Il d’Araprì si beve … le gargamelle si sgranocchiano. Come chips!

Un raffinato evento di degustazione presso la Dimora Ottocentesca del Palazzo d’Araprì (San Severo) per festeggiare un progetto vincente di imprenditoria giovanile attuato nel cuore della Laguna di Varano

GARGAMELLE LOVE D’ARAPRÌ …

Il 28 settembre 2013 ore 20, presso la Dimora Ottocentesca del Palazzo d’Araprì (via Zannotti 30, San Severo)  un evento di degustazione per i gourmet più raffinati con un abbinamento tra il preziosissimo granchio molle del Gargano (il costo si aggira intorno a 70,00 € al Kg.!)  e i pregiati vini d’Araprì.

 

Festeggiare i risultati di un progetto di imprenditoria giovanile, realizzato grazie ai fondi della Regione Puglia ed europei, facendo incontrare due prodotti esclusivi per un evento di degustazione: “Gargamelle love d’Araprì”.

Un abbinamento tra granchi allevati dai fratelli Grimaldi e vini d’Araprì scelti personalmente da Girolamo D’Amico che metterà a disposizione le etichette Brut, Rosè e Riserva Nobile. Gargamella sta per granchio molle del Gargano: la rinomata “moleca” utilizzata per impreziosire le fritture di pesce.

La società Gargamelle s.r.l. di Cagnano Varano nasce nel marzo 2008 grazie al progetto intitolato appunto “Le Gargamelle: nuovi prodotti tipici sul Gargano”, finalizzato alla “tutela e la valorizzazione del territorio” e finanziato da “Bollenti Spiriti – Principi Attivi 2008” della Regione Puglia. Durante il primo anno di attività, la società si è dedicata al trasferimento del know how della molechicoltura (produzione di moleche da granchio verde) dall’ambito delle lagune venete alGargano.

Nel 2012 l’azienda “Gargamelle”, con il progetto “MOLEVAR Progetto Pilota per la produzione di moleche da Carcinus aestuarii: economia potenziale della Laguna di Varano”, ottiene il massimo punteggio attribuito dalla Regione Puglia nell’ambito del FEP 2007-2013, misura 3.5. Il progetto vede impegnata a tempo pieno la piccola azienda che realizza un impianto pilota nell’autunno 2013, coinvolgendo il CNR-ISMAR di Lesina.

«Il progetto MOLEVAR nasce dall’esigenza di diversificare l’attuale produzione nella laguna di Varano con una nuova attività alieutica: la molechicoltura, una pratica tradizionalmente diffusa nelle lagune venete – spiega Lucrezia Cilenti, responsabile scientifica del progetto – La laguna di Varano fino agli anni Sessanta ha sostenuto oltre 400 famiglie, grazie alle risorse del pescato. Dalla seconda metà del XX secolo, le attività acquacolturali sono la mitilicoltura e la venericoltura (coltivazione di mitili e di vongole). La produttività, fino alla prima metà del XIX secolo, era legata oltre che alla pesca, anche alle industrie di essiccazione e conservazione di alcuni pesci. Il potenziale alieutico, cioè dell’attività della pesca di questa laguna, una delle più vaste d’Italia, è scarsamente mobilitato. E’ vero che la popolazione locale continua da molti anni ad essere fortemente indirizzata verso l’economia lagunare, ma in forme organizzative di tipo tradizionale. Questo progetto pilota d’avanguardia mira a valorizzare una risorsa finora non sfruttata, e di farlo in modo ragionato, costituendo oggigiorno un volano verso lo sviluppo di un settore in crisi. La produzione dei granchi, mazanete e moleche, potrebbe diventare un importante settore di mercato. A tutt’oggi si tratta di una produzione di nicchia di tipo stagionale che potrebbe portare notevoli opportunità di sviluppo, volto a diversificare l’offerta da parte delle imprese di pesca visto che il valore commerciale delle moleche, in Veneto, attualmente si aggira intorno a  70,00 € al Kg.

Vi sono pochi lavori di tipo scientifico sulla produzione della moleca in Italia e la possibilità di approfondimento risulta alquanto ardua, da qui nasce l’interesse scientifico del CNR per questo progetto».

«Prodotti di nicchia esclusivi come le Gargamelle sono introvabili sul mercato e l’impegno e la dedizione per la loro produzione possono essere remunerativi solo se affiancati da altre produzioni.– precisano i soci fondatori Leonardo e Filly Grimaldi – Crediamo fortemente nel progetto “Oasi Gargamelle, sapori del mare dal Parco del Gargano”, cioè in un protocollo produttivo capace di seguire con cura non solo l’accrescimento ma anche la rifinitura dei prodotti. Etichettare i prodotti di alta qualità significa valorizzare la provenienza degli stessi e far arrivare nel piatto del consumatore prodotti pronti che necessitano di piccole fasi di lavorazione e che conservano ancora il sapore delle acque da cui provengono. Si può visitare l’Oasi Gargamelle in ogni mese dell’anno, per conoscere un modo di lavorare in stretta sinergia con la natura ma che si avvale anche di tecnici qualificati per ottenere il prodotto e soddisfare le richieste del mercato. Ci piacerebbe vedere presto scolaresche che visitano il nostro impianto e giovani che si avvicinano a questo mestiere».

Le Gargamelle sono granchi che stanno cambiando il guscio e proprio in virtù di questo mutamento risultano così tenere che si possono mangiare per intero. Per la degustazione del 28 settembre alle Cantine d’Araprì la chef Solly Tomasone, del Ristorante “L’Esca” di San Severo, preparerà come semplici aperitivi le gargamelle infarinate e fritte: «Le ho definite chips proprio per la loro “croccantezza”. Sono davvero una delizia! – dichiara la Tomasone».

Anche i vini delle Cantine d’Araprì nascono dalla scommessa imprenditoriale di tre amici (Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, da cui “d’Araprì”), suonatori di jazz con una immensa passione per il vino ereditata dai genitori, e che decidono di produrre spumante a San Severo, in provincia di Foggia, nel cuore della Daunia. Una scommessa vincente: il tre giugno 2013 a Roma si sono aggiudicati “l’Oscar Bibenda per il Miglior Vino Spumante Gran Cuvée XXI Secolo 2007 d’Araprì”.

L’idea che ci siamo fatti è che dall’Oasi Gargamelle i sapori della Laguna di Varano non finiscono mai.  Specie se abbinati ai prodotti di pregio della Capitanata come i vini!

Teresa Maria Rauzino

 

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