“Corre il tempo”, l’ultimo romanzo di Matteo Rivino, sarà presentato il 1 agosto a Vico del Gargano

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Il 1 agosto, a Vico del Gargano (chiesa del Purgatorio ore 19.00), in apertura della Notte Bianca, sarà presentato  l’ultimo romanzo di Matteo Rivino: “Corre il tempo”.
Ai saluti di Michele Sementino (sindaco di Vico del Gargano) e Rocco Ruo (vicepresidente del Parco nazionale del Gargano), seguiranno le introduzioni di Giuseppe d’Avolio e Marco Trotta.
In seguito, dialogheranno con l’autore, coordinati da Piero Paciello (direttore de “L’Attacco); Domenico Afferrante. Anna Maria Cotugno, Luigi Damiani, Massimo Fiorentino, Menuccia Fontana, padre Massimo Montagano, Teresa Maria Rauzino.
“Corre il tempo”, edito da Schena narra le vicende di due famiglie, Peddanera e Ambrosio, e della comunità di Monte Sant’Angelo, Regno delle Due Sicilie, dal secondo decennio dell’ottocento fino ai giorni dell’Unità d’Italia e del brigantaggio postunitario, in un contesto storico riproposto con rigore. Il racconto prende le mosse da una sanguinosa spedizione di briganti, avutasi nel 1814, allorché si stava per concludere il decennio di dominio francese sul Regno di Napoli, e accompagna i protagonisti nel lungo cammino del Risorgimento, vissuto dall’angolo di un piccolo centro del Gargano, in quella che era chiamata Provincia di Capitanata. I fatti personali e familiari s’intrecciano con quelli collettivi, all’ombra della basilica di San Michele, al cui culto Monte Sant’Angelo deve la propria esistenza.
L’autore del romanzo, Matteo Rivino, nato a Monte Sant’Angelo, vive dal 1961 a Milano, dove ha trascorso l’intera vita lavorativa come dirigente di aziende industriali. Attaccatissimo al suo paese d’origine, dove trascorre ogni anno le vacanze estive, nel 2006 ha pubblicato “I virtuosi della trottola”, uno spaccato della vita quotidiana di Monte Sant’Angelo, visto con gli occhi nostalgici della prima gioventù. Nel 2007, in collaborazione con Francesco Corbellini, ex presidente dell’ENEL, Rivino scrive per la Sestante Edizioni di Bergamo un volume dedicato alla vita della società GIE, a suo tempo ai vertici mondiali nel campo dei grandi impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica, e di cui è stato dirigente per 25 anni.
Nel 2010, sempre per la Sestante Edizioni di Bergamo, Rivino pubblica ” La vita da prete di don Francesco ” ( don “Ciccio” Ciuffreda ), parroco della Chiesetta e del rione Fosso di Monte Sant’Angelo, che ” ha umanizzato il soprannaturale a beneficio del prossimo, cui ha dedicato la vita “. Ancora nel 2010, per Seneca Edizioni di Torino, Matteo Rivino pubblica il suo primo romanzo “Ai confini del Reame”. Il romanzo narra la storia di due giovani, Luigino e Michele e delle loro rispettive famiglie, una dell’aristocrazia terriera, l’altra popolare, tra fine Settecento e inizio Ottocento. La vicenda si svolge a Monte Sant’Angelo ai confini, appunto, del regno di Napoli, al tempo di re Ferdinando IV di Borbone. Furono gli anni in cui, sull’onda della rivoluzione francese e sotto la spinta delle armate napoleoniche, ebbe inizio il tramonto del sistema feudale, che per secoli aveva immobilizzato la società e l’economia del Sud Italia, e la trasformazione della proprietà terriera feudale in proprietà terriera privata (borghese).
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