Lo scempio del Centro Storico

Lo scempio del Centro Storico di Vico del Gargano 

 

 

NUOVI MISFATTI, ANTICHI DIFETTI…IL NUOVO DOV’E’?

 

 

 

 

Mentre i lavori di pavimentazione di Corso Umberto e via Di Vagno proseguono nel peggiore dei modi con materiali assurdi e non solo orribilmente lavici, ma della peggiore qualità(foto n. 1). Materiali che comunque, tengo a ribadire, per tradizione non ci appartengono e, il corso principale, non meritava proprio tanto scempio! Un Progetto assurdo (con fondi P.I.S., per giunta) partorito dalla precedente Amministrazione e che l’attuale in carica non ha fatto nulla affinché si salvasse il salvabile. Ha, invece, addirittura peggiorato le cose, con una Variante in corso d’opera, in cui si è approvata la rimozione degli attuali cordoli dei marciapiedi in pietra calcarea(in loco da oltre 50 anni), sostituendoli con cordoli in materiale lavico della peggiore qualità esistente sul mercato(assurdamente irregolari) e contrastanti con la pavimentazione dei marciapiedi in elementi regolari (vedi foto n. 1).

Da notare che l’autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali del 31/01/07 al punto due della lettera B recita testualmente: “Siano recuperati, reimpiegati e riposti, ove possibile, nel loro sito originario, i cordoli calcarei degli attuali marciapiedi”.

Perché questa disposizione è stata disattesa?

Altre disposizioni, successivamente, sono state “stranamente” ritrattate dalla Soprintendenza, questa invece è rimasta e tuttavia…

Come se non bastasse…un condensato di arroganza, ignoranza, atavica apatia e menefreghismo, pericolosamente dilagante da queste parti, come un “killer”, procede imperterrito, facendo terra bruciata ovunque. Così, anche l’estinzione del Centro Storico continua, senza sosta. I vari allarmanti appelli, da noi lanciati ripetutamente, continuano a cadere nel vuoto. Tutto continua come prima, i misfatti e l’incuria pure, da ogni parte.

Alcuni esempi, fra tanti, sono contenuti in queste foto recentissime e, purtroppo, ormai storiche.

 La seconda immagine mostra uno scorcio di muro dai colori non più riproducibili nel suo armonico splendore. Colori dalla preziosità di un autentico quadro d’autore.

Rothko, che nell’arte contemporanea, amava creare con i colori immagini estasianti, sarebbe rimasto egli stesso incantato da questa esplosione di colori che l’uomo e il tempo hanno saputo amalgamare.

Tale capolavoro, il mese scorso, si poteva ancora ammirare, fotografare e magari… preservare. Ora, è solo un ricordo! L’ennesima impunita violenza. Un’opera d’arte e secoli di memoria storica, svaniti nel nulla.

In modo irreversibile, come la morte. Un ciclo di vita e di storia cancellato da un colpo di spugna, anzi, da un pessimo e orrendo strato di intonaco biancastro, anonimo (rasante) che una mano ignara ha steso e, un mancato controllo, ha consentito.

Tutto quello che resta, ora, è una riproduzione fotografica(per fortuna) da consegnare a coloro che riusciranno e vorranno trovare ancora nel proprio “io” un po’ di poesia…e un po’ di quella identità storico-culturale che, inesorabilmente, si sta  cancellando in via definitiva, senza possibilità di appello.

La terza immagine mostra la decapitazione dell’ennesimo comignolo, con relativa metamorfosi in qualcosa di ultra moderno…obbrobrioso, estraneo. Il tutto nella totale indifferenza e, quello che ancora peggio, con l’ausilio e la complicità dei nostri tecnici in erba…ai quali, in tutta modestia, consiglierei un maggior approfondimento delle tematiche architettonico-ambientali.      

   

Potrei andare avanti con tantissimi altri esempi di scempi perpetrati di recente, ma non voglio approfittare, più di tanto, della disponibilità e degli spazi che, gentilmente, mi vengono concessi.

Parafrasando “L’Aquilone” di G. Pascoli: “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico…” Beh, qui purtroppo non c’è nulla di nuovo, ma solo l’antico(modo) di  procedere per la strada sbagliata. “…e sento che sono intorno nate le viole…” Di questo passo, continueremo a vedere solo rovi, altro che viole!

E’ proprio ora di darsi una mossa! E’ ora di cambiare il vecchio iniquo modo di procedere. E’ ora di rimboccarsi le maniche e mostrare, veramente, cosa si è in grado di fare di buono per invertire la rotta e cambiare la pericolosa china di questo paese, finché si è in tempo.

Salvare e preservare, almeno, quel che resta del nostro Centro Storico è un dovere civile e una responsabilità da cui nessuno può esimersi. Certo, non è difficile rendersi conto che vi sono anche tante altre problematiche nel nostro paese, di non facile soluzione, ma questo non può servire da alibi. Cominciamo responsabilmente da qualche parte e non continuiamo a distruggere anche quello che, per fortuna, ancora abbiamo!

Se è necessario, magari, cominciamo a mettere le persone giuste al posto giusto e che abbiano responsabilità e appropriata competenza.

Nelle linee programmatiche di questa Amministrazione, a proposito di Centro Storico, si leggono le seguenti parole: “ La valorizzazione del centro storico prima di tutto come percezione culturale che ne hanno i cittadini è una questione di enorme importanza. Mettere un freno ad un processo degenerativo di modernizzazione e quindi di conseguente spersonalizzazione della parte storica del paese è quanto mai auspicabile. Occorre prendere coscienza di come la conseguenza più pesante della perdita di un’identità sia la conseguente perdita di valore. E’ necessario quindi essere gelosi del centro storico nel senso che la conservazione, la tutela, la conoscenza il più possibile rigorosa deve essere vista come unica possibilità di sviluppo. Quanto più si conserverà una tipicità ambientale, paesaggistica e architettonica, tanto più si potrà contare in un ritorno da un punto di vista turistico e culturale”. Parole ineccepibili, ma se restano solo parole, a cosa servono, se poi tutto prosegue come prima e più di prima? Coraggio dunque, si faccia seguire alle parole i fatti. Poniamo una volta per tutte, veramente, un freno a questo processo degenerativo di brutta modernizzazione  di questo nostro bistrattato Centro Storico! Concretezza, competenza e ancora concretezza e determinazione impone la situazione! Solo i buoni propositi, non bastano.    

                                                                                

Valentino Piccolo

Direttore Gruppo Archeologico Garganico "Silvio Ferri"

 

Articolo tratto  da "IL GARGANO NUOVO" GIUGNO " giugno 2008

 

 

              

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...