LUIGI SCHINGO, UN ARTISTA DA RICORDARE (articolo di Francesco Sessa)

Luigi Schingo nacque a San Severo il 4 marzo del 1891. La storia della sua vita è scandita dai tragici eventi delle due Guerre mondiali: scopre il suo talento e frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Napoli dove Domenico Morelli e Filippo Palizzi hanno già realizzato la loro riforma, ma l’ingresso ufficiale di Schingo nel mondo dell’arte avviene già nel 1913: a soli ventidue anni, viene ammesso con tre opere alla Esposizione internazionale di Firenze.

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GLI ANNI TRA LE DUE GUERRE MONDIALI
Schingo parte come soldato per la Prima Guerra mondiale, facendo ritorno dopo quattro anni per ricoprire il ruolo di insegnante nella Scuola tecnica di San Severo.
In questa prima fase, che potremmo definire della “fioritura artistica”, Luigi Schingo darà il meglio di sé stesso, è giovane, ambizioso e vuole il successo che sa di meritare: nel 1921 vince il concorso per il Monumento ai Caduti di Veroli e si propone per il Monumento ai Caduti di San Severo; il bozzetto viene accettato dalla commissione ma l’opera realizzata sarà quella dello scultore Amleto Cataldi
Si trasferisce a Molfetta dove si imbatte in una Puglia diversa dai paesaggi piatti e monotoni del Tavoliere: marine, barche di pescatori ormeggiate nel porto, processioni sacre e tradizioni differenti; nuovi orizzonti e anche amicizie importanti; svolge la attività di professore di disegno nella Real Scuola Tecnica.
Partecipa alla Prima Mostra provinciale di Belle arti e di Arti applicate in Foggia con tre sculture ed undici dipinti, ottenendo la Medaglia d’argento del Ministero della P.I. e l’acquisto di un quadro per la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma; nel 1923 è presente alla Prima Mostra d’Arte Moderna, allestita presso l’istituto di Belle arti di Foggia.
Luigi Schingo disegna la copertina del catalogo della Prima Mostra di Artisti pugliesi in Palazzo Salviati a Roma e la Regina Elena acquista sette suoi quadri.
La sua carriera artistica continua nel 1925 con l’Esposizione alla Biennale di Milano ed alla 2° Mostra internazionale delle Arti decorative di Monza; espone nel 1926 alla II Biennale di Lecce e alla Prima Mostra d’arte marinara a Roma.
Esegue nel 1927 il Monumento in bronzo dedicato al Papa Pio XI, nel Seminario pontificio regionale di Molfetta; il Papa Pio XI volle ricevere in udienza l’artista per congratularsi con lui dell’opera realizzata.
Nel 1928 esegue il Monumento in bronzo nella Villa comunale di Foggia nel centesimo anniversario della nascita di Lorenzo Scillitani.
Vince il concorso nazionale per il Monumento dei Caduti di Lavello (Potenza), dove verrà realizzato quel bozzetto che non si era potuto collocare nella sua città e partecipa alla Mostre di Milano e di Roma.
Soltanto nel 1928, all’età di trentasette anni, tiene nel Circolo Artistico di Bari in Palazzo Fizzarotti la sua prima mostra personale; nel 1929 tiene la sua seconda mostra personale nel Circolo artistico di Roma, presentato da Alfredo Petrucci; in Volturara appula realizza il Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale.
Nel 1930 esegue la scultura “Il lanciatore di palla vibrata”, opera destinata al Foro Mussolini in Roma, ma l’opera non verrà selezionata dalla commissione con grande rammarico dell’artista.
Partecipa alla 1° Quadriennale d’arte presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma; il Ministro dell’Educazione Nazionale lo nomina nel 1932 regio ispettore onorario ai Monumenti.
Nel 1933, Luigi Schingo diventa Segretario Provinciale del Sindacato fascista dei Professionisti e degli Artisti e partecipa alla I° Mostra Nazionale dei Sindacati Fascisti di BB.AA. di Firenze, presentando la scultura “Ritratto di mia madre” e l’olio “La trebbiatura nel Tavoliere”.
Il 3 novembre del 1934 si tiene la mostra in via Margutta a Roma; dal 1936 al 1938 Luigi Schingo è Direttore della Scuola di avviamento professionale di Lanciano.
Nel 1937 si tiene a Foggia, nel Palazzo del Podestà, la I Mostra d’arte della Sezione Provinciale del Sindacato Fascista BB.AA. di cui Luigi Schingo è presidente del comitato.
Il 3 dicembre 1937 si inaugura il Teatro comunale di San Severo; le decorazioni sono eseguite, sulla base dei disegni del progettista, Accademico d’Italia Arch. Ing. Cesare Bazzani, da Luigi Schingo che si costituì come impresa in sostituzione di quella appaltatrice dei lavori edili.

GLI ANNI DEL DOPOGUERRA
Nel marzo del 1939 Luigi Schingo si trasferì a Roma, dove visse fino al giugno del 1947, con l’incarico di Direttore della Scuola di avviamento professionale.
Nel 1942 partecipa con un paesaggio alla X Mostra sindacale del Lazio a Roma, nelle sale della Galleria nazionale di arte moderna, insieme a Gino Severini, Mario Mafai, Emanuele Cavalli, Orfeo Tamburi, Domenico Purificato, Afro Basaldella, Toti Scialoja e Giuseppe Capogrossi; tutti artisti che sarebbero entrati a far parte della Storia dell’arte moderna italiana.
Il ritorno in Capitanata nel 1947 segna l’inizio della seconda fase della sua vita: sono gli anni che lo vedono isolato, lontano dalle sedi del dibattito artistico e sarà vano il tentativo dell’artista di superare i limiti della sua collocazione geografica, esponendo a Milano, Roma, Napoli, Perugia, Asti, Sassari, Sondrio, Alghero, Matera, Bari e Foggia, in un vortice di mostre personali e collettive, pur rimanendo sempre estraneo ad ogni moda e rifiutando qualunque teoria rivoluzionaria nel campo delle arti, ricercando invece la sua ispirazione artistica nella esperienza concreta e diretta della realtà della sua terra di origine.
Non viene dimenticato il ruolo avuto nel passato regime e, sovente, l’artista dovrà fare spazio a chi si era saputo riciclare, cambiando in corsa il colore della propria casacca; saranno le gerarchie della Chiesa ed il partito della Democrazia cristiana i suoi principali referenti e committenti e, ma essi non potranno giovargli in un quadro che, in provincia di Foggia, era dominato dai partiti di sinistra: per queste ragioni, saranno lenti ma inevitabili il declino e l’isolamento.
Espone a Roma nel 1948 alla Rassegna nazionale delle Arti figurative ed a Milano nella Galleria Bolzani; nel 1950 partecipa alla Mostra d’arte degli Amici dell’Arte di Foggia; partecipa nel 1953 alla Mostra del Mezzogiorno di Roma; a Napoli, presso la Galleria “Il Ponte” dal 16 al 27 aprile del 1956; partecipa alla esposizione “Maggio di Bari.
Nel 1958 esegue nella Cattedrale di San Severo il Monumento in memoria del Vescovo S.E. Mons. Oronzo Durante; realizza il busto in bronzo, nella Villa comunale di Manfredonia, del Prof. Matteo Carpano ed espone presso la Galleria “Il Camino” a Roma, mostra inaugurata dall’ On. Aldo Moro; esegue nel 1959 il Monumento dedicato al Vescovo Agostino Castrillo, nella Chiesa di Gesù e Maria in Foggia, ed espone presso la Galleria “Mediterranea” di Napoli.
Partecipa al Concorso per il Monumento ad Umberto Giordano ed espone presso il Palazzetto dell’Arte in Foggia; nell’aprile del 1963, tiene una mostra personale alla Galleria Piccinni di Bari e partecipa alla Mostra di pittura sul paesaggio pugliese; mostra personale a Sondrio; nello stesso anno realizza a San Severo il Battistero della Chiesa di San Giovanni Battista.
Esegue nel 1965 il busto in bronzo di Dante Alighieri presso il Liceo classico di Salerno; partecipa alla Biennale di Arte sacra di Bologna del 1966; mostra personale a Matera; a Bari, in occasione della inaugurazione del bassorilievo dedicato a Domenico Cirillo presso il Convitto Nazionale, Luigi Schingo viene presentato dal Magnifico Rettore dell’Università, prof. Pasquale Del Prete.
Mostra personale a Roma, nel 1967, presso la Galleria “La Paolina”; mostra personale a Napoli, nel 1968, presso la “Galleria Mediterranea” in cui espone il ritratto ad olio dell’Arcivescovo di Napoli; partecipa alla VI Rassegna biennale di Arti figurative di Roma e del Lazio.
Realizza nel 1969, nell’aula magna dell’Istituto tecnico “Pietro Giannone” di Foggia, l’altorilievo in memoria della Medaglia d’oro Giuseppe Albanese Ruffo e il monumento funebre dedicato alla Medaglia d’oro Gen. Matteo Palmieri nel cimitero di Sannicandro garganico.
Mostra personale nel Salone del Palazzo della provincia di Sondrio; nel mese di maggio, Luigi Schingo viene invitato, in occasione della Fiera internazionale dell’agricoltura di Foggia, a tenere presso il Palazzetto dell’arte una esposizione delle sue opere che viene inaugurata dal Presidente della Camera dei Deputati On. Sandro Pertini.
Mostra personale di Luigi Schingo presso la Galleria “Giosi” in Roma; altorilievo in bronzo nella Casa del S. Cuore di Gesù a Sant’Agata di Puglia; mostra personale ad Alghero nelle sale dell’Ente autonomo di soggiorno e turismo.
Il 24 maggio 1971, viene inaugurata la Mostra personale nel Salone del Palazzo della provincia di Asti; realizza, alla età di ottanta anni, il Monumento ai Caduti nella piazza di S.Agata di Puglia; gli viene assegnata la Medaglia d’argento della Mostra del Titano; dal 16 al 26 ottobre si tiene una mostra personale a Perugia.
Nel 1972 la Galleria d’Arte ‘Ranno’ di Cuneo festeggia con una mostra i suoi sessantacinque anni di attività artistica; il 18 aprile viene inaugurato il suo Monumento ai Caduti nella piazza di Accadia; nel maggio del 1973, l’Amministrazione comunale di San Severo, organizza nel Teatro Comunale una sua mostra di centocinquanta opere.
La “Gazzetta del Mezzogiorno” annuncia la morte di Luigi Schingo avvenuta il 2 marzo del 1976.
Nel suo libro su Luigi Schingo, Raffaele Iacovino così ha scritto: “Ricordo il giorno del rito funebre nella chiesa di San Giovanni Battista. C’erano solo i famigliari, un gruppetto di amici e qualche ammiratore. Dietro di lui c’era il vuoto. San Severo era assente. Un’assenza pesante e ingiusta.”
Le opere di Luigi Schingo sono presenti nei seguenti musei: Galleria nazionale di arte moderna di Roma, Gabinetto nazionale delle stampe di Roma, Pinacoteca provinciale di Bari, collezione dell’Università di Bari, Pinacoteca comunale di Molfetta, Pinacoteca provinciale di Foggia, Pinacoteca comunale di Foggia, Museo civico di Lucera, Museo civico di San Severo.

Francesco Sessa

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