GARUV, UN GRUPPO FB CHE RACCONTA I MITICI ANNI SETTANTA DEI LICEALI DI VICO DEL GARGANO

AMARCORD /Vico del Gargano in quegli anni diventò la sede più amata dai liceali garganici.

1970 Liceo Giinnasio Vico del Gargano ai Giardinetti per la festa degli alberi

Come ricorda Sergio Baldassarre, l’8 agosto 1968 la popolazione di Vico del Gargano e dei paesi limitrofi venne informata dal Sindaco di Vico del Gargano Antonio Mastropaolo dell’istituzione del Liceo ginnasio a Vico del Gargano. Il 1 ottobre 1968, la scuola vichese iniziò la sua attività, come sezione staccata del liceo ginnasio “Matteo Tondi” di San Severo, con l’apertura di due sezioni della quarta ginnasiale, ubicate in un’ala della scuola media. Dall’Annuario del Liceo Ginnasio Statale “M. Tondi” di S. Severo, vol. II, risulta che nell’a.s. 1968-69 gli alunni frequentanti erano 50: 29 maschi e 21 femmine.  Cinque anni dopo si diplomarono solo 23.

“Chi erano?… E gli insegnanti?” si chiede Gerardo Alifano che il 2 maggio ha creato GARUV, un gruppo FB che vuole raccontare la “Storia di un gruppo di ragazzi che guardavano lontano”, cui si sono iscritti una settantina di ex allievi del liceo vichese.

Gerardo ha postato numerose foto e immagini dei mitici anni sessanta-settanta vissuti dai giovani liceali,  lanciando a tutti gli iscritti il seguente appello: ” Raccontiamo gli anni del nostro liceo. Lungi da voler raccontare la storia delle nostre vite, almeno raccontiamo la stazione dove è cominciato il nostro viaggio. Gli spettacoli teatrali, dalle cui esperienze nacque il Garuv

(Gruppo Artistico Rinascita Umoristica Vichese) , le gite scolastiche, i veglioni, le feste e chi più ne ha più ne metta. Forza ragazzi, postiamo foto e tutto ciò che riusciamo a trovare. Facciamo passaparola!”.

Il gruppo si è improvvisamente animato, tutti hanno cominciato a postare le piccole foto in B/N ingiallite in loro possesso, riconoscendo volti di compagni di scuola e prof.,  quasi rimossi dalla memoria in questi cinquant’anni.

L’ho fatto anch’io, ricordando i quattro anni anni in cui  ho frequentato, insieme a tanti studenti provenienti dal Gargano Nord,  la scuola vichese.

Approdai dal “Lanza” di Foggia al liceo ginnasio di Vico il 1 ottobre 1970, in quinto ginnasio. Con me da Peschici si iscrissero Nicoletta Molinaro, Michel’antonio Piemontese, che avevano frequentato la quarta ginnasio a Volterra e a Milano. L’anno dopo si aggiunsero anche Nicolino Apruzzese, Giuseppe Tavaglione provenienti, se non erro, dal seminario di Manfredonia, Antonio di Mauro, Matteo Saccia e per ultima Giovanna Basanisi. I nostri insegnanti furono Michele e Domenico Afferrante, Bruno Cappuccilli, Don Nicola Martelli, la Galullo, Maria Pia Martelli, Pietro Zezza, Giuseppe d’Avolio ( che in seguito partì militare) e la moglie del prof. Nello Biscotti, per storia dell’arte. L’approccio fu decisamente positivo. Classe “garganica” ed estremamente eterogenea, oltre a Peschici e Vico, erano presenti ragazzi di Ischitella, Carpino e Rodi.

Mi colpì, il primo giorno di scuola il forte accento vichese del prof. Michele Afferrante ( italiano- latino – greco – storia e geografia) che monopolizzava, con il fratello Domenico (matematica e fisica) il monte ore sia al ginnasio che al liceo… Il prof. Cappuccilli era stato mio docente alle scuole medie di Peschici. Il mio livello di francese era buono riguardo alla lettura e alla traduzione, a livello di comunicazione orale si limitava al massimo a un “bonjour”, anche se in quarto ginnasio a Foggia mi aveva permesso di ottenere voti soddisfacenti. Un gap comunicativo che purtroppo i docenti di francese laureati in giurisprudenza non riuscirono a superare e trasmisero a una generazione come la mia, che sa leggere e scrivere in francese, ma non sa assolutamente parlare…

Il prof. Michele Afferrante dedicò tantissimo tempo al lancio della piccola scuola vichese, creando un clima familiare, e decisamente sereno. Curava, nel tempo libero dalle lezioni, le pratiche di segreteria e i rapporti con la casa madre, il liceo Tondi di San Severo.

Allora il preside era il prof. Michele Arcangelo Zuppa, che si faceva vedere puntualmente a Vico del Gargano alla consegna delle pagelle. Un vero e proprio rito. Leggeva, classe per classe, i voti di ogni alunno. Si creava un clima di attesa molto forte. Prendere brutti voti significava essere strigliati severamente dai genitori, che avevano, come noi ragazzi, un grande rispetto del corpo docente. E la pagella era davvero importantissima! Temuta e amata!
I quattro anni trascorsi al liceo di Vico furono anni sereni e ricchi di opportunità, grazie all’entusiasmo dei docenti.
Quando arrivò il prof. Giuseppe d’Avolio portò una ventata di novità. Il sessantotto e la cultura europea entrarono vorticosamente nelle aule scolastiche. Fummo mobilitati in attività di doposcuola per i ragazzini in difficoltà, organizzavamo manifestazioni studentesche sulle problematiche nazionali e internazionali. Cominciammo a credere che tutto era possibile, anche migliorare il mondo! La casa del prof. D’Avolio, con un enorme stanzone-biblioteca era zeppa di libri degli autori contemporanei. I volumi a disposizione di tutti noi, e specie nell’ultimo anno di liceo, conobbi Sartre e gli esistenzialisti, oltre a Vittorini di “Uomini e no” (che devo ancora restituirgli, visto che il libro rimase a casa mia, gelosamente custodito in un cassetto del mio comodino…). Comprai “La storia” di Elsa Morante” e volumi appena usciti sul mercato editoriale nella libreria Piemontese, che allora aveva aperto a Peschici ed era fornitissima di titoli nuovi, che la cartoleria Cusano si sognava …
Ogni tanto ci ritrovavamo tutti insieme a Vico o a Peschici, la nostra era una classe che si spostava di paese in paese, accogliendo gli inviti dei componenti i vari gruppi. Le loro case divennero le nostre. La mia amica di banco era Lucia Ciociola, che mi è rimasta sempre nel cuore per la squisita ospitalità che spesso mi offrì insieme alla madre, la signora Nunzia. Ricordo anche l’ospitalità di Flavia Vitale. Quando c’erano i viaggi d’istruzione e le visite guidate, le amiche ci ospitavano tranquillamente, visto che i pullman partivano a tarda notte per guadagnare tempo e farci trascorrere tutto il tempo nei luoghi prescelti. Ricordo una tre-giorni a Firenze, un giorno a Roccaraso. Viaggi indimenticabili, specie il primo a Firenze, che segnò, oltre allo sbocciare dei primi amori, anche la scelta della sede universitaria di parecchi di noi. Piazzale Michelangelo, Palazzo Signoria, Santa Croce, Santa Maria Novella, Gli Uffizi, Ponte vecchio ci erano rimasti nel cuore.
Altri scelsero Bologna. Altri Bari. Furono le sedi più gettonate.
Vico del Gargano in quegli anni diventò la sede più amata dai liceali garganici. A Vieste era già attivo il Liceo Scientifico, frequentato anche dagli studenti di Peschici. Le altre scuole dei dintorni vennero aperte successivamente. A Rodi aprì l’ITCG, che divenne una fucina dei geometri del territorio e dei primi ragionieri “garganici”.
La classe dirigente di oggi è nata, in parte, in queste scuole.

Teresa Maria Rauzino

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