NEL 1955, 1956 E 1968 TERRIBILI NUBIFRAGI E ALLUVIONI MISERO K.O. PESCHICI (E NON SOLO)

Articolo tratto da IL GARGANO 25 Ottobre 1955
IL PROMONTORIO FUNESTATO DA NUBIFRAGI E ALLUVIONI

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L’alluvione dei giorni scorsi ha provocato all’agricoltura garganica danni ammontanti a centinaia di milioni.
Infatti il quadro della situazione può così riassumersi: in parte sommerso dalle acque e dal fango ed in parte asportato il prodotto vinicolo: totalmente caduto dalle piante ed integralmente asportato dalla violenza delle acque il residuo del prodotto olivario, già distrutto per il 90-99 per cento dalla mosca olearia; allagato e sommerso il prodotto orticolo: irrimediabilmente danneggiati i lavori preparatori dei sativi e deformata la conformazione di molti di questi ultimi; danni notevoli, ancora, per crolli ed avulsioni di piante muri di recinzione e di sostegno, opere d’arte ed intere recenti piantagioni e per morte di bestiame.
Inoltre la strada statale n. 89 sia sul tratto Vieste-Rodi Garganico, è stata interrotta. E per quanto la viabilità sia stata prontamente ripristinata dall’ANAS permangono tuttora cumuli di detriti nei pressi del Tratturo Mascherizza ed in prossimità del villino Cibelli, in agro di Rodi.
Ma i danni sopra lamentati assumono una risibile entità di fronte a quelli cagionati dal nubifragio scatenatosi la notte del 13 ottobre nella zona di territorio compresa fra la piana di Carpino e Cagnano. Infatti nel tratto a valle percorso dal torrente “Varano”, quasi sempre a secco, una massa enorme di detriti di fango e pietrisco è discesa dalla montagna friabile e come una valanga ha invaso violentemente il piano traversato dalla ferrovia e dalla strada garganica distruggendo ogni opera. I tralicci di sostegno della linea elettrica sono stati abbattuti tanto che in molti tratti fili e binari sono rimasti sospesi nel vuoto: la “nazionale” per circa 50 metri ha ceduto ed un ponte è completamente scomparso.
La ferrovia garganica ha subito danni per centinaia di milioni e se lo stato (cui appartengono il materiale rotabile, le opere d’arte e gli impianti fissi) non interviene con massicce sollecite sovvenzioni, la interruzione del traffico si protrarrà “sine die” e sui binari della tratta Cagnano-Calenella crescerà l’erba. Intanto è in corso di costruzione. Ad opera dell’Anas, in collaborazione con l’ispettorato della M.C., un passaggio a guado sul torrente Varano che dovrà allacciare, in via provvisoria, i due tronchi della statale 89. Le località di Rodi Garganico, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Peschici e la Foresta Umbra sono tagliate fuori da ogni comunicazione diretta col capoluogo e con i paesi oltre la frattura del Varano. Le popolazioni dell’estremo versante nord possono accedere a San Severo e Foggia attraverso la strada Vico-Valle Carbonara-San Giovanni_ San Marco oppure attraverso la cosiddetta Isola, cioè la lunga striscia di bosco a fondo arenoso che da Foce Varano porta a Foce Capoiale ed all’ex Idroscalo di S. Nicola Imbuti.
Notevole, in tanto disastro, il disinteresse di tutte le autorità provinciali.

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L’acqua del nubifragio del 1-2.3- dicembre del 1956 allagò tutte le abitazioni-grotte di Peschici che furono evacuate e ne fece crollare un centinaio. Cento furono gli sfollati e i senzatetto.
Questa notizia è sulla prima pagina dell’Unità del 4 dicembre 1956

Per lo straripamento dell’Ofanto e di altri torrenti
Salvataggi dai cascinali isolati. Valanghe di pietra trascinate dalle acque. Centinaia di senza tetto. Ingenti danni anche nella provincia di Bari

GRAVI DANNI ALLE COLTURE NEL TAVOLIERE, ALLAGATO FINO ALLA PERIFERIA DI FOGGIA

Dal nostro corrispondente
Foggia 3 febbraio 1956
Le piogge torrenziali che per 48 ore hanno martellato la nostra provincia hanno provocato lo straripamento dei fiumi Ofanto, Cervaro, Carapelle; Celone e Candelaro, allagando vastissime zone del Tavoliere. Solo stasera le acque che avevano bloccato quasi tutta la rete stradale del Tavoliere, provocato l’allagamento di migliaia di ettari di terreno, isolato centinaia di case coloniche, raggiungendo anche un metro e mezzo di altezza, hanno cominciato a defluire. Ma per due giorni, la situazione ha avuto aspetti drammatici. I contadini delle case coloniche sono stati presi d’assalto dalle ondate della piena e hanno cercato rifugio sui tetti, dove sono stati tratti in salvo nella mattinata di ieri e stamane dal 32° Corpo dei Vigili del fuoco, il quale da 60 ore lavora ininterrottamente per porre in salvo vite umane, capi di bestiame e masserie. Il traffico stradale della adriatica n. 16 è rimasto interrotto in più punti fino a questa sera: lo stesso si dica per la appulo-molisana. Ancora interrotta è la Manfredonia –Zapponeta, per il crollo del ponte Rivoli. Anche il ponte Cervaro, situato all’altezza della borgata agricola Incoronata, è stato sommerso dalle acque e tutti i terreni circostanti sono rimasti allagati.
Gravi danni hanno provocato pure le pietre trascinate dai torrenti, che hanno isolato interamente i borghi agricoli di Mazzanone e Palazzo d’Ascoli, raggiunti nella mattinata di oggi dai vigili del fuoco e dalle squadre di salvataggio. A Palazzo d’Ascoli, dopo 4 ore di lotta con le acque i vigili del fuoco hanno tratto in salvo 35 persone che si erano rifugiate sul tetto di un silos; fra gli scampati erano 15 bambini di tenera età, ridotti in uno stato pietoso a causa della pioggia e del freddo.
L’opera di soccorso, durato tutta la nottata di ieri e continuata oggi, è stata ostacolata dai rigori della temperatura, che ha segnato tre gradi sotto zero, e da un violento vento di tramontana. Decine di crolli di case e frane che minacciano interi quartieri vengono segnalati da numerosi paesi del Gargano e del sub-appennino. A Vieste, a Peschici e Troia la situazione è tuttora allarmante. Da Vieste si ha notizia che, a causa di una violentissima tempesta, i marosi irrompono in alcune strade della città allagando molti edifici. A Peschici tutte le grotte sono state evacuate e cento sono i senzatetto a causa di alcuni crolli.
A troia, dove una grossa frana minaccia un intero quartiere, sono state sgomberate, su ordine delle autorità, cinque abitazioni occupate da altrettante famiglie, altre famiglie sono state minacciate da un vecchio edificio scolastico pericolante, abitato da una quarantina di nuclei familiari.
A Foggia la situazione non è allarmante ma desta preoccupazione. La periferia della città è allagata, mentre anche molte grotte sono state invase dalle acque.
Negli ospedali del Capoluogo e in quelli della provincia sono stati ricoverati centinaia di feriti e infermi, in gran parte contadini e bambini, costretti ad abbandonare le case perché invase dalle piene.
Ancora non è possibile fare un bilancio approssimativo dei danni, che comunque sono ingentissimi.
Il maltempo ha provocato gravi danni anche in provincia di Bari, a Barletta e Canosa di Puglia, dove sono rimaste allagate vaste zone. Centinaia di ettari di terra sono stati letteralmente sommersi dalle alluvioni, con la conseguente distruzione di ortaggi e vigneti.

Giacinto di Leo
L’Unità 4 dicembre 1956

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Ecco la notizia del nubifragio del 1968 a Peschici, che provocò oltre all’esondamento dei canali nella Piana di Peschici (per fortuna allora poco abitata), l’alluvione al campeggio di san Nicola:

12 Domenica 25 Agosto 1968 LA STAMPA
Anno 102 –
Numero 192
« Furiosa ondata di maltempo nell’Italia del Sud Tendopoli devastata da un temporale a Peschici: un morto e numerosi feriti La vittima è una bimba non ancora identificata – Il camping è stato investito da un’ondata di detriti alta un metro, piombata dalle colline –

“(Dal nostro corrispondente) Foggia, 24 agosto 1968. (c.)
Un temporale di inaudita violenza si è abbattuto su Peschici provocando una vittima, numerosi feriti e gravissimi danni in una tendopoli di Punta San Nicola, dove l’acqua, scesa tumultuosa dalle pendici circostanti, ha letteralmente devastato il camping mettendo in serio pericolo la vita di tutti i 360 campeggiatori. Il nubifragio sulla zona è iniziato poco dopo le 10 e ben presto gli ospiti della tendopoli, dove l’acqua già raggiungeva il mezzo metro, hanno dovuto cercare riparo nei punti più alti e nei bungalow. Verso le tredici quando ormai pioveva ininterrottamente da tre ore, un’ondata di detriti alta un metro scesa dalle colline circostanti ha investito il camping spazzando tutto quello che trovava sul suo cammino. Una bimba, di circa dieci anni, (non ancora identificata) che si trovava sui gradini di un bungalow è stata travolta dall’ondata e sepolta. Una donna, Lucrezia Bisiccio, di 45 anni, anch’essa investita dalla massa di detriti, ha riportato la frattura della colonna vertebrale. Mentre sulla zona continuava a piovere a dirotto sono giunti i carabinieri di Peschici che hanno portato i primi soccorsi. Quindi sono affluiti altri militi e vigili del fuoco di Foggia, di San Giovanni Rotondo, Lucera, San Severo e Cerignola. Si spera che con l’impiego di pale meccaniche e ruspe si possa riattivare il transito degli autoveicoli. Da Foggia è giunto anche il vice prefetto dott. Michele Carneglia per il coordinamento degli interventi di soccorso”.

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