose? Una mattina, proprio di fronte a un grande scoglio antico non frantumato dalle ruspe, vedo tra gli inopportuni pietroni una lieve vegetazione che si fa spazio. Spero quanto prima che la natura, quella natura matrigna della quale Leopardi ci ricorda i meccanismi crudeli,  questa volta si riprenda i suoi spazi contro il cattivo gusto della ignobile stupidaggine umana.

Lucrezia Afferrante

 

Perugia, 3 gennaio 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio Blog URIATINON: Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 15.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.