IL CONTRIBUTO DI AMELIA RABBAGLIETTI AL CENTRO INTERNAZIONALE DELLA MUSICA E CANZONE POPOLARE

 

 

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Il prof. Ferdinando Liuzzi (per la Commissione Musicale) e il presidente del CNIAP Emilio  Bodrero in una lettera datata Roma,  25 gennaio 1933 –XI avente per oggetto: “Inchiesta sulla musica popolare” comunicarono al Podestà di Foggia Alberto Perrone (presidente dell’OND e del Comitato Nazionale italiano per le arti Popolari di Capitanata) che il Comitato si era  prefisso, fra i suoi compiti importanti e urgenti, di raccogliere  e conservare tutto ciò che ancora era rimasto nella tradizione del popolo italiano in materia di musica popolare:  melodie solistiche e corali,  danze ed altri motivi strumentali, modulazioni di venditori, ecc. Ciò, sia per salvare, fin dove ancora era possibile, un patrimonio artistico che stava rapidamente scomparendo, sia per collaborare, nella parte concernente l’Italia, alla formazione di un “Centro Internazionale della musica e della canzone popolare” con sede nel nostro paese. Inviavano pertanto un questionario, con la viva preghiera di inoltrarlo a persone competenti che potessero debitamente riempirlo con  indicazioni sui canti popolari pugliesi:  ispettori o maestri elementari,  medici condotti, parroci ed in generale quelle persone colte che avevano più contatti con la vita popolare. Si raccomandava ai compilatori della scheda di non limitarsi solamente all’indicazione dei dati richiesti per ciascuna canzone, ma quando fosse possibile e  si trattasse di melodie non ancora comprese nei repertori editi, di procurarsi “la genuina trascrizione sui pentagrammi musicali al verso della scheda”. Si raccomandava anche di aggiungere le parole del testo completo.

Il questionario, allegato alla lettera, dettava le seguenti istruzioni:

  1. Compilare un elenco, il più completo possibile, dei Musei, Archivi, Biblioteche e altre Istituzioni pubbliche dipendenti dallo Stato, dalla Provincia, dai Comuni, che posseggono collezioni di musica popolare, opere, cataloghi, libri, riviste, manoscritti, ecc relativi alla cultura popolare.
  2. Compilare un elenco, più completo possibile, delle Istituzioni private e delle società scientifiche che posseggono collezioni ed elementi di documentazioni della stessa materia.
  3. Indicare di ogni istituto privato e pubblico il campo di ricerche scientifiche e le regioni geografiche alle quali si riferiscono le collezioni raccolte.
  4. Servirsi delle collezioni conservate negli istituti pubblici e privati, di cui sopra, per compilare delle raccolte di musica e melodia popolare registrata con il fonografo, il grammofono o il film scelto. Unire a tali elenchi una bibliografia nelle melodie raccolte. Per ciascuna di queste collezioni rispondere alle seguenti domande: 1. Qual è il numero dei cilindri, dischi o films? 2) Fra questi cilindri, dischi e films quali sono stati preparati da specialisti secondo metodi scientifici? 3) Quali di essi sono stati registrati sul luogo? Quali sono stati controllati dagli specialisti di musica che si occupano in particolar modo della canzoni popolari? 4) qual è il numero dei cilindri, dischi e films trascritti.
  5. Compilare la lista delle collezioni di musica e delle melodie popolari, annotate da musicologi specializzati e non registrate con procedimenti meccanici, scegliendone gli elementi tra le collezioni conservate negli istituti sia pubblici che privati. Aggiungere a tale lista una bibliografia delle edizioni così raccolte. Per ognuna di tali collezioni rispondere alle seguenti domande: 1) Qual e il numero delle melodie raccolte sul luogo? 2) Qual è il numero delle melodie raccolte in pubblicazioni, studi, ecc.
  6. Per quanto saperne più particolarmente le edizioni delle melodie indicate sotto i numeri 4 e 5 è bene enumerare. a) Le edizioni puramente scientifiche senza armonizzazione B) La mancanza di collezioni armonizzate, sempre se le melodie che esse contengono non sono state alterate e trasformate e mantengano intatto il loro valore scientifico.
  7. Compilare una bibliografia delle opere importanti che si riferiscono ai luoghi presi in esame con particolare riguardo: a) al metodo di investigazione, di classificazione e d’organizzazione delle collezioni riguardo alla musica e alla canzone popolare. B) alla teoria, storia, relazioni, influenze, rapporti di affinità, ecc della musica popolare. C) alle opere di carattere etnografico, geografico e  folklorico, riguardanti melodie di feste popolari, danze, costumi, ecc.
  8. Disegnare una carta geografica, mettendo in evidenza i luoghi in cui furono raccolte le melodie popolari conservate nelle collezioni enumerate sotto i numeri 1 e 2.
  9. Compilare l’elenco dei nomi ed indirizzi degli specialisti che si sono occupati della raccolta delle canzoni ordinandole nelle collezioni enumerate sotto i numeri 1 e 2. 

 

Si pregava di inviare le risposte alla Segreteria del CNIAP – Ministero della Giustizia – Via del Conservatorio. Alla stessa potevano essere richieste altre copie di schede e tutte le informazioni eventualmente desiderate.

Ferdinando Liuzzi, ispiratore della lettera e del questionario inviati a Perrone, era un musicologo di livello internazionale. L’insegnamento “musicale” presso la Facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma era iniziato nel 1926, proprio quando fu conferito a Liuzzi la prima cattedra di Estetica e Storia della Musica, e fu contemporaneamente fondato l’Istituto di Storia della musica, di cui lo stesso Liuzzi fu nominato direttore. Pianista e compositore, i suoi interessi culturali vertevano sulla musica del Medioevo, in particolare sui rapporti tra la musica e le lingue latina e romanze. I due volumi dedicati alla trascrizione ed allo studio della lauda duecentesca, pubblicati nel 1935 dalla Libreria dello Stato, sono ancora oggi una pietra miliare nel campo della musicologia medievale. Nell’ottobre 1938 le leggi razziali tolsero a Liuzzi insegnamento e attività scientifica. Morì due anni dopo.

Emilio Bodrero, presidente del CNIAP (Comitato Nazionale Italiano Arti Popolari), in una comunicazione datata Roma 1-6-33 XI, e inviata a  Perrone,  comunicò di avere provveduto alla spedizione delle 100 schede richieste. Lo pregò di interessarsi presso le persone incaricate della raccolta delle canzoni popolari della Provincia, “affinché non tralasciassero di registrare le possibili variazioni contenute nelle diverse interpretazioni di una medesima canzone. Sarebbe stato poi compito del musicologo e del tecnico incaricato di esaminare e scegliere il materiale raccolto, trovare “il testo genuino” di ogni canzone e separarlo dalle eventuali sovrapposizioni.

Il vice-Presidente del CNIAP Emilio Beretta, Direttore Generale dell’OND (Opera Nazionale Dopolavoro) Comitato Nazionale italiano per le arti Popolari, in una lettera datata  Roma 26 giugno 1933 XI, comunicò ad Alberto Perrone che da Foggia erano pervenute dieci schede relative all’inchiesta sulla Musica popolare. Ringraziandolo del valido contributo apportato dal Comitato foggiano per le Arti popolari al  lavoro, lo pregava di esprimere il suo compiacimento alla prof. Rabbaglietti e al Prof. Renzulli che avevano provveduto alla trascrizione delle suddette schede.

Amelia Rabbaglietti, nata a Foggia nel 1918,  era una poetessa dialettale istruita e colta, amante della sua terra, del folklore e delle tradizioni popolari che ricercò per tutta una vita. Compose almeno venti operette, commedie, scene, scenette e quadretti che con il resto della sua produzione e delle sue ricerche portò in giro per l’Italia in qualità di Direttrice Tecnica dell’OND per il Folklore (di Foggia). Fu segretaria al Regio Liceo Lanza, poi Direttrice di una scuola elementare privata.

 TERESA MARIA RAUZINO

 

La foto di Amelia Rabaglietti è tratta dal sito di Tonio Sereno:  http://toniosereno.altervista.org/AmeliaRabbaglietti.html

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