Le tecnologie: svago o impegno? (report IV CC CAT )

IMG_8157
IPod_line_as_of_2014

I PRO

Grazie alla tecnologia sono state fatte grandi conquiste nel campo industriale, agricolo e sanitario, che hanno migliorato le condizioni di vita della popolazione, e negli ultimi venti anni le tecnologie informatiche sono state oggetto di sviluppo non indifferente, che ha rivoluzionato il modo di comunicare. Difatti sono stati introdotti sul mercato i PC ed è stata resa disponibile una rete chiamata Internet per comunicare con altre persone a distanza e per accedere alle varie fonti di informazione. Tutto ciò ha rivoluzionato anche il mondo del lavoro. Più recentemente i telefoni, i cellulari, sono diventati strumenti per la comunicazione digitale e consentono di navigare in rete, di chattare e di accedere a siti per l’intrattenimento musicale e cinematografico, ecc. Grazie a queste nuove tecnologie, i giovani hanno un nuovo modo di comunicare, di divertirsi, ma allo stesso tempo di accrescere il loro bagaglio culturale.
Ipod, computer, console, cellulari sono in continua evoluzione e stanno cambiando radicalmente la nostra quotidianità, i rapporti e il modo di relazionarci di noi giovani. Di solito non sono oggetti indispensabili, basta pensare ad un paio di anni fa, quando non c’era il bisogno del telefonino, ma ora facciamo fatica a farne a meno. Spesso si pensa che solo i giovani non siano capaci di stare senza il telefonino in tasca, ma abbiamo sentito che alcune nonne non lavano i panni perché hanno la lavatrice in riparazione. Questo ci fa riflettere, ma bisogna considerare che i giovani di oggi, a differenza delle nonne, sono nati in mezzo alla rivoluzione tecnologica. Ciò significa che queste nuove apparecchiature sono diventate un bisogno ordinario come il cibo. Alcuni dati riportano che il settore della tecnologia, oltre a essere riuscito a inserirsi nel mercato molto velocemente, è l’unico a non essere toccato dalla crisi economica che ormai tocca tutti i settori; questo significa che non si può fare a meno della tecnologia.
Senza tecnologia anche la ricerca medica sarebbe molto più arretrata.
L’uso intensivo delle nuove tecnologie sta cambiando molti comportamenti giovanili anche nel mondo reale: per esempio i giovani viaggiano molto di più da quando le prenotazioni dei voli low cost si possono fare direttamente su Internet. I giovani d’oggi sono molto più informati sui temi d’attualità. Hanno reti di amici molto estese, anche se spesso frequentabili in modo virtuale. Infine hanno un livello di fiducia superiore verso il mondo della “rete”. Per esempio, sono più disposti a comprare sul web rispetto agli anziani.
L’uso di internet oggi consente a ogni tipo di studente, dotato o meno, di crearsi un buon bagaglio informativo. Tutte le informazioni presenti, esatte o errate, sono disponibili a tutti coloro che hanno libero accesso alla rete, indipendentemente dal loro stato sociale. La cultura non è più il privilegio di pochi, visto che su google libri testi rari, un tempo consultabili solo in alcune biblioteche nazionali e internazionali, sono a disposizione di tutti.

I CONTRO
L’adolescenza è un’età in cui alla crescita si accompagnano stati d’animo contraddittori: il desiderio di nuove esperienze e il rifiuto di modello tradizionali, ma anche l’insicurezza e la paura di affrontare la difficile prova della vita. Prova che si manifesta con il dover entrare in una società sempre più competitiva e priva di valori. I giovani pensano di risolvere i loro problemi chiudendosi in se stessi e creando un angolo dove nessuno potrà disturbarli, ferirli o crear loro dispiacere.
Il mondo dell’informatica è per molti uno svago, un divertimento, un piacere, ma è soprattutto una distrazione per allontanarsi dai problemi di tutti i giorni. A volte questo strumento di distrazione si rivela terribile. I TG spesso riportano notizie terrificanti sulla sorte dei giovani, soprattutto ragazze, che vengono attirate da chat di falsi profili, diventando, così, prede di malintenzionati.
L’avvento delle nuove tecnologie ha portato a effetti più o meno gravi sulla popolazione mondiale. Non tutti sfruttano la multimedialità in modo positivo, hanno sviluppato una vera e propria dipendenza che causa gli stessi sintomi di ogni altra assuefazione: la perdita di interesse per le altre attività, l’incapacità di controllo su tempi e modalità, fino alla comparsa di ansia e depressione in seguito all’astinenza. Il rischio più grave che corrono gli “schiavi digitali”, curato oggi come una grave patologia dagli psicologi e psichiatri, è il completo isolamento dalla vita reale. E’ cambiato anche il linguaggio, in quanto i giovani trascorrono gran parte del loro tempo inviando messaggi sempre più ricchi di abbreviazioni e parole sgrammaticate, con il conseguente declino della correttezza della lingua italiana.
L’uso della tecnologia comporta la perdita della capacità di comunicazione tra studenti e insegnanti o tra gli studenti stessi. Sì, internet permette di comunicare con i social network, ma questo rovina il modo di confrontarsi e dialogare con il prossimo. Facebook e Ask possono essere un esempio di tutto ciò. Questi sono i principali motivi di pigrizia della nostra generazione che su internet si pone in un certo modo, invece nella realtà non riesce a dialogare.
Oggi quindi si può affermare che l’era dei computer è ormai arrivata, ma non è accettabile che uno studente possa parlare con qualcuno dall’altra parte del mondo tramite la messaggistica istantanea e non andare d’accordo con l’amico di banco. Non è accettabile che possa isolarsi a chattare su FB, noncurante dei richiami all’attenzione dei docenti che stanno spiegando la lezione in classe.
Sbagliamo a stare troppo tempo al computer o sui social network, perché con questo noi perdiamo il modo di relazionarci con la gente in prima persona, ci sentiamo troppo schiavi di queste tecnologie, e ormai stiamo creando un nostro profilo virtuale e sgretolando la nostra figura umana reale, stiamo anche perdendo l’abitudine di leggere un giornale. Grazie alla TV e ai video che girano su internet, noi preferiamo ascoltare piuttosto che leggere e questo è sbagliato, perché molte persone non sanno leggere o non leggono bene.
Pensiamo che la tecnologia sia una bellissima cosa, ma non bisognerebbe approfittare di tutto ciò che internet ci mette a disposizione. Questo contribuisce a stravolgere la vita dei ragazzi che un tempo giocavano per strada in modo anche creativo, invece adesso pensano soltanto a navigare su Internet, giocando alle loro console o chattando su FB.

CHE FARE?

Dalla rivista “Focus” del mese di maggio abbiamo letto un articolo della giornalista Frauke Hunfelde dal titolo “In fuga dalla tecnologia”. L’articolo parla di alcuni milionari e fondatori di start-up, tra i 25 ai 45 anni che, per sfuggire alla schiavitù digitale ( passano dalle 12 alle 16 ore al computer per lavorare), hanno deciso di ritirarsi per cicli di cinque giorni in un bosco a Navarro in California. Il loro obiettivo? Staccarsi dalla tecnologia e cercare di vivere cinque giorni senza di essa, immergendosi nella natura incontaminata.
L’uomo che ha organizzato questo campo si chiama Levi Felix e ha l’età di 29 anni. La sua storia è emblematica. Felix, dopo aver concluso gli studi, aprì un’azienda che piano piano cresceva, ma arrivò al punto di crollare; si prese una pausa, girò il mondo e riprese il lavoro. Da quel momento Felix non passò più tutte le serate al telefono o al computer, ma fondò una nuova azienda, la Digital Detox (disintossicazione digitale).
Farebbe bene a tutti un week-end come quelli organizzati da Felix: passare cinque giorni con gente che magari hai conosciuto su Internet e non hai mai visto, disintossicarsi dalla tecnologia poter parlare faccia a faccia con persone reali, e non tramite un rettangolo tecnologico.
Riscoprire tutte le meraviglie del mondo dal vivo e non sul web. Ritornare a fare le gite scolastiche o i viaggi turistici in Italia e all’estero, per visitare città dell’arte o dell’architettura.
Certo, bisogna saper cogliere il meglio della tecnologia moderna, saperla sfruttare per accrescere il proprio bagaglio culturale, per migliorare i rapporti interpersonali, fare amicizia con altri ragazzi e altre ragazze, ma non bisogna subire le tecnologie in modo passivo o addirittura diventarne dipendenti. Solo quando avremo imparato questo potremo affermare di vivere in una società progredita e avremo abbattuto definitivamente le frontiere dell’intercomunicabilità.
Secondo noi, la tecnologia informatica, pur presentando degli aspetti negativi, ci offre la possibilità di ampliare le nostre conoscenze e di soddisfare le nostre curiosità, e quindi noi ragazzi dobbiamo avvicinarci alla tecnologia sfruttando tutte le potenzialità e le risorse, sviluppando nuove competenze e intelligenze, ma con la consapevolezza dei rischi connessi, e del fatto che la tecnologia non deve plasmare la nostra personalità, ma deve essere uno strumento a nostro servizio per migliorare il nostro bagaglio culturale. La tecnologia la possiamo sfruttare in un modo equilibrato sia per lo svago e sia per l’impegno.
Crediamo che le nuove tecnologie, se usate in modo giusto e per le giuste cause, siano la cosa migliore del mondo. Sarebbe un grosso errore non utilizzarle.
La tecnologia ha rivoluzionato il nostro modo di fare e di pensare. Essa può essere applicata allo studio in diversi modi . Questi possono essere anche l’inserimento di computer in molte aule, anche se siamo consapevoli che essi non potranno mai sostituire i vecchi metodi di insegnamento che hanno al loro attivo la presenza dei docenti nelle nostre classi, in grado di trasmetterci, con una comunicazione in tempo reale, emozioni e saperi, non codificati e stereotipati. Facebook e Ask non potranno mai sostituire la vita che connotava i nostri paesi prima dell’avvento della rivoluzione tecnologica, e che ci ha reso delle “monadi” pur navigando con tante amicizie “virtuali”.
Ci piace chiudere questo report citando una bella pagina del “paesologo” Franco Arminio, che ci invita a riappropriarci della vita vera del nostro territorio, ormai perduta nei meandri della modernità:
«Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento. Bisognerebbe stare all’aria aperta per almeno due ore al giorno. Ascoltare gli anziani, lasciare che parlino della loro vita. Esprimere almeno una volta al giorno ammirazione per qualcuno. Dare attenzione a chi cade e aiutarlo a rialzarsi, chiunque sia. Leggere poesie ad alta voce. Far cantare chi ama cantare. In questo modo non saremo tanto soli come adesso, impareremo di nuovo a sentire la terra su cui poggiamo i piedi e a provare una sincera simpatia per tutte le creature del creato
(da F. ARMINIO “Geografia commossa dell’Italia interna”, Bruno Mondadori, 2013)

AUTORI DEL REPORT: Michele Gimma, Michele Romagnuolo, Angelo Grillo, Jacopo de Felice, Angelo Di Cataldo, Rocco Coccia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...