UN MURALES PER PESCHICI (RICORDANDO ROMANO CONVERSANO)

UN MURALES PER PESCHICI (RICORDANDO ROMANO CONVERSANO)

Un evento per ricordare, nel primo anniversario della morte,  un grande artista amante di Peschici scomparso il 22 luglio 2010 a Milano

 

 

 

 

Un gruppo di artisti, volontari, operatori culturali e cittadini di Peschici (e non solo) sta creando, durante questo periodo estivo 2011, un evento artistico-culturale di qualità (a costo ZERO per la comunità… ). L’idea è nata e si è concretizzata su Facebook: nel gruppo “Resto a Peschici perché… vado via perché” si è parlato spesso, nei mesi invernali,  dello stato dell’arte a Peschici. Si è dibattuto molto della triste sorte di monumenti in plein air come l’abbazia di Santa Maria di Kàlena, ma anche di tante piccole opere d’arte soggette al degrado e all’indifferenza. Si è ricordato spesso un suggestivo murales presente nel recinto baronale del Castello di Peschici che, nel corso di questi anni, è stato deturpato da scritte vandaliche, e di cui urgeva il restauro.. Nel 1993 lo dipinsero Silvestro Regina, Day Gilles Trinh Dinh e Michel Xhavo. Il murales è posto in un luogo molto caro a Romano Conversano, che viveva nel Castello. Ed ecco l’idea di finalizzare l’evento per ricordare questo grande artista, nel primo anniversario della morte, ai Peschiciani e ai numerosi turisti che scelgono la nostra cittadina come meta delle loro vacanze.

 I Promotori dell’evento stanno facendo una colletta per sostenere le spese dei materiali che servono agli artisti per il restauro del murales e per produrre una targa-scultura in memoria di Romano Conversano da donare ai familiari. Hanno chiesto al Sindaco e al Comune di Peschici di “ufficializzare” questo evento con il patrocinio “gratuito”, che è stato prontamente concesso. Il restauro è iniziato da qualche settimana ed ha visto la partecipazione di un muratore locale (Michele Losito detto “Sdango”) che ha sistemato l’intonaco di base e di alcune turiste inglesi che hanno aiutato Day Gilles Trinh Dinh nella preparazione del lavoro, cancellando le scritte vandaliche. Silvestro Regina sta lavorando nel suo tempo libero, con le figlie e con la singolare compagnia di una piccola rondinella…  E’ arrivato da San Severo a Peschici nel giorno del suo compleanno e dorme in tenda… Il restauro procede, scandito da accelerazioni e pause. Leggiamo gli ultimi aggiornamenti di Day Gilles, nel suo singolare stile comunicativo: “In questi giorni, per ragioni occulte, la squadra di restauro non fa niente … sta pensando… o meditando …le giovane reclute volontarie appena arrivate cercano di cancellare il pallido andando in spiaggia… ma durerà poco …le promesse dovranno essere mantenute… Venerdì tolgono le fioriere, sabato torna Silvestro dal vicino Tavoliere, dovrebbe venire anche Michael… E l’amico Stanga dovrebbe intonacare il muretto di fronte dedicato a Conversano…. Michael Xhavo, il pittore colpevole di avere dipinto la orrenda vecchietta diventata il simbolo del Murale, vive nella lontana Vieste….é senza mezzo….verrebbe con piacere sabato e domenica per rifarla più cattiva di prima….La domenica i mezzi pubblici sono pochi….Servirebbe un San Cristophe per un passaggio…. cosi arriverebbe in orario…..sia al Belvedere che al ritorno a casa …”.

Che dire? Day Gilles chiede un aiuto anche ai viestani di buona volontà… Urge un passaggio per Michael Xhavo per sabato e domenica! Chi si offre?  Intanto è nato su FB il gruppo “Un murales per Peschici (ricordando Romano Conversano)”, che conta attualmente 291 membri (raggiungibile all’indirizzo http://www.facebook.com/groups/160103750730139). Iscrivetevi, e contribuite alla colletta! La tesoriera del Gruppo è Tea Lamargese, le offerte possono essere lasciate all’edicola Millecose di Peschici.

 

IL RICORDO DI ROMANO CONVERSANO

Romano Conversano nacque il 30 settembre 1920 a Rovigno d’Istria da padre pugliese e madre istriana, figlia del pittore Giuseppe Bino. Compiuti gli studi all’Accademia di Belle Arti a Venezia, insegnò per alcuni anni a Pola. Durante la guerra, pur impegnato nella Resistenza, trovò il modo di organizzare a Belluno un cenacolo di giovani artisti fra i quali Tancredi e Romano Parmeggiani. Si legò d’amicizia con Emilio Vedova e Rodolfo Sonego. Dal 1946 al ’54 visse a Rovereto, animando l’ambiente artistico e culturale della vivace città trentina. Dopo viaggi di studio in Francia, Spagna e Fiandre, che rappresentano nella sua pittura altrettanti “periodi”, si stabilì nel 1954 definitivamente a Milano, dove partecipò alle maggiori manifestazioni artistiche. Nel 1957 restaurò un piccolo Castello a picco sul mare a Peschici, nel Gargano, dove si ritirò a contatto con una natura solare e primitiva: fu il periodo dedicato alla “Puglia antica” contrapposto a quello delle “Donne d’oggi” del Nord con i loro problemi esistenziali. Nel 1974 gli venne conferito l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. Nel 1980 fu nominato membro dell’Accademia degli Agiati di Rovereto. Peschici gli conferì, qualche anno fa, la cittadinanza onoraria. Romano Conversano ci ha lasciato il 22 luglio 2010. E’ sepolto a Rovereto. Chi lo ha conosciuto ha un bellissimo ricordo della sua grande umanità, oltre che del suo genio artistico.

 

Ecco le due toccanti testimonianze dei due artisti che gli stanno dedicando il murales a Peschici .

Scrive Day Gilles:  “E’ vero, Conversano era una persona speciale, di una grande umanità. Negli anni 70 Peschici ospitava giovani pittori… esponevamo tutti all’aperto:  la vita e il passeggio erano solo sul Corso e non c’era neanche un buco da affittare… I locali liberi erano occupati dalle sede dei partiti … Esponevo all’angolo di Via Torretta, il bar Rocco (Barocco) era chiuso, una sera Conversano, lui pittore affermato è già consacrato… con gentilezza e timidezza ha guardato i miei dipinti chiedendo di illustrargli un po’  del mio percorso … E devo dire che mi è rimasto inciso nella memoria… Quando mai un pittore di fama consacra un po’ del suo tempo per un giovane pittore di strada?”.

 

Scrive Silvestro Regina: “Alla fine degli anni ’70, dopo i fuochi sul mare di Sant’Elia, incontrai Romano Conversano che passeggiava solitario verso la spiaggia del Ialillo. Ero poco  più che ragazzino. Mi chiese se era ancora aperto il bar scavato nella roccia in fondo alla spiaggia…dissi che non lo sapevo, ma che l’avrei accompagnato per fare due passi con lui. Si voltò un momento e esclamò con vigore e pacata collera:  « Ti rendi conto, Silvestro che questo è un paradiso?… e chi lo vive si sente nell’inferno!?… faccio molta fatica a capire il perché…sembra che hanno tolto gli occhi e il cuore per pensare!… chissà quanto dolore e quanto male avranno ricevuto per non vedere la fortuna hanno tra le mani…!!!»…. Ammiravamo le luci del paese arroccato riflesso in un mare calmo, incantato… un’emozione unica che ha contribuito a creare in me un atteggiamento generoso e comprensivo verso Peschici. Anche se non tollerava la tracotanza e la maleducazione, Conversano mi parlava dei peschiciani come di un popolo autonomo, dimenticato dal mondo, di cui  tutti però volevano portare via un pezzo senza ringraziare!!! …Per Romano Conversano Peschici era una fucina di emozioni spesso contrastanti…disse ancora: « … Questo è un paese che ti insegna a essere un guerriero!…oggi ti mette sull’altare e domani ti prende a bastonate…una cosa è certa!…non ti lascia mai indifferente!!!… »… E’ proprio così…”

 

LA STORIA DEL MURALES

Scrive Day Gilles Trinh Dinh: “C’era una volta, a Peschici, un gioiello arroccato sul mare meridionale, un bellissimo BELVEDERE…Da li si poteva vedere l’orizzonte lontano, le isole Tremiti, l’Alba e il Tramonto sul mare… Si poteva sentire il rumore delle onde che si frantumavano sulla scogliera… Un fico aggrappato alla roccia sottostante profumava gentilmente l’aria calda… Il tempo , il sopravvivere quotidiano avevano fatto dimenticare agli abitanti quanto era bello il loro paese. Ciascuno coltivava il proprio giardino senza curarsi del Belvedere… Qualcuno lo usava pure come pattumiera… I turisti e i viandanti si chiudevano il naso cercando di guardare solo il mare, le lontane torre saracene…

Un giorno, o piuttosto una notte, tre artisti amanti del paese sognarono di ridarle la sua vera bellezza…Silvestro del vicino Tavoliere , grande trascinatore, Michael Xhavo arrivato da poco con le ondate che fuggivano dal Paese delle Aquile , là ad Est al di là dell’orizzonte dove sorge il sole… e Day che da anni tentava di dipingere l’aria e la luce del Gargano mistico e misterioso… Così … un bozzetto…trovare dei soldi per i colori… dei contributi peschiciani… Lo facciamo !!! Non potevamo lasciare deperire quel luogo stupendo! … Doveva essere il via ad un nuovo modo di pensare… il comune interesse collettivo doveva rinascere. Tutto il popolo di Peschici sfilava stupefatto, incredulo che si potesse fare tutto questo senza alcun compenso… Michael si dedicò al Cielo , alla vecchietta dietro la tende , Silvestro ed io al Paesaggio.. Un architetto locale ci fece notare giustamente che forse avremmo dovuto chiedere il benestare alle Belle arti a Bari , dato che il paese vecchio era sotto tutela… Ma il delitto era già stato consumato… Un giovane muratore agile come una scimmia ripulì tutto il dirupo, sfidando senza volere la corda, e le leggi della gravità. Romano, il mastro muratore tagliò i ferri vecchi di una casetta distrutta. La piccola campana della chiesetta sconsacrata di San Michele era ancora li… Gino Fasanella, dell’albergo trattoria ” Il Castello”, compensò gentilmente il nostro sforzo con un pranzo di fine lavoro… Era l’Estate del 1993..

Scrive Silvestro Regina: “Volevo solo aggiungere che in quell’occasione avevamo formato il gruppo artistico garganico “esprit du midi”…che interveniva per trasformare il degrado in opera d’arte. Un esempio precedente è stato la pittura dei bidoni di spazzatura come dei forzieri preziosi pieni di gioielli… in pochi mesi se li sono rubati tutti!!!… chi avrebbe mai rubato un bidone mal ridotto e maleodorante?…questo è il potere dell’arte!!!! creare valore” e trasformare il veleno in medicina!….se trovo il vecchio manifesto lo invio!…mi piace molto il testo di Day…sono d’accordo!…era una festa di fine estate 1993… che avevamo inventato con entusiasmo per invitare tutti i turisti del Gargano, mentre tutti chiudevano le botteghe dopo aver fatto il “bottino estivo”…era desolante vedere già a settembre tutto chiuso… tant’è vero che in quell’occasione siamo riusciti ad avere una presenza a Peschici per tre giorni come agosto con bar e ristoranti pieni… ci pagammo pure la musica itinerante per tutto il centro storico…”.

 

 

 GLI AUTORI DEL MURALES

 

 

 

DAY GILLES TRINH DINH, nato a Parigi da padre pittore vietnamita, cresce nell’ambiente degli “ateliers” di Montparnasse. Nel 1961 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, segue le lezioni di Mario Mafai e di Franco Gentilini. Vive e lavora a Roma: Via Guido Castelnuovo, 52 – Tel. 0615571318. Espone in estate, da ben 35 anni,  nel pittoresco paese di Peschici (FG) sul Gargano, che è diventato il suo “luogo dell’anima”, un luogo che Day chiama poeticamente “la città bianca”.  Innumerevoli le Mostre in tutta Italia, che scandiscono il suo percorso artistico: 1963 Salone Margherita» di Roma, abbinata al film «Morire a Madrid»; 1964 Galleria «El Harka», Palermo; 1965 C.I.V.I.S. di Roma; 1967 Galleria «Arabesco», Roma; 1968 Salone della Ceramica CAVA, Vietri Antico. Galleria «La Cave», Treviso. Salone dell’Artigianato, San Felice Circeo; 1970 «DESIGN 2000», Roma. Galleria -11 Vicoletto>, Sperlonga. Rassegna Artisti Contemporanei, Palazzo dei Congressi, Roma; 1971 Atrio del Teatro Centrale, abbinata alla rappresentazione di «A come Alice». «1 Rassegna Ponte Sisto». Roma; 1972 Galleria -Controclado-, Roma; 1973 Galleria «I Gabbiani», Gaeta. Studio «Villa Lia», Reggio Calabria. Galleria -11 Vicoletto», Sperlonga; 1974 «Artisti stranieri in Italia», Museo della Scienza e della Tecnica, Milano; 1975 Galleria «La Scintilla», Vico Equense; 1976 Internatinnale Kunst Festival, Rudkobing (Danimarca); 1978 Mostra di Via Margutta; 1984 2° premio al I premio di pittura «Vico del Gargano». Presentazione e recensione: Remo Brindisi – Francesco Carbone – Bernardo Bernardi – Carlo De Roberto – Mario Maiorino sul «Roma» di Napoli – Pat Mac Nair sul «Rome Daily» – Mario Schironi su «Ore 12» – «Il Gazzettino di Venezia» – «Il Giornale d’Italia» – «L’Avanti»-  «L’Ora» di Palermo – «Il Tempo» – «Le Arti e gli Spettacoli» – «Il Corriere d’Informazione» – «Il Paese Sera»  – «La Gazzetta del Mezzogiorno».

 

 

SILVESTRO REGINA, Artista eclettico, scultore, orafo, amante del bello, esteta, ha visto nel gioiello d’autore la possibilità di catturare la gioia e donarla. La micro – scultura (per uno scultore è difficile trovare luoghi e generosità verso gli artisti, tale da valorizzarli appieno, rimpicciolendo l’opera), crea su ogni persona, che la indossa, un “luogo monumentale”, uno spazio empireo ed eterno. Così è per le pietre,  tagliate da Silvestro Regina, da lui cercate promuovendo soprattutto il mercato etico con Carlo Mora sin dalla metà degli anni ottanta, perché un gioiello portatore di sangue non potrà mai divenire portatore di gioia! La vita – per Regina- è come un grande laboratorio. Crede nello studio, nell’apprendere con curiosità e gioia, così nel 1980 fonda il “Laboratorio Le arti di Silvestro Regina”, come ricerca della persona, valorizzandola in quanto individuo armonico, inserito nell’ambiente circostante, “principio di causa – effetto”. Non per nulla Silvestro Regina è specializzato in Ecosistema e Urbanizzazione, per creare parchi, giardini – forestazione urbana – spazi pubblici eco compatibili. Così, il Laboratorio Le Arti, nel tempo cresce, si evolve, espande in “Esprit du Midì®”, sperimentazione artistica, ricerca delle forme e valorizzazione di quell’essere “mediterraneo”, ovvero appartenere a quel vasto laboratorio artistico e di vita che ci circonda. Come ama dire, bisogna cominciare a “misurare il P.I.L. attraverso la quantità di tempo che si è felici!”. Una crescita alla luce del sole ed un sole che cresce sottoterra, “Sotterranei ®” che mira a parlare alla parte nascosta delle persone, della gente, delle città, di una intera nazione e oltre, “un sole dal di dentro”, dall’interno di ciascuno appunto, per fare dell’emarginazione un terreno di fermento e riqualificazione, “dalla melma al loto”, arricchendosi con eventi, informazione, cultura ed editoria.

 

 

(a cura di Teresa Maria Rauzino sull’ATTACCO del 22 luglio 2011)

 

 

 

 




 

 


 

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