ESTATE 1943. LA FURIA DEVASTATRICE DELLA GUERRA COLPISCE FOGGIA

ESTATE 1943. LA FURIA DEVASTATRICE DELLA GUERRA COLPISCE FOGGIA

Autore: Teresa Maria Rauzino

 

L’estate del 1943 fu un’estate di sangue per la città di Foggia. La devastazione iniziò il 28 maggio con l’incursione di diciotto bombardieri provenienti dalla Libia con l’obiettivo di distruggere l’aeroporto “Gino Lisa”; seguirono altri bombardamenti il 30 e 31 maggio, il 20 giugno, il 15 luglio. Fino a quello terrificante del 22 luglio: 71 “fortezze volanti” decollate dall’Algeria colpirono il centro chimico militare, il comando tedesco, le caserme, la stazione ferroviaria, il deposito dell’Agip, numerosi palazzi civili. Migliaia di morti. 

Nuovo raid il 27 luglio, il 16 e il 19 agosto. Altre migliaia di morti. Il 25 agosto, 276 aerei ripresero i bombardamenti, così come il 9 e il 10 di settembre. I bombardieri anglo-americani devastarono la città anche dopo il 3 settembre, data in cui l’Italia firmò l’armistizio, reso pubblico solo l’8 settembre. Solo il 29 settembre i tedeschi si ritirarono. II numero delle vittime che Foggia dovette contare in quella stagione, ancora oggi incerto e diversamente quantificato, fu comunque altissimo. 

Saverio Russo, docente di storia moderna dell’Università di Foggia, in un’intervista rilasciata qualche anno fa al “Corriere del Mezzogiorno” (Foggia fa i conti con la sua memoria), contestò sia i dati 1957 dell’Istat, che censirono 700 vittime, sia i ventimila morti stimati dal Comune di Foggia. Questo ultimo dato (citato nella motivazione del conferimento alla città della medaglia d’oro al valore civile, consegnata nel 1959 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e dal presidente del Consiglio Antonio Segni) fu elaborato nel 1957 dal sindaco Vittorio De Miro d’Ajeta. All’epoca la situazione sociale di Foggia era drammatica: c’erano famiglie che vivevano in vere e proprie grotte. 

Calcare la mano sul numero delle vittime poteva servire a far apparire più grave il bilancio dei danni ed ottenere maggiori aiuti finanziari. In realtà, i morti sarebbero stati sette-ottomila. Gli Alleati bombardarono gli aeroporti occupati dai tedeschi. Quelle basi andavano distrutte: vi partivano i raid aerei contro le truppe alleate. A Foggia i tedeschi avevano accumulato in stazione treni carichi di munizioni e carburante. Gli attacchi alleati furono giustificati dalla necessità di distruggere anche questo pericoloso arsenale. 

Il Liceo- Ginnasio “Vincenzo Lanza” visse drammaticamente le conseguenze della «furia devastatrice della guerra»: sotto i Propilei della Villa Comunale morì il preside Matteo Luigi Guerrieri. Per iniziativa di un comitato cittadino, su una parete del Lanza, il 2 dicembre 1947 venne affissa una lapide commemorativa per ricordare il suo nome «alle aule della sua scuola, donde mosse gli ultimi passi il 22 luglio 1943, per consacrare col sangue sotto bombardamento aereo, pochi metri lontano, ventiquattro anni di dedizione ai giovani e agli studi». [Cfr. A. GUERRIERI, La città spezzata, Foggia, 2002]. 

Il Palazzo degli Studi fu danneggiato e poi occupato. Gli effetti dei bombardamenti furono descritti dal prof. Giovanni Iorio, preside incaricato del Liceo Lanza, in una drammatica relazione al Ministero della Pubblica Istruzione, conservata presso l’Archivio di Stato di Foggia. 

La relazione al Ministero, per quell’anno drammatico, venne stilata dal professor Giovanni Iorio. Il primo agosto 1943, il Regio Provveditore agli Studi lo aveva nominato preside incaricato del “Lanza” in sostituzione del titolare Matteo Luigi Guerrieri, “caduto” durante l’incursione aerea del 22 luglio.

Iorio premette che, nelle condizioni particolari in cui è venuto a trovarsi, non può né deve fare una relazione esauriente: «Non posso, perché mi mancano molti dati ed elementi di giudizio, a causa della perdita quasi totale degli atti d’ufficio, perdita causata da offese belliche; non debbo, perché l’attività scolastica dell’anno
1942-1943 è stata in massima parte assorbita dalla Gil».

Il Liceo “Lanza” aveva ospitato, dall’inizio dell’anno scolastico fino al termine delle lezioni, la Regia Scuola Media denominata “Palazzo degli Studi”, di complessive diciannove classi. Poiché le aule disponibili nella sede liceale non erano sufficienti, alcune classi furono “allogate” presso l’Istituto Tecnico “Giannone” e presso l’Istituto Magistrale “Poerio”, sempre nel Palazzo degli Studi. La sede del “Lanza” era fornita del necessario arredo nuovo e moderno, che nel 1937-1938 aveva sostituito quello obsoleto, ma a causa dell’incursione aerea del 22 luglio 1943, per lo scoppio di bombe nel cortile ed in altri punti a breve distanza dall’edificio, tutti i vetri delle finestre vennero infranti e quasi tutti gli infissi furono scardinati.

Il professor Iorio, dal 1° agosto 1943, data in cui venne nominato alla presidenza del “Lanza”, si mise immediatamente all’opera insieme al personale di segreteria e ausiliario per riordinare la scuola, riparando i gravi danni subiti. Aveva ripristinato il normale funzionamento della segreteria e della presidenza, quando l’incursione aerea del 19 agosto 1943, «la più ruinosa effettuata su Foggia », lo sorprese intento al lavoro nell’ufficio di segreteria. Quando l’allarme scattò, alle dodici e cinque minuti, Iorio insieme al personale in servizio fece appena in tempo, «a stento», a ripararsi nel vicino rifugio del palazzo dell’Opera Nazionale Combattenti.

Questa ennesima incursione aerea apportò ulteriori gravissimi danni alla sede scolastica: un’aula e parte del gabinetto di scienze, centrate in pieno da una bomba, furono completamente distrutte; un’altra bomba, scoppiata a breve distanza dal Palazzo degli Studi, ne ostruì quasi completamente l’ingresso dalla Villa Comunale. Nella segreteria e nella presidenza era tutto sottosopra: carte e documenti in disordine, confusi fra le macerie. Nei corridoi, nelle aule, dovunque materiale di ogni specie “proiettato” dalla forza d’urto delle bombe. Tutto l’arredo fu danneggiato. Il personale in servizio cercò di salvare non solo la propria vita, ma anche le dotazioni più costose ed i documenti della scuola. Invano.

Con un toccante racconto, il preside Iorio “rivive” quei momenti convulsi. La testimonianza è a tratti drammatica: «Riuscendomi impossibile da solo, nella morta città abbandonata da tutti i cittadini e da tutte le autorità italiane, procedere al recupero del materiale scientifico e scolastico dell’Istituto, ricorsi per aiuto all’Autorità comunale di Foggia, trasferitasi nella vicina Troia; e s’era disposto di trasportare in Troia quanto materiale scolastico fosse stato possibile con autocarri messi a disposizione dalla predetta autorità comunale, quando, sopraggiunto l’armistizio, l’8 settembre 1943, non fu più possibile attuare alcun recupero, poiché i Tedeschi si impadronirono di tutti i mezzi di trasporto, impedendo ogni traffico».

Dopo l’armistizio, i locali dell’Istituto furono invasi e saccheggiati dalle truppe tedesche. Il Palazzo degli Studi subì ulteriori danni a causa delle mine che i nazisti fecero scoppiare, nella notte dal 26 al 27 settembre 1943, a poca distanza dall’edificio, per ostacolare l’entrata da via Bari degli Alleati a Foggia.

Continua il preside Iorio: «Il giorno 25 settembre 1943, profittando della ritirata dei Tedeschi, da Troia, dove avevo trasferito l’Ufficio di presidenza e di segreteria, che vi funzionò dal primo al trenta settembre 1943, con mezzi di fortuna, insieme col bidello custode Tufo Orazio, incaricato segretario, raggiunsi Foggia; e riuscii di persona a portare via dalla Presidenza e dalla Segreteria dell’Istituto i registri d’iscrizione degli alunni, i registri di esami ed alcuni atti d’Ufficio e a qtrasportarli con un carretto nel comune di Troia, salvando così la posizione scolastica di tutti gli alunni iscritti al Liceo “Vincenzo Lanza” e alla Regia Scuola Media “Palazzo degli Studi”. Dopo la liberazione di Foggia da parte degli Alleati, avvenuta il 27 settembre 1943, rientrai in Foggia, sempre insieme con il segretario incaricato Tufo Orazio e, trovata occupata dalle truppe Alleate la sede del Regio Liceo-ginnasio, trasferii l’ufficio di presidenza e segreteria in casa mia, Piazza Lanza 77 in Foggia, dove detto Ufficio incominciò a funzionare il primo ottobre 1943 e dove ha funzionato ininterrottamente e dove tuttora continua a funzionare. 

Nei locali dell’Istituto mi è stato possibile entrare, durante l’occupazione delle truppe Alleate, occupazione che continua tuttora, due volte, col permesso dell’AMGOT (era l’organismo militare delle Nazioni Unite preposto all’amministrazione dei territori occupati dagli Alleati, ndr)., insieme col segretario Tufo e con i bidelli Marinaccio, Fuiano, Paolella e Scocca, e propriamente il 24 e il 30 ottobre 1943, e mi fu concesso di poter recuperare della cancelleria e dei registri in bianco».

L’arredo scolastico del Regio Liceo-ginnasio “Lanza” e della Regia Scuola Media “Palazzo degli Studi” andò tutto perduto, come l’impianto micro-radiofonico Geloso installato cinque anni prima. Tutta la dotazione dei gabinetti di fisica e scienze fu distrutta a causa dei bombardamenti aerei e dei saccheggi. Lo stesso accadde per l’arredo della sala dei professori, per i 5.305 volumi della biblioteca e i 40 scaffali su cui erano posti. Dall’8 settembre 1943 in poi furono bruciati o saccheggiati. In tutte le classi vi erano delle bibliotechine, che funzionavano fino al termine delle lezioni. Anche queste furono distrutte.

Gli alunni iscritti al Ginnasio superiore e al Liceo, che nel 1941-1942 erano 436, nel 1942-1943 avevano raggiunto quota 521. Le classi del Liceo erano dieci (tre corsi completi, A, B e C più la classe collaterale prima D liceale), quelle del Ginnasio superiore sette (tre corsi completi, A, B e C più la classe collaterale quarta D). Nel caotico clima di guerra, durante l’anno scolastico 1942-1943, si erano svolte comunque esperienze di scuola-lavoro, con gli studenti organizzati in squadre. Le esercitazioni furono di tipo artigiano (lavorazione del legno) e di tipo agricolo. 

Le prime si svolsero nel laboratorio di falegnameria dell’Istituto, le seconde nel terreno concesso in fitto e a mezzadria dal Consorzio Viticoltori di Capitanata. La durata della lezione ridotta a tre quarti d’ora, il lungo periodo di vacanze invernali, i frequenti allarmi per incursioni aeree, non consentirono ai docenti di completare lo svolgimento dei programmi. Furono tuttavia «frustrati i tentativi» di quei candidati che ritenevano di approfittare delle condizioni di stato di guerra «per carpire un titolo di studio». 

Particolare vigilanza fu usata per i candidati agli esami di ammissione al Liceo, per impedire che iniziassero tale corso elementi incapaci o insufficientemente preparati.

Gli esami di maturità diedero i seguenti risultati: nello scrutinio finale dei sessantadue alunni interni, cinquanta furono dichiarati maturi, uno respinto, undici rimandati. Nella seconda sessione furono dichiarati maturi otto studenti, tre risultarono assenti. Essendo i locali del “Lanza” occupati dalle truppe alleate, gli esami di idoneità e promozione alle classi del Liceo e gli esami di maturità e di ammissione della sessione autunnale si svolsero, per disposizione del Provveditore agli Studi, dal 21 al 31 dicembre 1943 a Lucera, presso l’Istituto “San Leonardo”, e dal 31 gennaio al 7 febbraio 1944 a Foggia, nei locali dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, in piazza Federico II.

Il preside incaricato Iorio chiude la sua relazione al Ministero con una sconsolata riflessione: «Dopo i bombardamenti avvenuti a Foggia, tutta l’attrezzatura dei laboratori dell’Istituto andò perduta, come furono perduti, perché distrutti o saccheggiati, le suppellettili scolastiche, gli impianti di qualsiasi specie, il materiale dei gabinetti di fisica e di scienze, la biblioteca della scuola. Questa relazione finale dell’anno scolastico 1942-43 purtroppo dovrebbe propriamente dirsi relazione della fine di un Istituto colpito dalla furia devastatrice della guerra».

2013 TERESA MARIA RAUZINO 

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2 Comments

  1. Buongiorno è possibile sapere come vennero divise le province in comandi militari tedeschi a Sud di Roma?
    çe province di foggia, avellino, potenza, matera, napoli, frosinone, latina, ecc… come vennero accorpate in comandi tedeschi?

    Ad esempio: Perugia, Terni e Rieti furono unite con un unico comando a Perugia
    Ad esempio: Grossetto e Viterbo unite con il comando a Viterbo.

    le province sopra citate del sud come vennero divise?

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