VIESTE DURANTE LA GRANDE GUERRA (articolo di Leonardo Vescera)

VIESTE DURANTE LA GRANDE GUERRA

 

Foto Archivio Michele delli Santi

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Vieste fu uno dei paesi protagonisti della prima guerra mondiale dal giorno in cui l’Italia entrò in conflitto contro l’Austria. Infatti a Vieste, il ventiquattro Maggio 1915, alle prime luci dell’alba della prima Guerra mondiale, nel tratto di mare che va dalla punta del faro Santa Eugenia a punta Molinella, ci fu uno scontro tra cinque unità della marina austriaca e il cacciatorpediniere “Turbine” della nostra regia marina.

L’equipaggio del “Turbine” era costituito da cinquantotto uomini, lo scontro era dunque impari e la vittoria fu degli austriaci, con l’affondamento della nave italiana. Durante lo scontro, tutti i cittadini viestani si erano riversati sulle alture del paese per assistere al combattimento navale. Dal feroce scontro uscirono quarantatre superstiti e quindici tra morti e prigionieri.

Prima dello scontro ci fu un cannoneggiamento del castello Svevo che diede il via alla battaglia. Si è conoscenza di questo avvenimento grazie allo storico Mimmo Alita, che fece una pubblicazione di un album nel 1988, grazie a cui i viestani, soprattutto quelle delle nuove generazioni, sono venuti a conoscenza del combattimento.

A Vieste su una lapide commemorativa posta sull’edificio della delegazione di spiaggia di Vieste si ricorda questo avvenimento. Inoltre fu dedicata anche una strada “Via Turbine” per ricordare il sacrificio del valoroso equipaggio capeggiato dal comandante Luigi Bianchi che difese strenuamente la nostra patria.

Anche lontano dal loro paese i viestani si dimostrarono valorosi con le sette medaglie d’argento e le nove medaglie di bronzo assegnate ai soldati viestani in  guerra nelle trincee. Ognuno di loro, nessuno escluso, ebbe una morte gloriosa combattendo per la patria senza tener conto della  loro stessa vita per onorare la loro nazione.

Una delle testimonianze più valorose fu quella di Chionchio Matteo (carabiniere addetto divisione fanteria) che, dopo una granata nemica di grosso calibro, che provocò un incendio in un deposito di munizioni, accorse sul posto, allontanando gli esplosivi finché non rimase ferito alla mano sinistra. A lui fu attribuita una medaglia d’argento.

Un’altra testimonianza importante fu quella di Nobile Antonio (tenente compagnia mitragliatrici) che si spinse arditamente fin sotto le linee nemiche saldamente apprestato a difesa e mentre vi prendeva posizione, fu travolto e contuso due volte dallo scoppio di granate che gli resero impossibile utilizzare l’arma. Egli mise numerosi uomini fuori combattimento, con calma e fermezza cooperò per respingere il contrattacco nemico. A lui venne attribuita la medaglia di bronzo.

Dalla guerra risultarono i seguenti caduti viestani:

  • Ottantatre soldati di fanteria
  • Ventitre soldati di fanteria dispersi
  • Un soldato di artiglieria di campagna
  • Un reale carabiniere
  • Un marinaio della regia marina
  • Un soldato mitragliere
  • Un soldato del genio

A questi caduti a Vieste, proprio nei pressi del castello Svevo, venne dedicato un “Parco della Rimembranza” in cui vennero piantati alberi per ogni caduto viestano della Grande Guerra.

Foto Archivio Michele delli Santi

Alberi che non attecchirono e di cui oggi non c’è più traccia. Solo una lapide, recuperata e murata sul vecchio Municipio, ne attesta l’esistenza.

Leonardo Vescera

Classe V C CAT dell’IISS Mauro del Giudice di Rodi Garganico

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