50 Centesimi per salvare il tramonto di Foce Varano

50 Centesimi per salvare il tramonto di Foce Varano

 

La Valle d’Aosta è una delle poche regioni in Italia con una natura pressoché incontaminata, dove gli amministratori hanno una cura talmente estrema per l’ambiente che li porta a regolamentare persino la raccolta delle lumache: massimo 24 al giorno e con un diametro non inferiore a 35mm. Naturalmente non esiste abusivismo edilizio e i boschi sono utilizzati per fare passeggiate e raccogliere funghi, non certo per incendiarli e fare speculazioni edilizie. La Valle d’Aosta è stata una delle prime regioni che per prima ha opposto un secco rifiuto alla proposta di istallare impianti eolici nel suo territorio. Evidentemente gli amministratori hanno capito un concetto elementare: il turismo è inconciliabile con le colate di cemento e chi va in montagna, come chi va al mare, pretende che il paesaggio sia il meno contaminato possibile.
In questa bellissima regione, a Gressoney, ha sede la società S.E.V.A. s.r.l., che ha proposto all’amministrazione di Ischitella 300.000 euro per ottenere il parere favorevole all’installazione di una ottantina di pale eoliche al largo di Foce Varano. Nella città valdostana con questa cifra è possibile acquistare un appartamentino di 60 mq2 composto da camera, cucina e bagno, oppure, un garage dove mettere agevolmente un paio di utilitarie.
A Ischitella, l’amministrazione guidata dal Sindaco Dott. Pietro Colecchia, ha valutato che il tramonto di Foce Varano valesse più o meno quanto una camera e cucina di Gressoney e ha dato parere favorevole al progetto.
La cifra offerta, oltre che offendere l’intera comunità garganica e tutti coloro che amano il Gargano, non si capisce bene sulla base di quale parametri sia stata effettuata e soprattutto perché, l’amministrazione, abbia privilegiato l’impianto off-shore piuttosto di quelli a terra, che garantivano introiti maggiori per il Comune. Infatti, il Comune di Ischitella ha predisposto uno schema di convenzione che prevede una percentuale del 4.5% , più 13.000 euro a Mw installato, per i proventi derivanti da eventuali impianti eolici installati a terra da società private.
Tale percentuale, che è pur sempre una miseria rispetto ai profitti realizzati delle società private, è molto lontana dallo “zero virgola qualcosa” rappresentato dalle 300.000 euro offerti per gli impianti a mare.
A questo punto è d’obbligo chiedersi il perché, gli amministratori di Ischitella, prima preparano uno schema di convezione per gli impianti a terra e poi danno parere favorevole a un progetto off-shore.
Vogliono forse mettere pale sia a mare che a terra?
Inoltre, non si capisce come mai è stata scelta una soluzione che prevede una percentuale che non ha precedenti nel resto della provincia di Foggia e in Italia, dove la media e del 3-3,5%.
E’ stata l’inesperienza, l’approssimazione, l’incompetenza, oppure il solleone estivo ad aver indotto un decisone del genere?
Il progetto suscita forti perplessità anche in merito ad altri aspetti.
Alla proposta è stato dato parere favorevole in un Consiglio Comunale convocato in pieno periodo estivo (19 agosto) a cui erano presenti 9 eletti (compreso il Sindaco) su 16. La minoranza in segno di protesta ha abbandonato l’aula. Una questione che impatterà sulla qualità della vita di un’intera comunità, che ha provocato vere e proprie rivolte nei residenti, nei pescatori e negli operatori turistici di tutti i posti dove è stata proposta, è stata liquidata con una delibera di due pagine, da otto consiglieri e dal Sindaco, eletti con qualche centinaio di voti.
Ma non è finita qui!
Nella delibera è stato anticipato addirittura il parere di Valutazione di Impatto Ambientale, che non spetta certo al Comune di Ischitella fare, considerando che il progetto ha un basso impatto ambientale. Ma sulla base di quali studi l’amministrazione di Ischitella ha deciso che il progettto ha un basso impatto ambientale?
Sempre nella delibera si afferma la volontà di “Ischitella di diventare Comune ad impatto zero con conseguenti vantaggi economici per la Comunità”.
Tralasciando l’impatto zero, a proposito di vantaggi economici, ci permettiamo di dare un piccolo consiglio al dott. Colecchia e agli otto uomini dell’amministrazione che hanno approvato quella delibera.
Nella nostra provincia risiedono circa 700.000 abitanti e gli amministratori di Ischitella, possono esser certi che ognuno di noi sarà ben felice di contribuire, con soli 50 centesimi l’anno, a salvare il tramonto di Foce Varano.
Cari amministratori, se è questo il prezzo che avete dato al nostro tramonto, aprite una sottoscrizione e vedrete che in pochissimi tempo raggiungerete quella miseria: non avete idea di quante persone amano la terra che avete la fortuna di amministrare.

Oppure preferite la camera e cucina di Gressoney?

 

Pasquale Trivisonne 

Foto: Il lago di Varano (Ischitella)
 

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