A Cagnano un centro antiviolenza dedicato ad Antonietta Caruso (articolo di Leonarda Crisetti)

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Dal 22 ottobre 2016 il comune di Cagnano Varano si dota di uno sportello centro antiviolenza (CAV) che sarà d’aiuto sia alle donne del Gargano segnate dalla violenza fisica e verbale, sia ai figli delle donne maltrattate e persino uccise, che vivono la violenza di riflesso. È intestato ad Antonietta Caruso, che rappresenta il primo caso di femminicidio nel Gargano che si ricordi: nel 1965 all’età di 23 anni, la giovane donna peschiciana è stata infatti uccisa per mano del “fidanzato”- padre del bambino che probabilmente aveva l’età di 4 anni, gettata in mare da una rupe. Lo sportello, sito al palazzo municipale, apre una volta a settimana, di giovedì, dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – fa sapere l’assessora alle politiche sociali, insegnante Mariella Scanzano, che dà inizio alla cerimonia d’inaugurazione, poco dopo le ore 17,30, con un brevissimo e suggestivo video che, attraverso immagini in movimento, suono e versi, narra la condizione sofferta della donna soprattutto di colore, condizione che però non ha impedito a diverse donne di emergere e di offrire il proprio contributo al progresso dell’umanità.

Lo sportello – precisa Beatrice Cannarozzi intervenuta in qualità di presidente del CAV “Antonietta Caruso” – intende sensibilizzare, prevenire, informare sulla violenza, promuovere la cultura della non-violenza, sostenere le donne nel percorso di autoemancipazione, aiutandole ad uscire dalla condizione di inferiorità. Si avvale del contributo delle istituzioni, di personale specializzato (psicologi, legali, assistenti sociali …), delle forze dell’ordine e di ogni persona sensibile alla condizione di inferiorità della donna.

L’amministrazione comunale ha aderito ai programmi antiviolenza della regione Puglia [L. R. 29/1014]– che sotto questo profilo può dirsi all’avanguardia in Italia insieme a poche altre regioni – e deciso di attivare questo servizio d’ambito di zona per la precisa motivazione di contrastare ogni forma di violenza sulle donne e sui minori attraverso la prevenzione e la sanzione, collaborando con i paesi viciniori e utilizzando le risorse che la legge mette in campo – informa il sindaco Claudio Costanzucci Paolino, la cui amministrazione, avendo già inaugurato un circolo per anziani intestandolo a “Carmelo Palladino” – che è stato tra i primi ad individuare nella questione sociale il vero problema dell neonato stato italiano -, dimostra di prestare attenzione ai problemi delle fasce più deboli della popolazione.

Non tutti i comuni hanno risposto all’appello della regione – puntualizza l’avvocatessa Maria Pia Vigilante, presidente dalla “GIRAFFAH!” Onlus di Bari che collabvora al progetto – perché la necessità di avere un servizio per contrastare la violenza di genere è sottovalutata e di fatto a dominare nella società è ancora il maschio. I dati ISTAT dicono invece che in Puglia ogni giorno viene violentata una donna su tre, che le donne subiscono ogni forma di violenza, che la violenza attraversa ogni ceto sociale e si fa subdola e sottile nelle sfere più elevate. Aggiunge che chiunque, in qualsiasi ora del giorno, può chiedere aiuto per sé e per gli altri, chiamando il 1522; che le donne che si rivolgono al CAV sono coraggiose perché decidono di interrompere il circuito della violenza per sé e per i propri figli, costretti a subire indirettamente la violenza nel teatro della propria cosa, perché è dentro le pareti domestiche che spesso la violenza si consuma.

Sul mondo dell’infanzia costretta a subire la violenza riflessa fa il punto infine l’assessora alle politiche sociali, la quale ama immaginare un mondo di adulti che si fanno abbraccio intorno ai bambini, posti al centro di un cerchio di persone che li curano e si premurano di insegnare loro i valori della vita. Affinché tale mondo diventi una realtà è però necessario promuovere una cultura nuova, che dia spazio al dialogo e alla collaborazione, valorizzi l’educazione di genere, non permetta che le bambine vengano messe a zittire, insegni alle donne il rispetto di se stesse. Per questa ragione l’amministrazione comunale di Cagnano dei progetti visionati ha deciso di privilegiare i punti che riguardano la prevenzione e l’attenzione al mondo dei bambini, dei fanciulli e degli adolescenti.

È duqnue importante che le donne maltrattate, molestate, picchiate, stuprate, offese, insultate, denigrate, private del diritto di parola, … violentate, sappino che, se lo desiderano, potranno essere accompagnate nel percorso che le condurrà fuori dalla violenza; che il CAV con sede a Cagnano offre servizio di prima accoglienza (ascoltando e sostenendo le richieste d’aiuto), di sostegno psicologico (qualora ne facciano richiesta), di consulenza legale (se c’è necessità di denunciare, chiedere la separazione o altro), di orientamento nel mondo sociale e lavorativo, per aiutarle a recuperare l’autostima e la fiducia in sé e ad essere indipendenti economicamente.

A impreziosire la serata d’inaugurazione del circolo antiviolenza, i contributi di giovani artisti talentuosi di Cagnano Varano: Carolina Tancredi al sax, Francesco Monaco al piano, Alida Zogli che declamaversi declinati al femminile, Carmel Aurora Bocale che cantato la condizione femminile con la sua bellissima voce.

Tutti i convenuti danno spazio infine all’ottimismo e contagiano il pubblico presente in sala, alimentando la convinzione che dalla violenza si può uscire, a patto che si cominci a costruire una “nuova grammatica” fatta di regole condivise dalle mamme e dai papà, dalle associazioni e dalle istituzioni, … con il contributo indispensabile degli uomini.

Leonarda Crisetti 

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