RODI NEWS 150, COME TI RACCONTO IL RISORGIMENTO IN UN CORTO

IL “MAURO DEL GIUDICE” DI RODI VINCE IL CONCORSO “VERSO IL 150° DELL’UNITÀ D’ITALIA” 
Bella giornata “La Festa della Scuola”, svoltasi a Foggia il 15 dicembre nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia, e dedicata alle scuole che hanno partecipato ai progetti “Verso il 150° dell’Unità d’Italia” e “Adotta l’aula” promossi dall’assessorato provinciale alle Politiche educative in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale ( Ufficio IX ambito territoriale di Foggia) e la Consulta provinciale degli studenti.
La Festa, cui hanno partecipato i dirigenti scolastici, i proff. e gli alunni delle scuole coinvolte nei due progetti, è stata caratterizzata dalla presentazione dei lavori e dalla proiezione dei video realizzati dagli Istituti superiori che hanno partecipato al concorso sui 150 anni dell’Unità d’Italia. La giornata si è poi conclusa con un rinfresco organizzato dagli studenti dell’istituto “Einaudi” di Foggia nella Sala Giunta di Palazzo Dogana.
“Il fine del concorso dedicato all’anniversario dell’Unità d’Italia – ha spiegato Billa Consiglio, assessore alla Cultura della Provincia di Foggia – è stato di ridare interesse alla conoscenza del nostro passato prossimo, dalla fine dell’Ottocento passando per il secondo Novecento fino ai giorni nostri. Gli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado sono stati coinvolti nel ridisegnare, attraverso elaborati con tipologia grafico-pittorica e fumetto per la scuola dell’infanzia e primaria, e cortometraggi per la scuola secondaria di II grado, gli accadimenti del passato risorgimentale, e non solo, rimasti indelebilmente scolpiti nella loro memoria”.
I criteri di valutazione adottati sono stati quelli espressi nel bando del concorso, come il coinvolgimento di alunni e strumenti, l’originalità dei contenuti, la metodologia di ricerca adottata, l’originalità dei documenti, la scoperta di testimonianze inedite, gli aspetti multidisciplinari ed interdisciplinari oltre all’aspetto estetico della presentazione.
La prima classificata per i lavori della scuola dell’infanzia è stata la “Don Bosco” di Foggia, mentre il primo classificato per i lavori della scuola primaria è stato il III Circolo Didattico“De Sanctis” di Manfredonia.
Per gli istituti superiori, la commissione giudicatrice ha proclamato vincitore l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Mauro Del Giudice” di Rodi Garganico, che ha realizzato un corto dal titolo “Rodi News 150”, sull’epopea risorgimentale a Rodi e sul brigantaggio garganico, un lavoro che ha impegnato gli studenti delle attuali classi VB, III A e IV A Igea, IV A e V A Geometri per un intero anno scolastico e che ha preso spunto da due testi dello storico Michelangelo de Grazia, che rievoca cosa accadde a Rodi dopo che Garibaldi entrò a Napoli l’8 settembre 1860, completando la spedizione dei Mille e la “liberazione” del Regno delle due Sicilie.

LA TRAMA DI “RODI NEWS 150”

Gli speaker di “RODI NEWS 150”, con una serie di collegamenti con le loro inviate speciali nelle piazze e nelle campagne di Rodi, ci fanno rivivere, dalla viva voce dei protagonisti di quell’epoca, le atmosfere delle drammatiche giornate degli anni 1860-1862. I liberali rodiani accolsero la notizia del successo della spedizione dei Mille con grande entusiasmo. Tra i partecipanti alla manifestazione di giubilo, vi erano coloro che nel 1848 erano stati arrestati dalla polizia borbonica per “reati politici”: Giuseppe d’Anelli, Matteo delle Fave, Pasquale Draicchio, il notaio Gaetano de Grazia, Giuseppe Luigi Sala, Matteo Russo, Vincenzo Santamaria, Pasquale Ricucci, Vincenzo di Fiore ( ex cappellano garibaldino) e Pietro Verna, che reggeva la bandiera tricolore. I dimostranti, giunti alla porta della chiesa parrocchiale, si fermarono per ascoltare, tra clamorosi applausi, un comizio tenuto da Di Fiore.
Ma le cose non andarono sempre così. Alle notizie delle stragi e devastazioni commesse dai briganti a Vieste il 27 luglio 1861, parecchi liberali di Rodi, presi dal panico, fuggirono a Manfredonia. Incoraggiati da questa fuga, i borbonici, il 1° agosto, indissero una manifestazione per le vie del paese, inneggiando al ritorno di Francesco II di Borbone. La folla, con la bandiera spiegata, si recò davanti ai palazzi dei borbonici Giuseppe Sanzone e di Raffaele Rovelli, invitandoli a scendere in strada. I predetti signori raccomandarono di non trascendere e la dimostrazione ebbe luogo senza alcun incidente. Ma i borbonici che cercarono di impossessarsi delle armi delle Guardie nazionali e non vi riuscirono, sfasciarono la porta del carcere, liberando gli sbandati borbonici ivi rinchiusi. Di ciò fu incolpato Vincenzo Santamaria, soprannominato Secacorna, il cui figliolo era stato arrestato. A detta di alcuni testimoni, egli era stato soltanto un semplice spettatore dell’accaduto.
Il 3 agosto, reduce da Vieste, su una nave da guerra sbarcò a Rodi il generale Pinelli con al seguito numerosi soldati, parecchi liberali rodiani che erano fuggiti a Manfredonia e una colonna mobile di cittadini garganici, guidata da Carlo Califani di Manfredonia. Avendo inizialmente scambiato questa nave per borbonica, molti cittadini rodiani si attaccarono al petto la coccarda bianca. «Il bello fu che, riconosciuto l’errore, d’un subito le coccarde cambiaronsi nei tre colori».
Il generale Pinelli stroncò immediatamente la rivolta, minacciando di arrestare i principali autori della reazione, ma costoro non si fecero rintracciare. L’unico ad essere fucilato fu Vincenzo Santamaria alias Secacorna. Il reverendo Agostino Ricucci, convinto dell’innocenza del Santamaria, si adoperò perché la fucilazione non avvenisse, ma il suo tentativo fallì.
Cominciò intanto la caccia spietata ai briganti. Delle bande garganiche facevano parte quattro rodiani: Giuseppe Sciarra, Vincenzo Basso, Amodio Altomare e Domenico Ferrante. Sciarra militava nella banda del vichese Vincenzo Scirpoli, che terrorizzava le campagne di Rodi. Basso, Altomare e Ferrante agivano in contrada Capoiale, in una banda capeggiata da un feroce brigante ischitellano, lo “Schiamolento”. Altomare e Ferrante vennero arrestati. Condannati all’ergastolo, morirono in carcere. L’arresto fu eseguito dalla Colonna mobile che Michele Mascis e Vincenzo di Fiore avevano organizzato in difesa di Rodi e dei paesi limitrofi. Il 7 novembre 1861, mentre questi erano sulla via di Foggia per recarsi al Consorzio delle Ferrovie, strade e porti della provincia, il legno da cui erano sbarcati poche ore prima sulla spiaggia di Capoiale venne assalito dalla banda del celebre Michele Caruso. Questi, non trovando il Di Fiore ed il Mascis, lacerò dei fazzoletti coi denti per la grande ira. Per gli “atti di valore” suddetti, ed a norma del real decreto 30 aprile 1861, la Giunta municipale di Rodi conferì a Mascis e Di Fiore una medaglia d’oro. I Regi Carabinieri e i militi guidati dal tenente Mascis il 22 giugno 1862 catturarono il brigante Vincenzo Basso che era ancora “uccello di bosco”. Il giorno dopo fu “passato per le armi” a due passi dall’abitato di Rodi.
Questa la trama del corto, che si conclude con un talk show che vede come protagonisti Mameli e Novaro, ii due musicisti che ebbero l’originale idea di comporre musica e parole dell’Inno degli Italiani, che marca il finale del film.

LE IMPRESSIONI DEGLI STUDENTI PROTAGONISTI DEL VIDEO

Gli studenti dell’Istituto “Mauro del Giudice” hanno raccontato così il loro coinvolgimento nelle riprese del video, realizzato grazie alla collaborazione di Armando Quaglia, che ne ha curato la regia.

“La prima volta che ho sentito parlare del video sul Risorgimento a Rodi – scrive Giuseppe de Gioia – mi sono subito precipitato, non per avere la fama, ma perché adoro recitare. Prima di conoscere il nostro regista Armando Quaglia dal vivo, l’ho conosciuto su facebook, lui aveva la mia stima perché sono un punkrocker. Poi, conoscendolo dal vivo, mi ha detto “sei un grande” e mi ha parlato del punkrock. E poi è arrivato il momento di recitare in Auditorium. La mia parte è il Di Fiore che parla al popolo rodiano e che lo incita all’unità d’Italia. Nell’auditorium scherzavamo e giocavamo, il divertimento non mancava. Poi è arrivato il giorno che dovevamo girare gli esterni nel centro storico di Rodi e io ero un uno stato di ansia, avevo paura di sbagliare qualche parola. Quando toccava a me, dentro sentivo paura e timidezza, ma poi sono riuscito ad esprimermi con le parole e sentivo il mio cervello che mi diceva “Bravo ragazzo!sei un grande!”. Alla fine mi hanno fatto parecchi complimenti e mi dicevo “Cavolo! Non pensavo di aver fatto tutto bene.. speriamo che la prossima volta sia ancora migliore di prima! “. Spero di condividere questa mia esperienza con tutti i miei amici e con i miei famigliari! Spero che i filmati vengano proiettati a Foggia così vinciamo questo concorso almeno la proff Rauzino ci dà qualcosa! Ora devo andare, ci vediamo alla prossima puntata! Prossimamente su questi schermi!”.

Scrive Matteo Petrosino: “Quest’anno per l’Italia è un anno molto importante, perché si festeggiano i 150 anni della sua Unità, precisamente sono stati festeggiati il 17 marzo scorso. Per sensibilizzarci sui valori del Risorgimento, la nostra scuola ha partecipato alla realizzazione di un corto, che descrive l’età risorgimentale del nostro paesino. Ho partecipato anch’io a questa realizzazione, e devo dire che è stata un’esperienza che mi ha fatto sentire un vero Italiano. La nostra nazione, anche se ha 150 anni, si può considerare ancora giovane rispetto alla Francia, all’Inghilterra, ecc…. La popolazione di allora era molto diversa da quella odierna. Prima, nel periodo risorgimentale, circa il 90 % degli Italiani era analfabeta, ed era composto per la maggior parte da contadini. Ogni luogo aveva un dialetto diverso, e questo impediva la comunicazione tra la gente. Lo strato più colto della popolazione (i nobili, il clero, la borghesia) parlava una seconda lingua, che era stata inventata da Dante ed era usata dagli intellettuali e dai quotidiani del tempo. Per lo strato più umile della popolazione la parola “Italia” non esisteva tra i suoi vocaboli, e non era indispensabile l’unità, bensì la sopravvivenza. Del tutto diverso era il pensiero dello strato più alto il quale, anche se aveva contatti con altri paesi, sentiva l’esigenza di unificare il territorio. Molti dei mille garibaldini sbarcati a Calatafimi erano artigiani, operai, studenti e docenti.
In primis la borghesia voleva essere indipendente dai Borbone e dagli Austriaci, che controllavano gran parte dell’Italia. Sentiva l’esigenza di proclamare una repubblica o quanto meno una monarchia costituzionale. In ogni città c’erano persone che si riunivano nelle “ società segrete”, la più conosciuta era la “Carboneria”. Esse erano segrete perché se venivano scoperte, sarebbero state chiuse. Alcuni dei nomi che erano partecipi di queste società erano Mazzini e Garibaldi. Camillo Benso, conte di Cavour, fu il protagonista politico che ebbe il talento di saper utilizzare tutti al momento giusto. Un’altra figura molto importante per l’unità d’Italia fu Giuseppe Verdi, il quale compose la musica che unì repubblicani, monarchici e federalisti. Se non ci fosse stata l’Unità, ora saremmo solo un’espressione geografica”.

COLLABORAZIONI
Un ringraziamento speciale va al regista Armando Quaglia, a Luisa e Nicoletta Quaglia, che hanno collaborato alle riprese e alle animazioni, a Laura Casasola del “Museo dei Nonni “ di Peschici, a Milly Carraro dei “Nicolai “ di di Rodi Garganico che hanno fornito gli abiti e gli oggetti d’epoca, al Corpo dei Vigili Urbani di Rodi e a Don Michele Pio Cardone che hanno permesso le riprese esterne nel centro storico di Rodi e nel recinto del Campanile della Chiesa di san Nicola di Mira, alla GarganoTV di Vieste, che ha permesso le riprese del TG nei propri studi televisivi, al Centro Studi Martella di Peschici e all’Uriatinon di Rodi per la consulenza storica.

ELENCO ALUNNI PARTECIPANTI:

V B IGEA
Antonelli Cristina
De Gioia Giuseppe
Del Conte Pietro
D’Andrea Paolo
di Biase Federica
Esposito Francesco
Lovreglio Marianna
Petrosino Matteo
Pizzarelli Antonio
Romagnolo Luca
Stefanìa Michele Pio
Martella Michele
Voto Maria Grazia

III A IGEA
Carrassi Maria Pia

IV A IGEA
Columpsi Arianna
d’Anelli Susanna
Draicchio Mattea
Mastroiorio Erica
Colafrancesco Lorenzo

IV A GEOMETRI
Basanisi Michele
Coccia Domenico
Di Pumpo Giovanna
Falcucci Maria Pia
Medina Pierluigi

V A GEOMETRI
Ferri Gabriella

ex IV B IGEA)
Voto Matteo

ex VB IGEA
Ragni Maria Libera

2011. Teresa Maria Rauzino
docente referente del progetto dell’Istituto “Mauro del Giudice” di Rodi

su L’ATTACCO del 22 dicembre 2011 


Il video “Rodi News 150” è scaricabile on line da

http://www.megaupload.com/?d=3PA9H11N


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