Dopo il vincolo, urge il restauro della chiesa di Santa Barbara di Rodi Garganico! (articolo Carmine de Leo)

Finalmente dichiarata bene di interesse culturale l’antichissima chiesa di Santa Barbara in Rodi G.co 

III CAT A SANTA BARBARA

Quattro anni fa denunciammo su queste pagine il degrado di un antico monumento, la chiesa di Santa Barbara che sorge alla periferia di Rodi Garganico, a ridosso dell’omonima baia, a guardia di alcune freschissime sorgenti naturali le cui acque defluiscono verso la spiaggia. Furono proprio queste sorgenti ad alimentare un tempo una intensa coltivazione di aranceti e limoneti intrapresa dai frates dell’Ordine di Malta, eredi dei cavalieri Templari, cui passò la chiesa dopo essere appartenuta al monastero di Santa Sofia di Benevento già verso l’anno mille. I frates dell’Ordine di Malta ressero la chiesa ed il suo territorio fino all’Ottocento e lo stemma dell’ultimo abate commendatario era murato un tempo sulla facciata di questo edificio religioso. Purtroppo, oggi, grazie ad anonimi predoni d’arte ed al disinteressamento generale, il declino dell’edificio, iniziato già verso la metà del secolo scorso pareva inarrestabile: il tetto è crollato, divelti gli ingressi, spoglie le pareti laterali e la facciata interamente abbattuta, restano poche tracce di più vetuste fabbriche sul retro, forse un antico abside: Ma ecco che su interessamento dell’Amministrazione Comunale di Rodi Garganico di recente la chiesa di Santa Barbara, ai sensi del Decreto Legislativo n.42 del 22 gennaio del 2004, è stata finalmente dichiarata, dal Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo “bene di interesse particolarmente importante e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Leghislativo 42/04 “. Un salvataggio in estremis effettuato con tenacia per cercare di salvaguardare questo piccolo pezzo della storia della nostra vasta provincia di Capitanata. Come evidenziato nella stessa relazione che accompagna il decreto di salvaguardia della chiesa: “Il sito, benché abbia subito trasformazioni per la costruzione di recenti insediamenti turistico- residenziali, conserva ancora elementi di interesse per le sue relazioni visuali col mare, la topografia e l’agrumeto superstite: Per quanto mutila, la chiesa dal punto di vista artistico conserva un affresco di età moderna raffigurante un miracolo; la casa limitrofa presenta ancora quasi intatta la sua struttura architettonica. Resta da indagare la sussistenza di un cimitero medievale nell’area limitrofa, attualmente utilizzata a parcheggio”. Meglio tardi che mai, quindi, finalmente qualcosa si muove ! Certo sarebbe stato meglio agire prima, quando questo giornale denunciò già l’inarrestabile declino nel marzo del 2011 della chiesa di Santa Barbara ed ancor prima, inascoltate restarono le grida d’allarme lanciate dal compianto prof. Fiorentino che non si stancò mai di evidenziare i pericoli di una cementificazione del’area verde intorno alla chiesa, il cui territorio, come si ricava da vari documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Foggia e di Lucera e presso l’Archivio dell’Ordine di Malta in Roma, era coperto per la maggior parte da profumati giardini d’agrumi, oggi ridotti ad una piccola area a ridosso dei pochi ruderi della chiesa !

Carmine de Leo

su “La gazzetta del mezzogiorno”

santa barbara articolo de leo su vincolo

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