Carpino folk festival 2008

Suoni di passi Laboratori didattici del Carpino Folk Festival 

 

Arrivato alla tredicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dalla Comunità Montana del Gargano, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e il GalGargano

 

PRESENTA

 

“Suoni di passi” – Laboratori didattici 08

 

Laboratori: Tradizione, musica popolare, capacità d’improvvisazione, una rosa, 5 corde e una chitarra. Il resto vien da sé. Che sia una serenata sotto casa della propria amata o semplicemente un sonetto a sdegno e di "stramurte" con evidenti traslati erotico-allusivi. È la chitarra battente, antico strumento popolare del Gargano, che torna come ogni anno con il suo ritmo e le sue particolarissime armonie a riproporre la storia, con suoni che rispolverano antichi usi e costumi.

 

La Chitarra Battente tra filosofia, antropologia e musica. Ma non solo. Coltivano la passione per questo strumento particolare da anni. Da quando erano bambini. Spettatori dei "nonni". Da quando assistevano alle feste di famiglia. La sua musica racconta di atmosfere e vissuti passati. Di quando bastavano una chitarra e quattro amici per rendere un semplice momento, un evento da ricordare. Le dita della mano destra dei suonatori sfregano e colpiscono, rimbombando, il piano armonico creando un effetto armonicopercussivo. Si produce così un suono battente, da cui deriva il nome dello strumento. Ai suonatori di chitarra battente si accompagna la voce del "cantori". E poi i balli. Le tarantelle. Il tutto sulle note di antichi sonetti dedicati all’amore e alla passione. La passione per la musica popolare.

 

Chi si interessa di musica popolare, sa che la zampogna, assieme alla “chitarra battente”, costituisce lo strumento tipico per eccellenza.

Quando oggi si ascolta una zampogna viene normale e naturale associarla all’idea del Natale, alle relative vetrine lucicanti oppure all’ipocrita "quanto siamo buoni". Ma c’è dell’altro dietro una zampogna che da millenni accompagna la vita dell’uomo.

 

Il termine "zampogna" deriva dal latino arcaico sumponia, che riprendeva la parola greca symphònia ed evidenziava il carattere polifonico dello strumento.

La zampogna, detta anche cornamusa, piva, o in area lucana chiamata i suoni, la sampogne, la zampogne, è un aerofono e fa parte della categoria degli strumenti ad ancia incapsulata.

 

Questo sacco con le canne, questa capra che suona, come dicono in Calabria, nonostante la sua utilizzazione anche nella musica colta, fu ed è ancora lo strumento principe nella musica popolare di tutta Europa e dell’Italia del Sud. Dalla sicilia e in tutte le zone del sud, tranne che in Puglia, fino a Tivoli e poi misteriosamente scompare. Il suo funzionamento consiste in un sacco di pelle (è una pelle intera di capra o pecora ricavata con una tecnica particolare di scuoiamento) a tenuta ermetica e gonfiato dal suonatore attraverso una canna di legno (insufflatore) munita di una valvola di non ritorno, che fa sì che l’aria sia convogliata nelle canne dello strumento (di legno e molto raramente di canna) dalla pressione del braccio che comprime il sacco.

 

E poi chitarre francesi, castagnole, tamburelli, flauti e arpe per i laboratori didattici del Carpino Folk Festival 2008 sotto l’ideazione e la direzione artistica del settore didattico-scientifico di Pino Gala.

 

Da http://www.carpinofolkfestival.com puoi scaricare Locandina e Modulo di Partecipazione (Ufficio Stampa – Antonio Basile – Associazione Culturale Carpino Folk Festival)

 

LA TARANTELLA FRA CHITARRE, ARPE E ZAMPOGNE

Le tarantelle del Gargano e la tarantella figurata in Lucania

Antropologia della danza e della musica: prof. Pino Gala

Ogni anno confrontiamo il repertorio etnocoreutico del Gargano con quello di altre zone del centro-sud. Quest’anno la didattica comparativa esporrà le forme più antiche della tarantella di Carpino e di paesi garganici con le tarantelle “figurate” o “comandate” presenti in Lucania. Si tratta di tarantelle che hanno subìto l’influenza della contraddanza francese settecentesca e della quadriglia del periodo napoleonico e romantico, e sono state francesizzate ed elaborate attorno a nuclei coreutici e cinetici che saranno evidenziati.

 

Il percorso del Laboratorio, dunque, sarà anche un’occasione per ripercorrere le varie fasi evolutive della danza tradizionale del sud: dalle tarantelle sei-settecentesche a quelle tardosettecentesche e ottocentesche. Anche gli strumenti musicali delle tradizioni garganiche e lucane segnalano questa trasformazione, dai flauti e zampogne si è passati alle chitarre battenti e francesi, per giungere nella seconda metà dell’800 al dilagare dell’organetto diatonico.

 

Come sempre, il Laboratorio di danza si avvale dell’esperienza trentennale di ricercatori, che alterneranno alle lezioni pratiche anche momenti teorici per contestualizzare le danze apprese e spiegare i sistemi di trasmissione e trasformazione delle danze popolari nell’ex Regno di Napoli. Il tutto corredato da materiali didattici (pubblicazioni discografiche e bibliografiche) e da una ricca documentazione video e audio.

Repertorio: tarantella di Carpino, S. Giovanni Rotondo e Ischitella, valzer fiorato, tarantella del Potentino, passé della valle del Sele.

Tecnica del ballo: Pino Gala e Tamara Biagi

Durata totale: 18 ore dal 02 al 05 agosto

 

La tarantella Battente

Il percorso didattico continua con la proposizione dei corsi sulle tecniche e gli stili esecutivi della Chitarra Battente e del Tamburello per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano e di gran parte del sud Italia.

A Carpino grazie soprattutto ad Andrea Sacco è stato possibile tramandare le tecniche e gli stili esecutivi dello strumento principe della musica popolare garganica, la chitarra battente.

Chi ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, trasmetterà le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del gargano.

Repertorio: Montanara, Rodianella e Viestesana.

Tecnica di suono : Giuseppe Di Mauro (Suonatore dei Cantori di Carpino)

Durata totale: 12 ore dal 01 al 04 agosto

L’esecuzione dell’altro strumento magico di tutte le tradizioni del Sud Italia, il tamburello, ci verrà tramandato da chi, oltre agli studi accademici, ha potuto apprendere lo stile musicale direttamente dai depositari della tradizione. I partecipanti potranno così acquisire una conoscenza di base di gran parte dei ritmi e delle tecniche tradizionali del sud Italia (Tarantella del Gargano, Pizziche Salentine, Tarantella di Montemarano, Tarantelle della zona del Pollino e del sud della Calabria) nonché, compatibilmente con il tempo dedicato allo strumento, la capacità di eseguire alcuni di questi brani.

Repertorio: garganico, salentino, montemaranese, della zona del Pollino e del sud della Calabria

Tecnica di suono : Antonio Manzo (Suonatore dei Cantori di Carpino)

Durata totale: 12 ore dal 01 al 04 agosto

Per informazioni : Associazione Culturale Carpino Folk Festival Via Mazzini, 88 – 71010 Carpino (FG) Tel. 0884 326145 dalle 14:30 alle 19:00

Tamburello: Antonio Manzo 346/2458058

Chitarra battente e Danza: Alessandro Sinigagliese 333/1793708 – 347/9012313

 

Per l’iscrizione compilare e spedire a:

laboratorididattici@carpinofolkfestival.com il Modulo di Partecipazione.

 

Non è necessario superare i confini dell’Italia per godere della vista di luoghi dal sapore incontaminato e dalla natura quasi selvaggia.

 

 

 ANTONIO BASILE

 Uff. Stampa Ass. Culturale “Carpino Folk Festival”

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