I Poeti del Gargano oggi al “Mauro del Giudice” di Rodi

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Martedì 05 dicembre 2017 a Rodi Garganico, nell’Auditorium “Filippo Fiorentino” dell’Istituto di Istruzione superiore “Mauro del Giudice”, è stato presentato il libro “POETI DEL GARGANO nei dialetti dei paesi”.
Le poesie sono state declamate dalla viva voce degli autori:
Franco Ferrara (Apricena); Pietro Salcuni (Monte Sant’Angelo); Mario Iannacci (Rignano Garganico); Onofrio Grifa e Michele Totta (San Giovanni Rotondo); Maria Rosaria Vera, Michela Di Perna e Nicola Angelicchio (Vico del Gargano); Angela Ascoli e Nicola Principale (Vieste).
” Quel che più soddisfa in questo “tour” nelle scuole e nei paesi del Gargano – ha affermato la scrittrice Leonarda Crisetti, che ha presentato le liriche – è l’entusiasmo dei poeti e la partecipazione attiva degli alunni, evidentemente “emozionati”, così mirando l’obiettivo della poesia che è quello di far vibrare le corde del sentimento, perché nell’educare bisogna considerare l’uomo intero non solo quello dal collo in su”.
“Grazie alla passione di tutti coloro che si sono impegnati per la cultura poetica garganica che sensibilizza e appassiona giovani studenti e tanti – ha concluso Franco Ferrara, coordinatore del Gruppo – Grazie ai collaboratori dei Poeti del Gargano che con il loro amore per le tradizioni e la poesia dialettale continueranno in futuro all’insegna della cultura garganica”.
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Ecco le foto i video dell’incontro di oggi
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Francesco Rosso a San Nicandro … sulle orme di Donato Manduzio

Il reportage sulla comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico fu pubblicato in “Gargano magico” nel 1964

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A uno spirito inquieto come Francesco Rosso, abituato ad indagare i fermenti sociali di mezzo mondo, non poteva sfuggire, nel suo tour raccontato in “Gargano magico” (1964), l’intensa spiritualità di questa terra, superata soltanto dall’Umbria.

«Nella sua limitatezza geografica – esordisce Rosso – il Gargano esprime in miniatura i più complessi contrasti religiosi: cattolici, protestanti, neo ebrei esprimono l’esuberanza spirituale di una popolazione che ha conservato, nelle tradizioni del culto, aspetti decisamente panteistici».

Forse è spiegabile, questo misticismo, con l’isolamento in cui vivono da sempre gli uomini e le donne del Promontorio e che ha affinato inconsci interessi, accendendo improvvise esigenze religiose: «In ogni villaggio dell’interno c’è un santuario, luoghi famosi in passato, dove i garganici si arroccavano per respingere l’aggressione dei corsari musulmani che calavano da Oriente. Sono rimasti centri di fede accesa, cui convengono tuttora pellegrini da ogni parte d’Italia».

Fede e superstizione dominano inseparabili sugli abitanti dei rocciosi contrafforti della montagna sterile. L’impeto religioso si trasforma spesso in ribellione ai dogmi; i garganici, spiriti liberi, vogliono cercare da soli la propria verità, senza imposizioni. Tutta la loro storia è intessuta di ribellioni, la più nota è quella del grande “eretico” Pietro Giannone. Per aver osato sfidare il potere temporale della Chiesa, fu perseguitato per una vita; dimenticato da tutti, è ricordato più nella sua nativa Ischitella che a Torino, dove chiuse i suoi giorni nelle tetre prigioni della Cittadella.

Nel suo itinerario nei luoghi dello spirito, Francesco Rosso inizia il viaggio partendo da San Nicandro (oggi Sannicandro), un grosso centro contadino dell’entroterra garganico. Negli anni Trenta, nel pieno delle leggi razziali,  era stato teatro di una “conversione”  di massa all’ebraismo.

Ne aveva parlato, già nel 1957, la storica francese Elena Cassin in “San Nicandro: histoire d’une conversion” (E. Plon, Paris) un bel libro che aveva fatto il giro del mondo, ponendo il paese garganico come “caso” singolare all’interno della storia delle comunità ebraiche.

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Francesco Rosso, nel suo viaggio, ne ripercorre le orme, alla ricerca di ciò che resta, dopo tanti anni, di questa “mistica” esperienza.

La casa di Donato Manduzio, fondatore della comunità, è diventata un po’ la sinagoga di San Nicandro, dove i pochi ebrei rimasti si riuniscono ogni Shabbat (sabato) per la preghiera. La vedova Emanuela, che dopo la conversione ha assunto il nome di Sara, «la occupa interamente con la sua presenza e vi funge da vestale fra le memorie lasciate dal marito, austera e solenne come un’antica valchíria». Rosso la definisce “la grande orca dell’ebraismo garganico”.

Nello stanzone, ambiente unico della piccola casa contadina, «oltre al vasto letto col materasso gonfio e crocchiante di fogliacce del granturco, le rilucenti padelle di rame, i ritratti, i vecchi calendari alle pareti, ci sono un tavolo, alcune sedie basse mezzo spagliate accanto al camino spento, un gran ritratto del defunto Donato, il rabbi di San Nicandro, coi ceri accesi dinanzi, come un santo, e strisce di carta con versetti biblici scritti con ortografia non proprio ortodossa».

Donato Manduzio morì nel 1948, un anno prima che i suoi proseliti partissero per la Terra Promessa. Morendo, lasciò un taccuino colmo di massime edificanti che Emanuela-Sara alterna con la lettura della Bibbia. Vi si legge: «L’etterno fa abitare in famiglia la donna sterílla», «L’etterno punisciò accolui che guasta la ottava parola del Sinai». «L’etterno disse: la legge è il mio Figliolo che è disceso dal cielo ».

«La fede ardente – osserva Rosso –  genera spesso piccole confusioni; per Manduzio, ad esempio, sembrerebbe che il Messia ebraico sia già venuto sulla terra, una contraddizione peggio di un sacrilegio, ma si tratta di deformazioni che non incrinano la compattezza fideistica dei garganici, le cui impennate religiose sono piuttosto frequenti».

Manduzio, come molti braccianti disoccupati del suo “strapopolato” paese, non aveva frequentato nemmeno la prima elementare. Ferito durante la grande guerra, aveva imparato a leggere e a scrivere durante la lunga degenza in ospedale. Tornato a San Nicandro, la sua invalidità lo costrinse a sbarcare il lunario svolgendo l’umile lavoro di ciabattino. Finchè un “segno” cambiò la sua visione della vita, gli manifestò la sua mission nel mondo.

Una notte in sogno gli apparve una donna. Gli indicò una lampada e gli ordinò di accenderla.

«Non ho fiammiferi» rispose Manduzio.

«Tu ti chiami Levi – gli disse la donna – e farai luce con questa lampada!».

Il giorno successivo, uno sconosciuto bussò alla porta di Manduzio e gli regalò un libro, la Bibbia. Dopo la lettura, Donato non ebbe più dubbi, avrebbe fatto riecheggiare la parola di Israele.

«Incominciò a fare proseliti, si fece chiamare Levi-maestro, radunò nello stanzone spalancato sulla strada i nuovi convertiti, una cinquantina, che nel 1949, quando il noto chirurgo romano Ascarelli ebbe circonciso gli uomini, partirono per la Terra Promessa».

Francesco Rosso li conosce tutti, e conosce i loro discendenti. Durante un suo precedente viaggio in Israele,  è andato a trovarli per rendersi conto personalmente della autenticità della loro vocazione; infatti «si sussurrava che la loro conversione fosse stata un’astuzia volpina per sfuggire alla miseria del loro bellissimo villaggio».

Ottimi cittadini israeliani e buoni ebrei osservanti, vivono tra Zifath e Tell Hain, nei pressi delle dolci campagne di Galilea. I lontani riverberi del lago di Tiberiade attutiscono la loro nostalgia,  ricordando loro la visione azzurra e “familiare” della laguna di Lesina. Si trovano a loro agio, riuniti in un gruppo etnico ben definito, ma talvolta fede e superstizione si miscidano in originale sincretismo nelle loro coscienze inquiete.

A tratti, l’origine garganica – conclude Rosso –  emerge imperiosa. I coloni sannicandresi e i loro discendenti hanno ripreso ad appuntare banconote sulle bandiere e sui simboli ebraici. Come un tempo li avevano appuntati sui simulacri dei loro santi patroni …

Teresa Maria Rauzino

 

SCHEDA SU FRANCESCO ROSSO

Inviato speciale del quotidiano torinese «La Stampa», Francesco Rosso attraversò quasi tutti i continenti. La sua inclinazione a studiare l’uomo nel suo ambiente lo indusse, nel volume “Gargano magico”(editrice Teca, Torino 1964), a indagare le varie forme di religiosità della Montagna sacra.

 

 

A Peschici le «Mattinate FAI d’inverno»

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Da lunedì 27 novembre a sabato 2 dicembre, le delegazioni FAI di tutta Italia aprono luoghi straordinari e suggestivi, per una settimana di visite, guidate da Apprendisti Ciceroni, ovvero studenti che, nei panni di narratori d’eccezione, raccontano ai giovani delle scuole in visita, la storia di questi beni.
Un progetto nazionale del FAI dedicato al mondo della scuola, che giunto alla sua sesta edizione, vede da alcuni anni il coinvolgimento dell’Istituto Omnicomprensivo Statale “Giuseppe Libetta” di Peschici, in particolare le classi terze della scuola media, dell’Istituto Tecnico Turistico e del liceo scientifico.
A capitanare le fila del Progetto artistico-culturale, sostenuto dal Dirigente scolastico Valentino Di Stolfo, i referenti – docenti, Lucrezia D’Errico e Mik Di Perna.
I Piccoli Ciceroni del FAI del Terzo Turistico dell’Omnicomprensivo, con la tutor, prof.ssa Veria Iacaruso, oggi hanno guidato le classi IV e V ITER dell’IISS “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico (accompagnate dalle prof. sse Maria Grazia Bocale e Teresa Maria Rauzino), alla scoperta del borgo antico di Peschici.
 
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 Interessante il percorso storico-artistico proposto dagli apprendisti Ciceroni, che ha visto aperti i monumenti religiosi, la Chiesa del Purgatorio e la Chiesa Matrice di Sant’Elia, con una sosta davanti alla Chiesetta di San Michele, nel Recinto Baronale.
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Gli studenti hanno altresì visitato il Castello di Peschici, che ospita il Museo delle Torture, aperto per l’occasione grazie alla disponibilità dei proprietari,  Sergio e Domenico Afferrante. 
 
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Inevitabile una sosta presso la bottega dei maestri ceramisti Frammichele.
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Alla giornata di oggi hanno partecipato anche le classi della scuola dell’infanzia dell’Omnicomprensivo “Libetta” di Peschici, guidate dalle maestre Silvana Caltagirone e Vita De Nittis. 
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Un ringraziamento ai parroci don Davide Longo e don Tonino Zoccano e alla prof.ssa Anna Maria Marinozzi, che hanno salutato gli ospiti.
La finalità del progetto è quella di infondere e rafforzare nei giovani studenti l’interesse per i beni artistici ed architettonici del Borgo Antico di Peschici, e e sensibilizzarli alla tutela del patrimonio culturale del proprio territorio.
I ragazzi hanno imparato a sapersi gestire autonomamente in un contesto di studio nuovo, utilizzando le loro competenze comunicative in un contesto pubblico, superando brillantemente situazioni di timidezza , introversione, insicurezza.
 “Esperienza fantastica – ha commentato il prof. Mik di Perna –  I veri protagonisti sono tutti loro, i nostri apprendisti ciceroni, che hanno avuto modo prima di studiare approfonditamente il patrimonio che sarebbero andati a raccontare e poi di raccontarlo con grande disinvoltura ai tanti visitatori che hanno partecipato alle giornate F.A.I. E’ importante  che siano proprio loro a tramandare la memoria e la storia dei gioielli del patrimonio artistico del bellissimo borgo antico di Peschici”. 
Alla fine della giornata, la referente provinciale dei progetti FAI per la scuola, Anna Lucia De Seriis, ha incoraggiato i ragazzi a proseguire in questo stimolante percorso.

Per Noemi e Nicolina e per tutte le Donne vittime di femminicidio

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Per Noemi e Nicolina e per tutte le Donne vittime di femminicidio

 

Per Noemi e Nicolina e per tutte le Donne vittime di femminicidio

(tema musicale suonato alla cornetta da B. Piemontese)

 

Nella realtà, purtroppo, si ripetono tragicamente i femminicidi, com’è accaduto alla povera Noemi, in provincia di Lecce, e a Nicolina, in provincia di Foggia.
Per questo motivo, nell’elaborazione dell’interpretazione musicale alla cornetta del M° Beniamino Piemontese si è voluto che, come in una tragica fuga, si ripeta e si rincorra lo stesso motivo melodico per accentuare la drammaticità del tema musicale, ispirato ad un componimento di Jan Gero (XVII secolo).
Ciò per sottolineare il pathos e l’empatia per le tragiche morti di Noemi e di Nicolina, e di tutte le Donne vittime di femminicidio, e la più ferma condanna contro ogni forma di violenza nei confronti della Donna, vittima inerme ed innocente della furia omicida di uomini assassini.
Prof.sa Carla De Nunzio
Presidente dell’Associazione Ideale “Osservatorio Torre di Belloluogo” – Lecce
Sito web: http://www.torredibelloluogo.com

 

I “POETI DEL GARGANO” A RODI GARGANICO il 5 DICEMBRE 2017

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Martedì 5 Dicembre 2017 a Rodi Garganico, dalle ore 11,00 alle ore 13,15, nell’Auditorium “Filippo Fiorentino” dell’Istituto di Istruzione superiore  “Mauro del Giudice”  (Via Altomare,10), alla presenza di studenti, insegnanti e pubblico esterno, verrà presentato il libro “POETI DEL GARGANO nei dialetti dei paesi”
Le poesie saranno declamate dalla viva voce degli Autori:
Franco Ferrara e Raffaele Pennelli (Apricena);
Giuseppe Trombetta (Carpino);
Rocco Martella e Nino Visicchio (Ischitella);
Pietro Salcuni (Monte Sant’Angelo);
Giuseppe Lombardi (Rignano Garganico);
Onofrio Grifa e Michele Totta (San Giovanni Rotondo);
Antonio Guida (San Marco in Lamis);
Maria Rosaria Vera, Michela Di Perna e Nicola Angelicchio (Vico del Gargano);
Isabella Cappabianca e Angela Ascoli (Vieste)

e i nuovi poeti aggiunti Maria Teresa De Nittis (Isole Tremiti), Anna Piano (San Marco in Lamis), Nicola Principale (Vieste) e Mario Iannacci (Rignano Garganico).

L’evento sarà presentato da  Franco Ferrara (poeta di Apricena), Leonarda Crisetti (scrittrice di Cagnano Varano), Geppe  Inserra (giornalista http://letteremeridiane.blogspot.it/ di Foggia), Angelo Capozzi (ricercatore di Foggia) e Antonio del Vecchio (giornalista di Rignano Garganico).

I Poeti del Gargano ringraziano il Dirigente Scolastico, prof. Valentino Di Stolfo, per la sensibilità culturale  verso la poesia dialettale garganica, dimostrata accogliendo la proposta di questa manifestazione presentata da Nicola Angelicchio.

La successiva presentazione ad Apricena il 20 dicembre 2017 alle ore 10,30 nell’aula magna dell’Istituto Secondario Superiore “Federico II” alla presenza di studenti e insegnanti.

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Per INFO: 
Visitate le pagine facebook di: “POESIE DELLA CAPITANATA nei dialetti e italiano” https://www.facebook.com/groups/423805201354178/ e del gruppo FB
“POETI DEL GARGANO nei dialetti e italiano  https://www.facebook.com/groups/392104174500558

DONO, QUINDI SONO

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Domani 25 novembre, alle ore 9.30 presso l’Auditorium “Filippo Fiorentino” dell’Istituto di Istruzione Superiore “Mauro Del Giudice” di Rodi Garganico (Via Altomare, 10), organizzato dal Rotary Club Gargano, in collaborazione con la scuola, con l’AIDO, con la Lega Navale e con il patrocinio del Comune di Rodi Garganico, si terrà un incontro di informazione e di sensibilizzazione alla donazione degli organi.
Dopo i saluti di Angela Masi (presidente del Rotary Club Gargano), seguirà la relazione di Vito Scarola (past president R.C. Bari Castello e vice presidente nazionale AIDO), che parlerà del “dono della vita” trapianto di organi, tessuti e cellule.
Seguirà l’intervento di Carmine Stallone, ex primario del reparto di Urologia dell’ospedale di san Giovanni Rotondo sul “Trapianto Samaritano”.
Si parlerà di amore … “Dono quindi sono”.
Vi aspettiamo!

“Salvaguardia del territorio: Tutela o vincolo?”. Oggi un importante convegno a Rodi Garganico

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A Rodi Garganico oggi 23 novembre (dalle ore 9.00 alle 14.00) nell’Auditorium “Filippo Fiorentino” presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Mauro del Giudice” (Via Altomare 10) si terrà la terza edizione del Convegno “Salvaguardia del territorio: Tutela o vincolo?”, organizzato dall’Ordine dei Geologi della Puglia, in collaborazione con gli Ordini degli Avvocati, degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geometri  e dei Periti agrari (laureati e non)  pugliesi,  con il patrocinio del Comune di Rodi Garganico.

“Il Gargano è un territorio che evidenzia un’estrema vulnerabilità, non soltanto dal punto di vista idrogeologico – ha spiegato la geologa Giovanna Amedei (consigliera dell’ Ordine Geologi pugliese e coordinatrice dell’evento) – Il Convegno vedrà la qualificata presenza di vari ordini professionali, la cui sinergia “tecnica” è fondamentale per programmare efficaci interventi di salvaguardia e di prevenzione delle criticità”.

Previsti, dalle ore 9.00 alle ore 10.00, i saluti degli Ordini professionali rappresentati  da Gaetano Centra (presidente Ordine degli Architetti della provincia di Foggia), Maria Rosaria Gabriella De Santis (presidente Ordine Ingegneri della provincia di Foggia),  Giuseppe D’Angelo (presidente Ordine Architetti BAT),  Domenico Afferrante (presidente Associazione Avvocati garganici),  Salvatore Valletta (presidente Ordine Geologi della Puglia), Romolo Mollica (presidente Collegio Periti Agrari e Periti Agrari laureati di Foggia),  Nicola di Bitonto (presidente Collegio Geometri e Geometri laureati di Lucera), seguiranno quelli istituzionali di Francesco Miglio (presidente Provincia di Foggia), Leonardo Di Gioia (assessore agricoltura Regione Puglia) e  di  Giannicola De Leonardis (consigliere  regionale).

In scaletta, dalle ore 10,30 alle ore 14.00, gli interventi di Marcello Antonio Amoroso (coordinatore regionale FARE AMBIENTE) sul “ruolo delle Associazioni ambientalistiche nella tutela e salvaguardia del Territorio”; di Eligio Giovan Battista Terrenzio (presidente Consorzio Bonifica Gargano) sulle “problematiche nella gestione, tutela e valorizzazione degli ecosistemi territoriali”; di Francesco  Giovanni Merafina (responsabile P.O. Assessorato Urbanistica e Paesaggio della Regione Puglia) che  farà un “report” dal significativo titolo: “I vincoli non fermano l’abusivismo” sullo stato attuale delle opere abusive a livello regionale e sulle responsabilità tecniche dei progettisti e dei Comuni.

Seguiranno le relazioni dell’avv. Oreste Di Giuseppe  sugli aspetti e sulle conseguenze legali degli eco-reati; di Barbara Valenzano (direttrice del Dipartimento mobilità, qualità Urbana, opere Pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia) che si soffermerà sulle caratteristiche tecniche delle progettazioni, al fine del conseguimento dei pareri e dei finanziamenti regionali, focalizzando a che punto siamo nel territorio regionale. Chiuderà il Convegno Alfonso Pisicchio (Assessore all’Urbanistica della Regione Puglia) che evidenzierà il ruolo della Regione nella definizione dei vincoli territoriali e nel rapporto tecnico con i Comuni, dalla modulistica unificata alla Rigenerazione urbana.

Sponsor ufficiale dell’evento sarà, come negli anni precedenti, la Fassa Bortolo.

Il Convegno è valido ai fini dei crediti formativi per gli Ordini Professionali.

 

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