San Pietro in Cuppis, abbazia sgarrupata in agro di Ischitella (FG)

San Pietro in Cuppis in due scatti di Domenico Sergio Antonacci

 

Ogni paese, anche il più piccolo e sconosciuto, ha una sua storia da raccontare, unica e significativa per il paese stesso. Questa storia viene raccontata dagli edifici più antichi, che hanno la propria storia da raccontare. Purtroppo, nei nostri piccoli paesi, la maggior parte di questi edifici sono in condizioni fatiscenti, dimenticati da tutti. Nel Gargano, la “battaglia simbolo” di questo fenomeno è quella combattuta dalla professoressa Teresa Rauzino per L’abbazia di Kàlena di Peschici, abbandonata a se stessa; prendendola come esempio molti cittadini denunciano il degrado degli edifici storici dei propri paesi al Governo e la necessità di restaurarli e valorizzarli.

Recentemente, il premier Renzi ha dato vita al “Progetto Bellezza”, dove chiunque cittadino può denunciare le costruzioni ormai lasciate al degrado.

Nel mio paese ci sono tantissimi edifici storici e monumenti che hanno la propria storia da raccontare, ma sono impossibilitati a farlo perché sono ormai abbandonati da troppi decenni.

Un esempio è l’Abbazia di San Pietro in Cuppis. È uno degli edifici religiosi più antichi di Ischitella e del Gargano, la prima testimonianza documentale risale alla bolla papale del 1058 del pontefice Stefano IX, che la  definisce come “cella benedettina” appartenente a santa Maria di Kàlena.

Di San Pietro in Cuppis  oggi rimangono solo i muri perimetrali. L’Abbazia è divisa in quattro aree: la basilica, a cui si accede da un portale sormontato da un arco a tutto sesto e da un piccolo rosone. La navata e il presbiterio sono divisi da un iconostasi, un elemento molto raro in Italia, caratterizzato da una porta regale centrale e porte diaconali a destra e sinistra. Tra le porte sono visibili tracce dell’antico altare, mentre è ancora integra l’abside. Le pareti interne sono divise da quattro pilastri che un tempo sostenevano le travi di quello che era un antico tetto a capriate. Nel cortile, a cui si accede accanto alla facciata principale, è presente una cisterna ed è delimitato dalla muratura perimetrale, parzialmente crollata, dalla muratura portante della basilica e dalla muratura portante del dormitorio e del refettorio.

Ormai da decenni l’Abbazia è incustodita, nonostante il rischio che diversi manufatti vengono trafugati. Il lungo degrado sta causando alla muratura portante della basilica delle crepe e piccoli crolli che a breve termine potrebbero causare danni maggiori. Nell’abside, gli agenti atmosferici e l’incuria continuano a cancellare preziosi affreschi.

Spero che grazie al “Progetto Bellezza”, questa antica e preziosa Abbazia possa avere le attenzioni che merita dal Governo.

Mauro Miucci

V CAT “IISS Mauro del Giudice” di Rodi Garganico

Intanto, votiamo SAN PIETRO IN CUPPIS  come luogo del cuore del FAI su  http://iluoghidelcuore.it/luoghi/4146

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...