PAZ, l’uomo di San Menaio

“Andrea Pazienza è nato a San Menaio, Foggia, ed è praticamente pugliese, pur vivendo tra Bologna e New York”.
Così PAZ (all’anagrafe nato a San Benedetto del Tronto da genitori sanseveresi) in una famosa “striscia” reinventa la sua biografia, sottolineando il suo amore viscerale per il Gargano, un Gargano trasfigurato che assurge a protagonista di alcune delle più belle storie.
Le location preferite da Pazienza sono quelle che gli erano rimaste nel cuore e nella mente durante le lunghe estati passate sul Gargano: San Menaio (Saint’ Mnà), il trabucco di Montepucci, Peschici, gli scorci con le Tremiti in lontananza, la Foresta Umbra. Ne “Il Partigiano”, quando i carri armati comunisti invadono San Severo, è sul Gargano che un solitario Pazienza si dà alla macchia per condurre la sua originalissima Resistenza. Le “Figure storiche” sono delle rivisitazioni picaresche dei suoi ricordi d’infanzia. “Una estate” coglie le atmosfere e i sapori della bella stagione, i riti della villeggiatura, l’indolenza della “controra”. Le stesse atmosfere, in chiave ironica, impregnano la tavola “Tipi da spiaggia” oltre alla satira corrosiva del “perché delle anatre”.
Andrea Pazienza, soprattutto a San Menaio ha lasciato tanti amici che, a vent’anni dalla sua scomparsa, non lo hanno mai dimenticato. Nell’estate del 2008 hanno allestito una mostra titolata “Un’estate – Saint Mnà, spiagge contigue e le altre bellezze del Gargano”: che si è rivelata “un evento impedibile”.
In mostra le tavole e una vasta produzione inedita dell’artista.
Sagome e ingrandimenti furono istallati lungo tutto il percorso virtuale, mentre una saletta fu riservata alla proiezione multimediale. Furono esposte anche le foto di Andrea scattate dagli amici Vanni Natola, Luigi Damiani, Enrico Pazienza. Agli “scatti” di Isabella Damiani (la famosa Isa amata da Paz) fu riservato uno “spazio speciale” presso la più prestigiosa ed elitaria residenza di San Menaio: Villa Santovito.
Queste foto, unite a quelle di Gino Nardella, “forti quanto una carezza o quanto un pugno in pieno viso”, sono un “luogo capovolto della morte”. «Andrea – scrive Nardella – andava pazzo per lo struggimento spirituale che gli dava il Gargano, terra dura e pericolosa, bella e cattiva come il mare. Eccolo lì, quando ancora era il semisconosciuto studente Pazienza Andrea. Già genio, già PAZ. Di personaggi come lui se ne vede uno ogni cento, centocinquanta anni. Uno ogni sacco d’anni, appunto».
Il regista Renato De Maria ha già consacrato Andrea Pazienza, attingendo agli innumerevoli spunti offerti dalle storie dei suoi personaggi più noti. Sullo sfondo della Bologna degli anni ’70, davanti agli occhi dello spettatore scorrono Zanardi, Colasanti e il mitico Pentothal , il depresso studente/artista alle prese con la fine di un grande amore con Lucilla. II film ha prediletto l’aspetto poetico del personaggio, parlando soprattutto ai giovani , che di Andrea non sapevano nulla. Lo hanno scoperto nella sua profonda attualità, pericolosamente vicino alle loro ansie, utopie e speranze.

TERESA MARIA RAUZINO

Le foto della Mostra Vite imPAZienti
https://onedrive.live.com/?cid=7C9BAB46BDD4DBF9&id=7C9BAB46BDD4DBF9%212122

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